Il Panzerkampfwagen IV, noto come Panzer IV e identificato dalla sigla Sd.Kfz. 161, fu il carro armato medio tedesco più prodotto della guerra, con circa 8.550 esemplari usciti dalle fabbriche tra il 1937 e il 1945. Nato nel 1934 come mezzo di appoggio alla fanteria armato con un cannone corto a bassa velocità, fu l’unico carro tedesco a restare in produzione dal primo all’ultimo giorno del conflitto, e ci riuscì cambiando mestiere: quando i carri sovietici resero obsoleto il suo armamento, lo scafo si dimostrò capace di accogliere un pezzo anticarro ad alta velocità e una corazza quasi triplicata. Fu questa capacità di crescere, più che una qualità eccezionale in sé, a farne la spina dorsale delle divisioni corazzate.
Sviluppo
Il carro d’accompagnamento
Nel 1934 l’ufficio approvvigionamenti dell’esercito emanò le specifiche per un mezzo battezzato Begleitwagen (veicolo di accompagnamento), denominazione di comodo scelta per mascherarne la vera natura, vietata dal trattato di Versailles. Nelle intenzioni di Heinz Guderian il nuovo carro doveva affiancare il Panzer III con una divisione dei compiti precisa: il Panzer III avrebbe ingaggiato i carri nemici, il Panzer IV avrebbe demolito con le sue granate esplosive le fortificazioni, le postazioni anticarro e le mitragliatrici che ne ostacolavano l’avanzata. Per questo ricevette un calibro insolitamente grande per l’epoca, 75 mm, ma con una canna corta e una bassa velocità iniziale: un obice più che un cannone.
Esaminati nel 1935 i progetti concorrenti di Krupp, Rheinmetall e MAN, la scelta cadde sulla proposta della Krupp. Il primo Panzer IV Ausf. A uscì dallo stabilimento Krupp-Grusonwerk di Magdeburgo nell’ottobre 1937 e fu costruito in appena 35 esemplari, di fatto una serie di valutazione. L’architettura definita allora rimase invariata fino al 1945: trasmissione e gruppo di sterzatura a prua, pilota a sinistra e marconista a destra dietro di essa, torretta al centro, motore e serbatoi nel vano posteriore.
La svolta del 1942
Le versioni dalla Ausf. A alla Ausf. F1 mantennero il cannone corto KwK 37 L/24, adeguato al ruolo per cui il carro era stato pensato ma quasi inerme contro le corazze: la sua granata perforante viaggiava a poco più di 400 metri al secondo e forava circa 43 mm a 700 metri. L’incontro con i sovietici T-34 e KV-1, nell’estate del 1941, rese il problema improrogabile.
La risposta arrivò nel marzo 1942 con la Ausf. F2, armata con il KwK 40 L/43, un pezzo ad alta velocità derivato dal cannone anticarro PaK 40. Tre mesi dopo l’inizio della produzione la versione fu ridenominata Ausf. G. È qui che il Panzer IV smette di essere un carro d’appoggio e diventa un carro da battaglia, prendendo di fatto il posto del Panzer III. Dal marzo 1943 la canna fu ulteriormente allungata nel KwK 40 L/48, che equipaggiò le successive Ausf. H e Ausf. J.
Il motivo per cui fu il Panzer IV a ereditare questo ruolo, e non il Panzer III, è di ordine costruttivo: il suo anello di torretta era più largo e lo scafo più robusto, e poteva quindi accogliere un’arma più lunga e pesante e piastre più spesse senza che il progetto dovesse essere rifatto. Il Panzer III, concepito attorno a un calibro minore, quel margine non lo aveva.
Caratteristiche tecniche
Salvo diversa indicazione, i dati si riferiscono alla Ausf. G.
Armamento
L’arma principale era il cannone da 7,5 cm KwK 40, nella versione L/43 e, dal marzo 1943, L/48. Con il proietto perforante PzGr 39, contro piastra inclinata di 30 gradi rispetto alla verticale, l’L/48 penetrava circa 96 mm a 500 metri, 85 mm a 1.000 metri e 74 mm a 1.500 metri; l’L/43, più corto di 35 centimetri, restava di poco inferiore. Erano valori sufficienti a battere il T-34 alle distanze di combattimento consuete, e con essi il Panzer IV tornò in parità con i mezzi sovietici. L’armamento secondario era di due mitragliatrici MG 34 da 7,92 mm, una coassiale e una nello scafo.
Corazzatura
La protezione crebbe di pari passo con le minacce. Le prime serie avevano appena 14,5 mm sullo scafo e 20 mm in torretta, spessori che già in Polonia si rivelarono insufficienti contro le armi anticarro. Si passò a 30 mm, poi a 50 mm con la Ausf. F1. Sull’Ausf. G, dal giugno 1942, venne aggiunta sul frontale una piastra supplementare da 30 mm, saldata e poi imbullonata, portando la protezione anteriore a 80 mm; dalla Ausf. H gli 80 mm furono ottenuti con una piastra unica. I fianchi restarono invece sottili, tra 20 e 30 mm, e per rimediare almeno ai fucili anticarro e ai proietti a carica cava furono adottate le Schürzen, gonne corazzate spaziate da 5 a 8 mm applicate ai lati dello scafo e attorno alla torretta.
Questa rincorsa ebbe un prezzo. Il peso salì dalle circa 18 tonnellate delle prime versioni alle 23,5 dell’Ausf. G fino alle 25 dell’Ausf. H, senza che motore, sospensioni e trasmissione ricevessero un aumento di potenza corrispondente: verso la fine il telaio lavorava al limite e l’affidabilità meccanica ne risentì.
Apparato motore e mobilità
Le prime due versioni montavano il Maybach HL 108 TR da 250 cavalli. Dalla Ausf. C fu adottato il Maybach HL 120 TRM, dodici cilindri a V a benzina di 11.867 cm³ e 300 PS, pari a circa 296 hp, che rimase lo standard fino al 1945; era lo stesso propulsore del Panzer III e dello StuG III. La velocità massima su strada era di 40 km/h, l’autonomia di circa 210 km su strada e 130 km fuoristrada. Le sospensioni erano a balestra, con otto ruote portanti per lato accoppiate a carrelli, una soluzione convenzionale e ormai datata che si dimostrò però robusta e, soprattutto, semplice da riparare in campagna.
Equipaggio
L’equipaggio era di cinque uomini: capocarro, cannoniere e servente in torretta, pilota e marconista-mitragliere nello scafo. La ripartizione a tre in torretta, che il Panzer IV condivideva con gli altri carri tedeschi, era un vantaggio tattico concreto rispetto ai T-34 delle prime serie, dove il capocarro doveva anche servire il pezzo e finiva per non comandare più niente. La cupola girevole garantiva inoltre al comandante una visibilità che pochi mezzi coevi offrivano.
Produzione
Complessivamente furono costruiti circa 8.550 Panzer IV, cifra che alcune fonti arrotondano tra 8.000 e 9.000 a seconda dei criteri di conteggio degli scafi convertiti. La produzione, inizialmente affidata alla sola Krupp-Grusonwerk, fu poi allargata alla Vomag e alla Nibelungenwerke, quest’ultima destinata a diventare l’unico costruttore nell’ultima fase della guerra. Il costo unitario era di 103.462 Reichsmark, circa un quarto in più di uno StuG III e meno della metà di un Tiger I. Oltre 300 esemplari furono ceduti agli alleati della Germania, tra cui Romania, Ungheria, Bulgaria, Spagna, Finlandia e Croazia.
| Versione | Periodo di produzione | Cannone | Esemplari |
|---|---|---|---|
| Ausf. A | ottobre 1937-marzo 1938 | KwK 37 L/24 | 35 |
| Ausf. B | aprile-settembre 1938 | KwK 37 L/24 | 42 |
| Ausf. C | settembre 1938-agosto 1939 | KwK 37 L/24 | 134 |
| Ausf. D | ottobre 1939-maggio 1941 | KwK 37 L/24 | 229 |
| Ausf. E | settembre 1940-aprile 1941 | KwK 37 L/24 | 223 |
| Ausf. F1 | aprile 1941-marzo 1942 | KwK 37 L/24 | 462 |
| Ausf. F2 | marzo-luglio 1942 | KwK 40 L/43 | 200 |
| Ausf. G | maggio 1942-giugno 1943 | KwK 40 L/43 poi L/48 | 1.687 |
| Ausf. H | aprile 1943-luglio 1944 | KwK 40 L/48 | 3.774 |
| Ausf. J | giugno 1944-marzo 1945 | KwK 40 L/48 | 1.758 |
Impiego operativo
Polonia, Francia e Nord Africa
Il battesimo del fuoco avvenne in Polonia nel settembre 1939, con 211 esemplari a fianco dei più numerosi Panzer I, II e III. I cannoni da 75 mm si dimostrarono efficaci contro fortificazioni e postazioni, come previsto, ma la corazza sottile fu subito giudicata inadeguata. Nella campagna di Francia del 1940 la Germania schierò 278 Panzer IV su circa 2.500 carri: contribuirono allo sfondamento nelle Ardenne, ma contro il Char B1 e il Matilda II il cannone corto poteva ben poco, e occorreva avvicinarsi a distanze pericolose.
In Nord Africa, dove giunse dal 1941 con l’Afrikakorps di Rommel, il Panzer IV operò a lungo nelle versioni a cannone corto, e la superiorità tedesca dipese più dall’addestramento degli equipaggi e dalle tattiche che dal mezzo. Le prime Ausf. F2 arrivarono nella primavera del 1942, ma all’inizio della battaglia di Ain el-Gazala non poterono essere impiegate perché mancava il munizionamento per il nuovo pezzo.
Il fronte orientale
All’avvio dell’operazione Barbarossa, nel giugno 1941, i Panzer IV disponibili erano circa 440 su oltre 3.000 carri: una minoranza, dato che il grosso era ancora costituito da Panzer III e da mezzi di preda cecoslovacca. Contro i carri leggeri sovietici T-26 e BT il cannone corto bastava; contro T-34 e KV-1 no, e la corazza del Panzer IV poteva essere perforata ben oltre il migliaio di metri, mentre per rispondere occorreva avvicinarsi sotto i 500 metri e sperare in munizioni speciali.
Il cannone lungo e gli 80 mm frontali riequilibrarono la situazione dal 1942. A Kursk, nel luglio 1943, i Panzer IV costituivano ancora il grosso delle forze corazzate tedesche, molto più numerosi dei Panther e dei Tiger che pure catalizzarono l’attenzione. Fu però l’ultima fase in cui il carro fu adeguato: l’arrivo del T-34/85 lo riportò in svantaggio, e questa volta il margine di crescita era esaurito.

Le battaglie difensive e la fine
Dal 1944 il Panzer IV combatté in condizioni di inferiorità numerica crescente, in Normandia, in Italia e nelle Ardenne, dove costituiva circa la metà delle forze corazzate impiegate. Restò in linea fino agli ultimi giorni, nella difesa di Vienna e di Berlino. Nel dopoguerra numerosi esemplari continuarono a servire in eserciti stranieri: la Siria li impiegò sulle alture del Golan ancora nella Guerra dei Sei Giorni del 1967, quasi trent’anni dopo il primo Ausf. A.
Valutazione
Il Panzer IV non eccelleva in nessuna singola caratteristica e non fu mai il miglior carro sul campo: dal 1943 era inferiore al Panther in tutto tranne che nell’affidabilità, e ai carri sovietici di nuova generazione in quasi tutto. Il suo valore stava altrove. Era disponibile in numeri che Panther e Tiger non raggiunsero mai, costava meno della metà di un carro pesante, era meccanicamente prevedibile e riparabile, e il suo progetto sopportò dieci anni di aggiornamenti senza mai richiedere una riprogettazione radicale. Lo scafo si prestò inoltre a una vasta famiglia di derivati, dal cacciacarri Jagdpanzer IV ai semoventi Hummel e Nashorn fino ai contraerei Wirbelwind e Ostwind, che ne prolungarono la vita industriale oltre quella del carro stesso.
Principali Varianti del Panzer IV
- Panzer IV Ausf. A: prima variante in produzione, 35 esemplari costruiti dalla Krupp tra l’ottobre 1937 e il marzo 1938, di fatto una serie di valutazione. Corazza frontale di 30 mm sullo scafo, motore Maybach HL 108 TR da 250 cavalli.
- Panzer IV Ausf. B: presentava diverse modifiche allo scafo, con piastra frontale di protezione da 30 mm, e particolari secondari rivisti come il sistema di visione del guidatore e i boccaporti dello scafo, ora incernierati solo anteriormente. Eliminata la mitragliatrice del marconista, adottato il cambio SSG 76 a sei marce. Ne furono costruiti 42 esemplari.
- Panzer IV Ausf. C: versione prodotta in 134 esemplari, prima ad adottare il motore Maybach HL 120 TRM, dodici cilindri di 11.867 cm³ e 300 PS, che rimase lo standard per tutti i modelli successivi.
- Panzer IV Ausf. D: la piastra frontale del compartimento del marconista fu nuovamente arretrata, reintroducendo il supporto a sfera per la MG 34, protetto da un telaio esterno rettangolare. I cingoli conservavano la stessa larghezza di 36 cm ma con denti di guida maggiorati, 80 mm contro i 60 precedenti. Ne furono costruiti 229 esemplari.
- Panzer IV Ausf. E: poche differenze visibili rispetto alla precedente, con maggiore protezione per l’equipaggio e per le parti meccaniche e piastre supplementari da 30 mm sul frontale. Ne furono costruiti 223 esemplari, fino all’aprile 1941.
- Panzer IV Ausf. F1: con questa versione il carro assunse il suo aspetto definitivo, dato che le successive differirono solo per protezione e armamento. Corazza frontale portata a 50 mm su scafo e torretta, con conseguente aumento di peso che impose cingoli maggiorati da 40 cm. Ultima versione con il cannone corto, 462 esemplari.
- Panzer IV Ausf. F2: progettata per contrastare T-34 e KV-1, fu la prima armata con il 7,5 cm KwK 40 L/43, che con il proietto perforante PzGr 39 raggiungeva una velocità iniziale di 740 m/s e penetrava circa 91 mm di corazza a 500 metri su piastra inclinata di 30 gradi rispetto alla verticale. Ne furono costruiti circa 200 esemplari prima della ridenominazione in Ausf. G.
- Panzer IV Ausf. G: simile alla F2 con protezione frontale aumentata a 80 mm mediante piastra supplementare da 30 mm. Dal marzo 1943 adottò il cannone L/48. Ne furono costruiti 1.687 esemplari, mentre parte degli scafi ordinati fu dirottata sui prototipi Hummel e sui primi Sturmpanzer.
- Panzer IV Ausf. H: versione più prodotta del tipo, con 3.774 esemplari. Adottava gli 80 mm frontali ottenuti con una piastra unica al posto della corazza supplementare, cannone L/48, nuovo cambio ZF SSG 76, Schürzen di serie e rivestimento antimagnetico Zimmerit applicato in fabbrica.
- Panzer IV Ausf. J: ultima versione, costruita in 1.758 esemplari fino al marzo 1945 e concepita per semplificare al massimo la produzione e risparmiare gomma e metalli rari. Fu eliminato il motore ausiliario per la rotazione elettrica della torretta, ora solo manuale, e lo spazio recuperato venne usato per aumentare la capacità di carburante.
- Panzerbefehlswagen IV: versione carro comando, con apparati radio supplementari e generatore ausiliario a scapito della dotazione di munizioni. Diciassette esemplari furono costruiti su scafo Ausf. J, altri 88 ricavati da scafi rigenerati.
- Panzerbeobachtungswagen IV: carro d’osservazione impiegato per dirigere il tiro dell’artiglieria, in cooperazione con le batterie di Wespe e Hummel.
- Bergepanzer IV: carro officina, ricavato rimuovendo la torretta e aggiungendo un braccio di sollevamento e barre di traino.
- Brückenleger IV: carro gettaponte.
- Munitions-Schlepper: carro adibito al trasporto munizioni.
- Jagdpanzer IV: cacciacarri armato con un cannone 7,5 cm StuK 40 L/48 (Sd.Kfz. 162) e poi con il 7,5 cm StuK 42 L/70 (Sd.Kfz. 162/1). Privo di torretta, aveva il pezzo installato in casamatta.
- Sturmgeschütz IV: adottava la sovrastruttura dello Sturmgeschütz III con il cannone 7,5 cm StuK 40 L/48, montata sullo scafo del Panzer IV.
- Sturmpanzer IV: veicolo armato con un obice StuH 43 da 15 cm L/12 e pensato per il combattimento urbano, noto agli Alleati come Brummbär. Gli esemplari furono ricavati da scafi delle versioni F, G, H e J.
- Nashorn (Sd.Kfz. 164): cacciacarri semovente realizzato sullo scafo Geschützwagen III/IV, che combinava parti di Panzer III e Panzer IV, armato con il cannone 8,8 cm PaK 43/1 in una sovrastruttura aperta.
- Hummel (Sd.Kfz. 165): semovente d’artiglieria sullo stesso scafo Geschützwagen III/IV, armato con l’obice pesante sFH 18/1 da 150 mm. Ne furono costruiti circa 705 esemplari, oltre a 157 trasporto munizioni.
- Flakpanzer IV Möbelwagen: versione antiaerea armata con un pezzo 3,7 cm FlaK 43 oppure con quattro mitragliere da 20 mm, protette da pareti abbattibili.
- Flakpanzer IV Wirbelwind: montava una torretta rotante ottagonale aperta sullo scafo del Panzer IV, armata con quattro cannoni da 20 mm.
- Flakpanzer IV Ostwind: simile al Wirbelwind, era armato con un cannone contraereo 3,7 cm FlaK 43 in una torretta esagonale.
- Flakpanzer IV Kugelblitz: versione antiaerea rimasta allo stadio di prototipo, con due cannoni aeronautici da 30 mm in una torretta sferica chiusa.
Esemplari superstiti
Il Panzer IV è ben rappresentato nelle collezioni di tutto il mondo, sia per l’elevato numero prodotto sia per la lunga carriera postbellica in eserciti stranieri. Esemplari sono conservati al Tank Museum di Bovington, al Deutsches Panzermuseum di Münster, al Musée des Blindés di Saumur, al museo di Kubinka in Russia e al Tank Museum di Parola in Finlandia. Diversi mezzi esposti in Israele, tra cui quelli del museo di Latrun, provengono dalle unità siriane catturate sul Golan.
Informazioni aggiuntive
- Nome e tipo: Panzerkampfwagen IV Ausf. G
- Anno: 1942
- Produzione: 8.553
- Motore:
Maybach 12 cilindri a benzina
- Potenza motore (hp): 296
- Lunghezza m.: 5.92
- Larghezza m.: 2.88
- Altezza m.: 2.68
- Peso t.: 23.5
- Velocità su strada Km/h: 40
- Autonomia Km.: 210
- Armamento:
1 cannone calibro 75, 2 mitragliatrici calibro 7.92
- Corazzatura max mm.: 80
- Equipaggio: 5
- Bibliografia – Riferimenti:

