Il carro armato leggero francese Hotchkiss H35

Hotchkiss H35 – H39

di redazione
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Informazioni aggiuntive

Nel 1935 la Hotchkiss sviluppò un carro leggero veloce a due posti, con armamento principale costituito da un cannone da 37mm montato in una torre identica a quella del Renault R35. La denominazione iniziale era H.35 e il carro venne immediatamente accettato dalla cavalleria, anche in virtù delle sue doti di velocità. Le autorità chiesero una sola modifica sostanziale: che il motore inizialmente previsto, da 78 cavalli di potenza, fosse sostituito al più presto con una versione più potente da 120 hp.

La versione iniziale entrò in produzione e vennero alla luce alcuni difetti. I principali erano il controllo del mezzo in curva, l’armamento insufficiente e una velocità massima operativa non corrispondente a quella teorica. Nel 1937 venne presentata la nuova versione, con il motore da 120 cavalli, scafo allargato e sospensioni migliorate, era più facile da guidare ed incorporava anche una serie di piccole migliorie, l’unica caratteristica che risultava degradata rispetto alla versione precedente era l’autonomia.
La seconda versione aveva il nome ufficiale di Char léger modèle 1935 H modifié 39 ma in fabbrica veniva indicata Char léger Hotchkiss modèle 38 série D ma già all’epoca ci si riferiva alla seconda versione come chiamandola H39.

All’inizio del 1940 iniziò un programma di modernizzazione che prevedeva numerose modifiche tra cui l’installazione di un nuovo impianto radio, di un nuovo cannone dello stesso calibro ma dotato di una maggiore capacità di penetrazione. Il nuovo cannone divenne standard in produzione a partire dall’aprile 1940 e venne installato retroattivamente a circa 350 veicoli tra cui una cinquantina di H35. Dopo la guerra si pensò erroneamente che la sigla H38 fosse destinata ai carri con nuovo motore ma vecchio cannone, contribuendo ad alimentare la confusione relativa alla denominazione.

Allo scoppio della guerra 640 carri tra H35 e H39 erano già stati consegnati ai reparti, le caratteristiche erano complessivamente buone, tanto che una commissione alleata scelse lo Hotchkiss come carro leggero standard e si pianificò di distribuire la produzione coinvolgendo industrie britanniche e portoghesi allo scopo di raggiungere una produzione mensile di 500 unità; nel maggio del 1940 la produzione raggiunse 122 unità ma il mese successivo per la Francia la guerra era finita e tutti i piani di produzione furono sospesi.

Circa 550 Hotchkiss furono catturati e riutilizzati dalle truppe Tedesche con la denominazione di Panzerkampfwagen 35H 734(f) o Panzerkampfwagen 38H 735(f).

L’Hotchkiss H35 o Char léger modèle 1935 H fu un carro armato leggero francese sviluppato a partire dal 1933 e impiegato durante la Seconda Guerra Mondiale, inizialmente dalla cavalleria e poi anche dalla fanteria dell’esercito francese. Nonostante fosse stato progettato come un mezzo lento ma ben corazzato per il supporto ravvicinato della fanteria, venne adottato dalla cavalleria per la maggiore mobilità rispetto ai precedenti mezzi leggeri. Durante il conflitto fu impiegato in grandi numeri ma con risultati alterni, rimanendo in servizio anche sotto le insegne tedesche e di altri paesi fino al dopoguerra.

Sviluppo e produzione

Nel 1926 lo stato maggiore francese aveva deciso di dotare le divisioni di fanteria di battaglioni corazzati autonomi equipaggiati con un carro leggero economico per l’accompagnamento della fanteria (char d’accompagnement). Il primo mezzo sviluppato per questo ruolo, il Char D1, si rivelò però né particolarmente leggero né economico. Nel 1933 la Hotchkiss propose come alternativa un progetto basato su una nuova tecnologia per produrre lo scafo in pezzi di acciaio fuso, che consentiva di risparmiare peso e costi.

Il progetto, siglato Hotchkiss H35, venne approvato e tre prototipi furono ordinati, insieme a specifiche per un peso di 6 tonnellate e una corazzatura di 30 mm. Nel frattempo anche le altre industrie francesi vennero invitate a proporre progetti alternativi. Tra queste la Renault presentò il suo prototipo, il futuro Renault R35, prima della Hotchkiss. Dopo alcuni mesi di prove comparative, nell’aprile 1935 il progetto Hotchkiss con torretta APX venne infine accettato ed avviato alla produzione con una prima commessa per 200 mezzi, con consegne a partire dal settembre 1936.

Già nel 1935 tuttavia ci si rese conto che la mobilità fuori strada del mezzo era scarsa e la sua guida difficoltosa, rendendo problematico l’impiego a stretto contatto con la fanteria. L’H35 venne quindi rifiutato dall’arma di fanteria, che gli preferì il Renault R35, ma fu adottato dalla cavalleria che ne apprezzava la maggiore velocità su strada rispetto al concorrente.

La produzione venne intensificata a partire dal 1937, ma con notevoli ritardi dovuti a problemi di fornitura delle piastre corazzate di acciaio fuso, afflitte da difetti di qualità. Entro il 1939 vennero completati i 400 esemplari del modello base H35, ma la maggior parte ancora in attesa di ricevere la torretta. Nel frattempo era stata avviata la produzione di una versione migliorata, lo Char léger modèle 1935 H modifié 39 o H39, con un motore più potente e modifiche alle sospensioni e allo scafo. Gli H39 divennero il modello standard, con 900 mezzi ordinati.

Allo scoppio della guerra, la Francia aveva dunque in linea circa 600 Hotchkiss H35/39, in maggioranza nel parco della cavalleria. Dopo l’inizio delle ostilità, la produzione raggiunse il picco di 120 unità al mese, con l’introduzione di ulteriori migliorie come un cannone più lungo da 37 mm. Entro il giugno 1940 vennero prodotti almeno 1200 esemplari in totale. Con la resa della Francia la produzione cessò bruscamente, anche se le linee vennero in parte riattivate per conto dei tedeschi.

Caratteristiche tecniche

L’Hotchkiss H35 era un carro armato leggero dall’aspetto piuttosto compatto e massiccio, con una lunghezza di 4,22 m, una larghezza di 1,95 m e un’altezza di 2,15 m, per un peso a vuoto di circa 10 tonnellate. Lo scafo era costituito da sei elementi in acciaio fuso, imbullonati tra loro: il comparto motore, il comparto di combattimento, le piastre frontali, posteriori e le due fiancate/fondo. Questa configurazione consentiva un’ottima protezione, grazie a piastre inclinate che scongiuravano l’effetto trappola, anche se con uno spessore massimo di soli 34 mm.

L’equipaggio era di due uomini, con il pilota seduto nello scafo anteriore a sinistra, dietro un doppio portello. Dietro di lui era presente un portello di uscita nel pavimento. La guida si rivelò molto faticosa e poco precisa, a causa delle scarse prestazioni del cambio, con 4 marce avanti e una indietro, e dei freni. Le sospensioni, a due carrelli con doppia ruota per lato e molle elicoidali, garantivano una certa mobilità ma erano soggette a rotture e a bloccarsi nel fango o nella neve.

Il capocarro/cannoniere sedeva in una torretta monoposto APX, con un portello posteriore che poteva fungere anche da sedile. L’armamento principale era inizialmente un cannone da 37 mm SA18 L/21, di scarsa efficacia contro i carri, poi sostituito dalla versione più potente L/35 da 37 mm SA38, capace di penetrare quasi 30 mm a 1000 m. In torretta era installata una mitragliatrice MAC1931 da 7,5 mm. La dotazione di munizioni era di circa 100 colpi per il cannone e 2400 per la mitragliatrice. La visibilità del capocarro era piuttosto limitata, attraverso strette feritoie e iposcopi.

Il motore era un sei cilindri a benzina Hotchkiss 6L da 78 CV, che garantiva una velocità massima di 27 km/h e un’autonomia di oltre 120 km. Il serbatoio aveva una capacità di 180 litri. Il carro poteva superare trincee di 1,8 m, guadi di 0,85 m e pendenze del 50%. Era dotato di un impianto radio ER51 per le comunicazioni.

Nel complesso l’Hotchkiss H35, pur non eccellendo in alcuna caratteristica, costituiva un mezzo equilibrato e robusto per gli standard dei primi anni ’30, penalizzato però dalla concezione monoposto della torretta e dalla scarsa mobilità fuoristrada. Queste limitazioni vennero in parte mitigate sulla versione H39, ma senza stravolgere l’impostazione di base.

Campagna di Francia

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel settembre 1939, la Francia schierava circa 300 Hotchkiss H35 nelle unità di cavalleria, ripartiti in 10 squadroni corazzati, e un centinaio nei due battaglioni di fanteria corazzata (13e e 38e BCC). Gli H39 erano ancora pochi, con 16 esemplari in Nord Africa e qualche decina di altri in riserva o presso i reparti di fanteria.

Durante la “strana guerra”, questi mezzi non furono coinvolti in azioni rilevanti, a parte alcune schermaglie alla frontiera tedesca. L’attività principale fu l’addestramento e la messa a punto delle tattiche d’impiego in seno alle nuove divisioni leggere meccanizzate (DLM) della cavalleria. Nell’aprile del 1940 una compagnia autonoma (342e CACC) con 15 H39 venne inviata in Norvegia per partecipare alle fasi finali della campagna di Narvik.

Quando il 10 maggio 1940 scattò l’offensiva tedesca, la maggior parte degli Hotchkiss era schierata nelle Ardenne, a supporto delle divisioni di fanteria sulla Mosa, o in riserva intorno a Parigi. Contrariamente alle aspettative, i carri francesi opposero una strenua resistenza all’avanzata tedesca, spesso combattendo fino all’ultimo in inferiorità numerica.

Gli H35/39 si trovarono di frequente ad affrontare i più potenti Panzer III e IV, contro i quali il loro cannone da 37 mm era poco efficaci. Anche la corazzatura non era impenetrabile per i pezzi tedeschi da 37 e 50 mm. Inoltre la mobilità e l’affidabilità meccanica si rivelarono carenti, con molti mezzi persi per guasti o a corto di rifornimenti. Un altro limite fu l’impiego frammentato, con plotoni e compagnie aggregati alla fanteria invece che concentrati in unità corazzate organiche.

Nonostante ciò, gli Hotchkiss combatterono con valore in varie occasioni, come a Hannut, Stonne, Montcornet e Abbeville, riuscendo a rallentare l’avanzata tedesca e infliggere perdite al nemico. Ma col collasso generale del fronte e la rapida avanzata della Wehrmacht verso la Manica e Parigi, centinaia di H35 e H39 andarono perduti nel caos della ritirata, abbandonati o catturati a corto di carburante o per guasti.

Quando la Francia si arrese il 22 giugno 1940, dei circa 1200 Hotchkiss prodotti ne restavano probabilmente meno di 500 ancora operativi, in gran parte nelle unità raccogliticce create per tamponare le falle o nei depositi. Le perdite totali durante la campagna ammontarono ad almeno 600-700 mezzi, a fronte di un centinaio di carri tedeschi distrutti.

Impiego tedesco

La maggior parte degli Hotchkiss catturati, ribattezzati Panzerkampfwagen 35H/38H 734(f), fu reimpiegata dalla Wehrmacht per compiti di presidio e addestramento nelle retrovie in Francia e Polonia. Alcune decine vennero ceduti ad alleati come la Bulgaria e la Croazia. Solo pochi parteciparono ad azioni belliche contro i sovietici in Finlandia con la Panzer-Abteilung 211 e nei Balcani con la 7. SS-Freiwilligen-Gebirgs-Division “Prinz Eugen”.

Di maggior interesse fu la conversione, a partire dal 1942, di un centinaio di scafi H39 in semoventi d’artiglieria e cacciacarri, come il 10,5 cm leFH18(Sf) auf Geschützwagen 39H(f) armato con un obice da 105 mm, o il Marder I con cannone anticarro da 75 mm PaK40. Queste trasformazioni, dirette dal maggiore Alfred Becker, consentirono di prolungare la vita operativa dei vecchi telai francesi in un ruolo di supporto di fuoco. Alcuni Marder presero parte agli scontri in Normandia nell’estate 1944.

Tra le modifiche minori vi furono veicoli recupero, porta-munizioni, trattori d’artiglieria e anche alcuni lanciarazzi Wurfrahmen 40 su scafo H35. Uno degli impieghi più singolari fu l’installazione delle torrette H39 in postazioni fisse dette “Tobruk” lungo il Vallo Atlantico, per integrare le difese costiere.

Altri utilizzatori

Un piccolo numero di Hotchkiss, non più di 40-50, fu impiegato da altri paesi durante e dopo la guerra, perlopiù esemplari di preda bellica forniti dai tedeschi. Si trattò in genere di un impiego limitato a compiti addestrativi o di sicurezza interna, senza partecipazione a eventi bellici di rilievo.

La Polonia ricevette 3 H39 di prova nel luglio 1939, che dopo l’invasione tedesca combatterono in un’unità improvvisata contro carri sovietici e tedeschi, venendo infine distrutti o abbandonati per mancanza di carburante. Altri 2 esemplari furono ceduti dai francesi alla Turchia nel febbraio 1940.

Nel 1942-43 l’Ungheria schierò una compagnia autonoma su 15 H39 in funzione anti-partigiana in Ucraina, Bielorussia e Polonia, che subì perdite per azioni nemiche e problemi logistici fino allo scioglimento nell’autunno 1944.

Una ventina di H35/H39 prestò servizio nei reparti corazzati della Francia di Vichy in Nord Africa, combattendo contro gli Alleati durante l’Operazione Torch nel novembre 1942. Dopo l’occupazione americana, i superstiti passarono alla Francia Libera venendo riequipaggiati con carri americani.

Dopo la guerra la Francia utilizzò gli Hotchkiss residuati in compiti di sicurezza nelle colonie, come l’Indocina, e nelle forze d’occupazione in Germania. Una decina furono venduti clandestinamente ad Israele, che li impiegò nella guerra d’indipendenza del 1948 e fino al 1952.

Ad oggi sopravvivono una decina di esemplari in musei e collezioni di mezzi militari in vari Paesi, la maggior parte modificati dai tedeschi durante la guerra. Solo un H35 originale è stato recuperato in Francia nel 2008, uno scafo privo di torretta ritrovato in spiaggia a Camiers, probabilmente perso durante i combattimenti a Dunkerque nel 1940. Il suo recupero si è rivelato difficile e costoso, ma è previsto il suo restauro ed esposizione a cura del Musée des Blindés di Saumur.

Principali varianti dello Hotchkiss H35 – H39

  • H 35: prima variante in produzione di serie, motore da 78 cavalli, prodotta in 400 unità.
  • H 35 Modello 38: identica alla H 35 Modificato 39.
  • H 35 Modificato 39: motore da 120 cavalli, scavo allargato e sospensioni migliorate, Queste variante fu prodotta il 800 unità circa.

  • Nome e tipo: Marder I
  • Anno: 1942
  • Produzione: 170
  • Motore: 

    Hotchkiss a benzina, 6 cilindri

  • Potenza motore (hp): 120
  • Lunghezza m.: 5.38
  • Larghezza m.: 1.85
  • Altezza m.: 2
  • Peso t.: 8.2
  • Velocità su strada Km/h: 38
  • Autonomia Km.: 150
  • Armamento: 

    1 cannone da 37mm, 1 mitragliatrice calibro 7.5

  • Corazzatura max mm.: 40
  • Equipaggio: 4-5
  • Bibliografia – Riferimenti:
      

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