Anton “Toni” Hafner, nato il 2 giugno 1918 a Erbach an der Donau nel Württemberg e caduto il 17 ottobre 1944 in Prussia orientale, è stato il pilota di maggior successo dello Jagdgeschwader 51 Mölders. Con 204 vittorie aeree confermate in 795 missioni di combattimento, di cui 184 sul fronte orientale e 20 in Nord Africa (inclusi 8 caccia P-38 Lightning), Hafner mantenne il primato del suo reparto per tutta la guerra, un risultato che nessun altro pilota dello JG 51 riuscì a eguagliare. La sua storia è legata anche a uno degli episodi più singolari di cavalleria tra nemici emersi dal conflitto.
Gli inizi
Figlio di un mastro lattoniere, Hafner crebbe nella solida classe media della Germania di Weimar. Nel luglio 1939, dopo il servizio di lavoro obbligatorio del Reich, fu arruolato nella Luftwaffe. Completato l’addestramento come pilota da caccia, nel febbraio 1941 fu assegnato alla 6./JG 51, uno degli stormi più impegnati della Luftwaffe.
Il fronte orientale
Il 24 giugno 1941, due giorni dopo l’inizio dell’Operazione Barbarossa, Hafner ottenne la sua prima vittoria abbattendo un bombardiere Tupolev SB. Le vittorie si accumularono rapidamente. Il 5 luglio 1942 divenne “asso in un giorno” con 7 abbattimenti. Il 23 agosto 1942, con 60 vittorie all’attivo, ricevette la Ritterkreuz (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro).
La Tunisia e l’incontro con Widen
Nell’autunno del 1942, il II/JG 51 fu trasferito in Nord Africa per la campagna di Tunisia. Il 18 dicembre 1942, durante l’intercettazione di una formazione di bombardieri americani scortati da P-38 Lightning, Hafner si lanciò in aiuto di un compagno tallonato da un americano. I tre aerei si inseguirono in una spirale discendente da 10.000 a 5.000 metri. Hafner centrò il motore sinistro del P-38, che prese fuoco. Il pilota americano si lanciò col paracadute; Hafner gli girò intorno più volte, facendo temere al pilota inerme di volerlo mitragliare, quando in realtà stava solo verificando che il paracadute si fosse aperto, secondo il codice cavalleresco della Jagdwaffe. Il pilota americano, il tenente Norman L. Widen del 94th Fighter Squadron, di Onalaska nel Wisconsin, atterrò in un acquitrino vicino al campo tedesco e fu portato nella mensa del II Gruppe. Hafner si presentò come il vincitore del duello. I due piloti pranzarono insieme e chiacchierarono a lungo. Prima di essere trasferito al campo di prigionia, Widen regalò a Hafner il suo distintivo d’argento di pilota e la targhetta identificativa del suo P-38. I due si promisero di rivedersi a guerra finita. Hafner inviò il distintivo e la targhetta al fratello Alfons in Germania, con una richiesta precisa: se fosse caduto in combattimento, Alfons avrebbe dovuto rintracciare il pilota americano, restituirgli gli oggetti personali e consegnargli una delle sue decorazioni e un ritratto a olio. Il 2 gennaio 1943, durante un combattimento con caccia britannici del 72 Squadron RAF, il Bf 109 di Hafner fu colpito. Si lanciò col paracadute ma urtò il timone dell’aereo, riportando una frattura grave al braccio. Fu ricoverato per sei mesi. In Tunisia aveva ottenuto 20 vittorie.
Il ritorno in Russia
Nell’agosto 1943 Hafner tornò sul fronte orientale con lo Stato Maggiore dello JG 51, ora equipaggiato con i Focke-Wulf Fw 190. Il 15 ottobre raggiunse le 100 vittorie, 56° pilota della Luftwaffe a superare questa soglia. L’11 aprile 1944, con 134 vittorie, fu insignito delle Eichenlaub (Foglie di Quercia) alla Croce di Cavaliere, nella stessa cerimonia in cui furono premiati anche Otto Kittel, Emil Lang e Erich Rudorffer. Nel maggio 1944 assunse il comando della 8./JG 51 (rinominata 10./JG 51 in agosto). L’8 agosto abbatté 7 Il-2 Sturmovik in un solo giorno. Il 16 ottobre 1944 superò le 200 vittorie con 4 abbattimenti nella giornata.
L’ultima missione
Il 17 ottobre 1944, il giorno dopo il traguardo delle 200 vittorie, lo JG 51 si scontrò con i caccia francesi del reggimento Normandie-Niemen, che combatteva a fianco dei sovietici su aerei Yakovlev. In quella giornata il reparto tedesco perse 12 aerei. Hafner abbatté il suo 204° e ultimo avversario, ma durante l’inseguimento a bassissima quota il suo Bf 109 G-6 urtò un albero e si schiantò nei pressi di Schweizersfelde (oggi Lomowo), a circa 10 km da Gusev. Morì sul colpo. Aveva 26 anni.
L’eredità di un pilota
Nel 1960, quindici anni dopo la fine della guerra, Alfons Hafner si rivolse all’U.S. Air Force per rintracciare Norman Widen, nel frattempo promosso Major, e mantenne la promessa del fratello. Widen fu trovato e volò in Germania con la moglie e i figli su un aereo militare per incontrare Alfons e ricevere il distintivo, la targhetta, una decorazione di Anton e il ritratto a olio. Quella che era iniziata come una sfida mortale a 10.000 metri di quota si era trasformata, attraverso la morte e il tempo, in un gesto di rispetto tra avversari.
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 2 Giugno 1918
- Data morte: 17 Ottobre 1944
- Vittorie: 204
- Forza aerea: Luftwaffe
- Decorazioni
- Ehrenpokal der Luftwaffe (Coppa d’Onore della Luftwaffe) – 27 aprile 1942
- Deutsches Kreuz in Gold (Croce tedesca in oro) – 22 maggio 1942
- Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro) – 23 agosto 1942, per la 60ª vittoria
- Ritterkreuz mit Eichenlaub (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia) – 11 aprile 1944, per la 134ª vittoria
- Bibliografia – Riferimenti:
- Walter A. Musciano: Messerschmitt Aces Aero Pub. Inc. 1986 ISBN: 0830683798
- Spick, Mike Luftwaffe Fighter Aces: The Jadgflieger and their Combat Tactics and Techniques. New York: Ivy Books (1996) ISBN 978-0-8041-1696-1.
- John Weal, Bf 109 Aces of the Russian Front, Osprey Publishing, 2001. ISBN 1-84176-084-6
- Traces of War
