Il Panzerkampfwagen II, noto come Panzer II e identificato dalla sigla Sd.Kfz. 121, fu un carro armato leggero progettato a metà degli anni Trenta come rimpiazzo provvisorio, in attesa che Panzer III e Panzer IV fossero pronti. Il provvisorio durò a lungo: fu il carro più numeroso delle divisioni corazzate in Polonia e in Francia, benché il suo cannone da 20 mm fosse inadeguato contro qualunque mezzo corazzato già nel 1939. Ritirato dalla prima linea fra il 1942 e il 1943, il Panzer II ebbe però una seconda vita più lunga e più utile della prima: il suo scafo divenne la base di semoventi e cacciacarri.
Sviluppo e produzione
Il trattore agricolo 100
Nel luglio 1934 l’Ufficio armamenti emise le specifiche per un carro leggero che sostituisse il Panzer I, entrato in servizio da poco e già giudicato insufficiente: doveva pesare meno di dieci tonnellate ed essere armato con un cannone automatico da 20 mm. Come per gli altri progetti dell’epoca, la denominazione di copertura serviva ad aggirare il trattato di Versailles, e fu Landwirtschaftlicher Schlepper 100, trattore agricolo 100, abbreviato in LaS 100.
Nella primavera del 1935 presentarono i prototipi Daimler-Benz, Krupp, Henschel e MAN. In ottobre la scelta cadde su una combinazione: lo scafo della MAN con la torretta della Daimler-Benz. I primi mezzi furono consegnati ai reparti nella primavera del 1936.
Tre serie di prova
Prima della produzione di serie vennero tre serie sperimentali, ed è nel loro succedersi che si vede la ricerca del treno di rotolamento giusto. Le Ausf. a, 75 esemplari, riprendevano dal Panzer I sei piccole ruote per lato montate su tre carrelli e collegate da una trave esterna allo scafo, con sospensioni a balestra e motore Maybach HL 57 TR da 130 cavalli. Le Ausf. b, 25 esemplari costruiti fra il febbraio e il marzo 1937, portarono cingoli più larghi, scafo più lungo e il nuovo motore Maybach HL 62 TR da 140 cavalli, che sarebbe rimasto su tutte le versioni successive. Con le Ausf. c arrivò infine la soluzione definitiva: cinque ruote portanti indipendenti di maggior diametro, ciascuna con un braccio oscillante longitudinale vincolato a una mezza balestra inclinata, e quattro rulli reggicingolo. Il peso salì a 8,9 tonnellate e la corazza frontale, ora saldata, divenne più squadrata.
La produzione
La produzione di serie durò dal 1936 al 1943, affidata oltre che a MAN e Daimler-Benz anche ad Alkett, FAMO, MIAG, Henschel e Wegmann. Il grosso fu costituito dalle versioni Ausf. A, B e C, quasi identiche fra loro e nient’altro che Ausf. c meglio protette, costruite in 1.113 esemplari fra il marzo 1937 e l’aprile 1940. Sommando tutte le versioni, prototipi e mezzi sperimentali compresi, il totale si colloca fra 1.906 e 2.040 esemplari a seconda dei conteggi. È una cifra che va però letta insieme a quell’altra: contando anche i semoventi e i cacciacarri ricavati dallo stesso scafo, gli esemplari costruiti superano i quattromila.

Caratteristiche tecniche
Salvo diversa indicazione, i dati si riferiscono alla Ausf. F, ultima versione da combattimento del tipo.
Armamento
L’arma principale era il cannone automatico 2 cm KwK 30 con canna lunga 55 calibri, derivato dal pezzo contraereo FlaK 30 e alimentato da caricatori da dieci colpi, con una cadenza teorica di 600 colpi al minuto; le ultime versioni montarono il 2 cm KwK 38, sempre L/55, con cadenza compresa fra 420 e 480 colpi al minuto. La dotazione era di 180 colpi, perforanti ed esplosivi, oltre a 2.250 per la mitragliatrice MG 34 da 7,92 mm coassiale, unica arma secondaria del mezzo.
Sulla carta la scelta aveva una logica: alta velocità iniziale e cadenza elevata dovevano bastare contro i carri leggeri e medi dell’epoca. I numeri dicono altro. Con il proietto perforante PzGr 39, contro piastra inclinata di 30 gradi rispetto alla verticale, il 2 cm perforava 23 mm a 100 metri e appena 14 mm a 500. Con il costoso proietto al tungsteno PzGr 40 si arrivava a 40 mm a 100 metri e a 20 a 500. Sono valori che bastavano contro autoblindo e fanteria, e contro poco altro: già in Polonia, nel 1939, il cannone era insufficiente contro qualunque carro adeguatamente protetto.
Corazzatura
Le versioni Ausf. A, B e C avevano appena 14,5 mm su fronte, fianchi e retro, e 10 mm su cielo e fondo: una protezione concepita per fermare le mitragliatrici e le schegge, non i proietti perforanti. La guerra di Spagna aveva già dimostrato che non bastava, e la Polonia lo confermò a spese degli equipaggi. Si corse ai ripari imbullonando piastre supplementari da 20 mm sul frontale di scafo, sovrastruttura e torretta: entro il maggio 1940 circa il 70 per cento dei mezzi in linea le aveva ricevute. La soluzione definitiva arrivò con la Ausf. F, che sostituì le aggiunte con un’unica piastra frontale di scafo da 35 mm, portando a 30 mm il frontale di sovrastruttura e torretta e a 15 mm i fianchi.
Apparato motore e mobilità
Tutte le versioni di serie montavano il Maybach HL 62 a sei cilindri a benzina da 138 hp, con trasmissione ZF. La velocità massima su strada era di 40 km/h e l’autonomia di circa 200 km. Le sospensioni erano a balestra, con cinque ruote portanti indipendenti per lato e quattro rulli reggicingolo, e restarono tali per tutta la vita del mezzo con una sola eccezione: le Ausf. D ed E, di cui si dirà, adottarono un treno di rotolamento tipo Christie a quattro grandi ruote che portava la velocità a 55 km/h su strada ma peggiorava sensibilmente il comportamento fuoristrada. Fu un vicolo cieco, e la Ausf. F tornò alle balestre.
Equipaggio
L’equipaggio era di tre uomini. Il pilota sedeva nella parte anteriore sinistra dello scafo, con il cambio alla sua destra; il capocarro stava in torretta e doveva anche puntare e sparare con il cannone e la mitragliatrice coassiale; il servente-marconista sedeva sul pavimento del carro dietro il pilota, con la radio a sinistra e le riservette del 20 mm. È la differenza che separa il Panzer II dal Panzer III, dove la torretta a tre uomini lasciava il capocarro libero di coordinare l’equipaggio. In Polonia e poi in Francia gli equipaggi si lamentarono soprattutto della visibilità, e dall’ottobre 1940 il problema fu affrontato distribuendo un kit di otto episcopi per la cupola del capocarro.
Impiego operativo
Gli esordi
I primi Panzer II arrivarono ai reparti nella primavera del 1936 e costituirono l’ossatura delle nascenti Panzer-Division a fianco dei più leggeri Panzer I. Erano il grosso dei mezzi corazzati che occuparono l’Austria nel marzo 1938 e i Sudeti in ottobre. Sull’impiego in Spagna le fonti divergono: alcune ritengono che un piccolo numero di Ausf. b e Ausf. A abbia operato nei ranghi dello Panzer-Abteilung 88 inviato a sostegno dei nazionalisti, altre escludono categoricamente che il Panzer II abbia combattuto in quella guerra e collocano il suo battesimo del fuoco in Polonia, il 1º settembre 1939.
Polonia e Francia
Allo scoppio della guerra la Wehrmacht schierava circa 2.690 carri, dei quali 1.127 Panzer II e 973 Panzer I: il Panzer II era dunque il mezzo più numeroso, e per pura mancanza d’altro dovette assumersi anche il compito di combattere i carri nemici. In Polonia la campagna durò poche settimane e i risultati furono comunque buoni contro un avversario debole, ma il conto fu salato: 259 mezzi messi fuori uso, dei quali 83 irrecuperabili. La causa era nota, cioè la corazza da 14,5 mm che i fucili e i cannoni anticarro polacchi passavano senza difficoltà.
Nella campagna di Francia del maggio e giugno 1940 furono impiegati fra 920 e 950 Panzer II, con la perdita di quasi duecento unità. Fu qui che il mezzo cambiò mestiere: da carro da combattimento a strumento di ricognizione ed esplorazione, che era poi il ruolo per cui aveva ancora senso. Nei Balcani, nell’aprile 1941, i 260 impiegati bastarono ancora contro avversari male equipaggiati.
Il fronte orientale e il declino
Dal giugno 1941 la partita era chiusa. Contro T-26 e BT il Panzer II se la cavava ancora, ma contro T-34 e KV il suo cannone non serviva a niente e la sua corazza nemmeno: ogni reggimento, battaglione e compagnia ne teneva ormai un plotone per la sola ricognizione. Dai 782 mezzi disponibili all’inizio della campagna si scese a 107 nell’estate del 1943. Già dalla fine del 1941 i Panzer II venivano ritirati dalla prima linea e girati all’addestramento, alla sicurezza interna e alla lotta ai partigiani; dal 1944 i pochi superstiti finirono nelle retrovie o convertiti in carri comando e trasporto munizioni. Nel marzo 1945 ne restavano 145 in servizio, con un ruolo del tutto marginale.
Valutazione
Come carro armato il Panzer II fu obsoleto quasi dal giorno in cui entrò in servizio, e non per un errore di progetto: era nato come ripiego, con un cannone da 20 mm scelto quando si pensava ancora che bastasse, e nessun aggiornamento poteva rimediare a un calibro sbagliato in partenza. Il suo merito fu di esserci, in numeri sufficienti, negli anni in cui la Germania non aveva altro, e di aver permesso alle Panzer-Division di esistere e di addestrarsi prima che arrivassero i mezzi veri.
La sua eredità però non è il carro, è lo scafo. Meccanicamente affidabile, semplice e disponibile in centinaia di esemplari ormai inutili, si prestò a portare armi che il Panzer II non avrebbe mai potuto montare in torretta: il cacciacarri Marder II con il PaK 40 da 75 mm e il semovente Wespe con l’obice da 105 mm, che da soli superano il numero dei carri costruiti. Il Panzer II fallì nel compito per cui era stato pensato e riuscì benissimo in quello a cui nessuno lo aveva destinato.
Principali Varianti del Panzer II:
- Panzer II Ausf. a: prima serie di valutazione, 75 esemplari suddivisi in tre sottoversioni. La a/1 aveva la ruota di rinvio gommata, poi sostituita da una saldata; la a/2 ebbe la paratia tagliafuoco modificata perché l’equipaggio potesse raggiungere il motore senza uscire dal carro; la a/3 un radiatore più grande e sospensioni migliorate. Motore Maybach HL 57 TR da 130 cavalli, peso 7,6 tonnellate.
- Panzer II Ausf. b: seconda serie di prova, 25 esemplari costruiti da Daimler-Benz e MAN fra il febbraio e il marzo 1937. Cingoli più larghi, scafo più lungo, protezione del cielo portata a 10-12 mm e nuovo motore Maybach HL 62 TR da 140 cavalli, poi standard su tutte le versioni. Peso 7,9 tonnellate.
- Panzer II Ausf. c: ultima serie di valutazione, con il treno di rotolamento definitivo a cinque ruote indipendenti su braccio oscillante e mezza balestra inclinata, e quattro rulli reggicingolo. Corazza frontale saldata e più squadrata, peso 8,9 tonnellate. In produzione dal marzo 1937, i primi 25 esemplari in acciaio al molibdeno; il numero complessivo non è noto con precisione.
- Panzer II Ausf. A, B e C: le versioni di serie, quasi identiche fra loro e derivate direttamente dalla Ausf. c, dalla quale differivano per la corazza portata a 14,5 mm su tutti i lati di scafo, sovrastruttura e torretta, con 16 mm sul mascherino del cannone. La Ausf. B aggiunse una cupola bassa con otto episcopi per il capocarro, la Ausf. C alcuni miglioramenti interni alla camera di combattimento. Ne furono costruite 1.113 fra il marzo 1937 e l’aprile 1940. Da non confondere con le serie di valutazione, indicate dalle stesse lettere minuscole.
- Panzer II Ausf. D ed E: versioni veloci per le divisioni leggere, con treno di rotolamento tipo Christie a quattro grandi ruote portanti, senza rulli reggicingolo, corazza frontale da 30 mm e velocità di 55 km/h su strada. Ne furono costruite complessivamente 143 dalla MAN fra il maggio 1938 e l’agosto 1939; combatterono in Polonia e furono ritirate già nel marzo 1940 per lo scarso rendimento fuoristrada, e i loro scafi riutilizzati per altri mezzi.
- Panzer II Ausf. F: ultima versione da combattimento e la più protetta, con piastra frontale di scafo unica da 35 mm al posto delle piastre aggiuntive imbullonate, 30 mm sul frontale di sovrastruttura e torretta e 15 mm sui fianchi. Sulla sovrastruttura fu ricavata una falsa feritoia accanto a quella vera, per attirare i colpi dei fucili anticarro. Peso 9,5 tonnellate. Ne furono costruite 524 fra il marzo 1941 e il dicembre 1942.
- Panzer II Ausf. G: prototipo da ricognizione noto anche come VK 9.01, studiato fra l’aprile 1941 e il febbraio 1942, con corazza massima di 30 mm, riservette nella parte posteriore della torretta e treno di rotolamento a cinque coppie di ruote sfalsate su barre di torsione. Ne furono costruiti 12 esemplari; non entrò in produzione di serie.
- Panzer II Ausf. H e M: ulteriori prototipi da ricognizione, rispettivamente VK 9.03 e VK 13.01, armati con il 2 cm KwK 38. Costruiti in pochissimi esemplari, nessuno dei due entrò in produzione.
- Panzer II Ausf. J: prototipo VK 16.01, costruito in 22 esemplari fra l’aprile e il dicembre 1942. Manteneva il cannone da 20 mm ma portava la corazza fino a 80 mm, uno spessore che su un mezzo di quella categoria era senza precedenti e che gli valse fra tedeschi e sovietici il soprannome di piccola tigre.
- Panzer II Ausf. L Luchs: versione da ricognizione leggera, l’unica dei prototipi tardivi a entrare in produzione, con 100 esemplari costruiti fra il settembre 1943 e il gennaio 1944.
- Panzer II (Flamm): versione lanciafiamme sullo scafo Ausf. D ed E, di cui manteneva sospensioni e treno di rotolamento, armata con una MG 34 in torretta e due lanciafiamme comandati a distanza montati agli angoli anteriori dello scafo, alimentati da serbatoi corazzati laterali per complessivi 320 litri. Ne furono costruiti circa 150. Il suo scarso rendimento in combattimento portò all’annullamento della seconda serie, e quegli scafi finirono al Marder II.
- Sturmpanzer II: obice da 15 cm sIG 33 montato sullo scafo del Panzer II, 12 esemplari, tutti impiegati in Nord Africa.
- Marder II: cacciacarri ricavato dallo scafo del Panzer II, privato della torretta e armato con il cannone anticarro da 75 mm PaK 40 oppure con il pezzo sovietico da 7,62 cm di preda bellica, in casamatta aperta.
- Wespe: semovente d’artiglieria con obice da 105 mm leFH 18/2 sullo scafo del Panzer II, privato della torretta e con una casamatta saldata nella parte posteriore, aperta in alto e sul retro. Nonostante la scarsa protezione dei serventi fu impiegato con successo, perché la gittata dell’obice, circa 10.000 metri, gli permetteva di operare a distanza dal fronte.
Informazioni aggiuntive
- Nome e tipo: Panzer II
- Anno: 1936
- Produzione: 1906 - 2040
- Motore:
Maybach HL 62 TR, 6 cilindri a benzina raffreddato ad acqua
- Potenza motore (hp): 138
- Lunghezza m.: 4.81
- Larghezza m.: 2.28
- Altezza m.: 2.15
- Peso t.: 9.5
- Velocità su strada Km/h: 40
- Autonomia Km.: 200
- Armamento:
1 cannone 2 cm KwK 30 L/55 con 180 colpi; 1 mitragliatrice MG 34 da 7,92 mm coassiale
- Corazzatura max mm.: 35
- Equipaggio: 3
- Bibliografia – Riferimenti:
- Bruno Benvenuti, Fulvio Miglia: Guida ai carri armati ISBN 8804177799
- Miller, David Illustrated Directory of Tanks and Fighting Vehicles: From World War I to the Present Day. Zenith Press. ISBN 0-7603-0892-6.
- Achtung Panzer.
