György Debrödy

di redazione
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György Debrödy

György Debrődy, nato a Lajoskomárom, in Ungheria centrale, il 1° gennaio 1921, è stato il secondo pilota da caccia più letale della Magyar Királyi Honvéd Légierő (Aviazione Militare del Regno d’Ungheria) della Seconda Guerra Mondiale, dopo Dezső Szentgyörgyi. Accreditato con 26 vittorie aeree confermate in 204 missioni di combattimento (18 sul fronte orientale contro l’Unione Sovietica e 8 nella difesa del territorio nazionale ungherese contro l’USAAF Fifteenth Air Force), prestò servizio prima nel 5/2 Vadászszázad del 5/I Vadászosztály sotto il comando di Aladár Heppes, e poi nel 101/3 Vadászszázad “Drótkefe” del leggendario 101° Vadászezred “Puma“. Insignito della Magyar Tiszti Arany Vitézségi Érem (Medaglia d’Oro al Valore per Ufficiali), la più alta decorazione militare ungherese conferita a soli due piloti del 101° Vadászezred. Fu il protagonista di uno degli episodi più singolari della storia dell’aviazione: il salvataggio di Miklós Kenyeres il 1° febbraio 1944, quando i due piloti tornarono a base in due dentro l’abitacolo monoposto di un Messerschmitt. Sopravvissuto al conflitto, emigrò dopo la guerra prima in Italia, poi in Spagna, in Canada e infine negli Stati Uniti, dove morì a Cortland (New York) il 2 febbraio 1984.

Origini e Accademia Militare

Debrődy nacque in un piccolo villaggio dell’Ungheria centrale, nella contea di Fejér. Mostrò fin dall’adolescenza una passione per l’aviazione e fu un membro impegnato del movimento Cserkészek (Boy Scout) ungherese. Concluso il liceo nel 1939, all’età di diciotto anni, si arruolò nell’aviazione militare ungherese. Frequentò la Reale Accademia Militare di Volo Ungherese di Kassa (oggi Košice, in Slovacchia). Conseguì il brevetto di pilota da caccia nel giugno 1942, con la promozione a sottotenente. Fu immediatamente assegnato al 5/2 Vadászszázad del 5/I Vadászosztály, sotto il comando di Aladár Heppes, sul fronte orientale. Le prime missioni operative del giovane pilota furono di appoggio diretto alle truppe di terra, con il Messerschmitt Bf 109 F-4, velivolo non ideale per il ruolo di attacco al suolo ma comunque utilizzato.

L’addestramento al II/JG 51 Mölders

All’inizio del 1943, in vista dell’arrivo dei nuovi Bf 109 G-2 di costruzione tedesca al 5/I Vadászosztály, Debrődy fu distaccato presso il II. Gruppe del Jagdgeschwader 51 “Mölders della Luftwaffe per l’addestramento operativo sul nuovo velivolo. Era una pratica comune: i piloti ungheresi più promettenti venivano addestrati direttamente dai veterani della Luftwaffe, che li introducevano alle tattiche moderne di caccia.

Kursk e l’ascesa

Debrődy conseguì la sua prima vittoria aerea il 5 luglio 1943, primo giorno dell’Operazione Cittadella sul saliente di Kursk, abbattendo un caccia Lavochkin La-5 sovietico. Era una delle prime missioni operative del 5/I con i nuovi Bf 109 G. Nelle settimane successive il giovane pilota dimostrò capacità eccezionali. Entro la prima settimana di agosto 1943 aveva già conseguito sei vittorie aeree confermate. A fine 1943 il suo bilancio era salito a 16 vittorie, una delle progressioni più rapide tra i piloti ungheresi del fronte orientale. Trasferito al 5/1 Vadászszázad e poi nuovamente al 5/2 Vadászszázad basato a Uman, in Ucraina, continuò ad accumulare successi.

1° febbraio 1944: il salvataggio

Il 1° febbraio 1944, in volo come pattuglia di scorta a una formazione di Junkers Ju 52 da trasporto che riforniva un battaglione tedesco accerchiato, Debrődy si trovò impegnato in combattimento contro caccia sovietici sopra la steppa innevata. Aveva all’attivo già 16 vittorie aeree. Mentre attaccava un caccia nemico, il proprio Bf 109 G fu colpito al motore Daimler-Benz da un secondo caccia sovietico. Il motore si fermò istantaneamente. Debrődy effettuò un atterraggio di emergenza sulla pancia in un campo coperto di neve, in territorio sotto controllo sovietico. Il pilota era illeso ma la situazione appariva senza speranza: dalle vicinanze cominciavano ad apparire fanti sovietici che si dirigevano correndo verso il velivolo. Mentre Debrődy si liberava del paracadute e della giacca pesante, valutando se cercare riparo in un bosco vicino, vide il proprio gregario, il hadnagy (tenente) Miklós Kenyeres (compagno di corso all’Accademia Ludovika e già pilota con 19 vittorie aeree), abbattere il caccia Lavochkin che lo aveva colpito. Debrődy fece un cenno di saluto al compagno, ma con stupore vide Kenyeres abbassare il carrello e aprire i flap: stava atterrando. Il Bf 109 G di Kenyeres toccò terra a circa centoventi metri da Debrődy e rullò verso il velivolo abbattuto. I soldati sovietici erano ormai a tiro di arma da fanteria e i proiettili cominciavano a colpire la fusoliera del velivolo intero. Kenyeres staccò il tettuccio dell’abitacolo e lo gettò a terra. Debrődy si arrampicò sull’ala e si infilò nell’abitacolo del Bf 109, progettato per un solo pilota. I due si liberarono dei rispettivi paracadute e delle giacche pesanti per ricavare lo spazio necessario. Debrődy si sedette sul fondo dell’abitacolo, con i piedi sulla pedaliera del timone, mentre Kenyeres si pose in grembo a lui, occupandosi della cloche e della manetta del gas. Le sue gambe non arrivavano alla pedaliera, di cui si occupò Debrődy. Il motore Daimler-Benz aveva continuato a girare durante l’operazione. Kenyeres aprì il gas e il velivolo accelerò sulla scia tracciata dall’atterraggio, saltò un fossato e si staccò da terra sotto il fuoco sovietico. Il volo di rientro fu particolarmente difficile: senza il tettuccio, alla velocità di oltre 400 km/h, il flusso d’aria gelida era così intenso da risucchiare i due piloti dall’abitacolo. Riuscirono comunque a mantenere il controllo del velivolo. Quindici minuti dopo atterrarono sull’aeroporto ungherese, congelati ma illesi. È l’unico salvataggio noto di questo tipo nella storia dell’aviazione militare della Seconda Guerra Mondiale. L’epilogo dell’episodio fu drammatico. Due giorni dopo, il 3 febbraio 1944, lo stesso Kenyeres, ancora una volta in scorta a una formazione di Ju 52 da trasporto sopra il fronte, fu colpito dal fuoco contraereo sovietico durante uno scontro contro venti caccia nemici. Costretto a lanciarsi col paracadute, atterrò in una densa foresta dove rimase impigliato a un albero. Debrődy, presente nel combattimento, circolò a lungo nel cielo cercando di proteggere il proprio salvatore, ma non potendo atterrare né scacciare i soldati sovietici al suolo, fu costretto a tornare a base per esaurimento del carburante. Kenyeres fu catturato dai sovietici e rimase prigioniero di guerra fino alla conclusione del conflitto. I due amici si rincontrarono molti anni dopo, prima a Roma e poi insieme all’università in Spagna.

Le ultime vittorie sul fronte orientale

Debrődy continuò a combattere sul fronte orientale per le settimane successive al salvataggio. Conseguì le sue ultime due vittorie del fronte orientale, la 17ª e la 18ª, il 16 febbraio 1944, abbattendo due Ilyushin Il-2 Sturmovik. Aveva accumulato 18 vittorie aeree in 173 missioni di combattimento sul fronte orientale, un rapporto efficace di efficienza. Nell’aprile 1944, dopo l’inizio dei bombardamenti dell’USAAF Fifteenth Air Force sull’Ungheria, l’Alto Comando ordinò il rientro in patria dei piloti più esperti per la difesa del territorio nazionale. Debrődy fu tra i selezionati.

Il 101/3 “Drótkefe”

Il 1° maggio 1944, alla costituzione del 101° Vadászosztály “Puma”, Debrődy fu assegnato al 101/3 Vadászszázad “Drótkefe (Spazzola di Filo), comandato dal főhadnagy József Bejczy. Il reparto operava ai comandi dei Bf 109 G-6 nella difesa contro le formazioni statunitensi di B-17 e B-24, scortate da P-38 Lightning, P-47 Thunderbolt e P-51 Mustang. Debrődy conseguì la sua prima vittoria sul fronte occidentale il 14 giugno 1944, durante uno scontro tra i caccia del 101° e il 94° Squadron del 14° Fighter Group statunitense. I piloti ungheresi abbatterono cinque P-38 Lightning per la perdita di due Bf 109. Tra i P-38 abbattuti vi era quello pilotato dal tenente Louis Benne, asso statunitense con cinque vittorie all’attivo. Due giorni dopo, il 16 giugno 1944, Debrődy abbatté un secondo P-38 J Lightning. Vincere contro il Lightning bimotore era considerato un successo particolarmente notevole, perché il velivolo statunitense superava il Bf 109 G per molte caratteristiche tecniche. Il 2 luglio 1944 abbatté un P-51 Mustang nei pressi di Pilisvörösvár. Nel corso del luglio 1944 aggiunse al proprio bilancio un B-17 Flying Fortress e un B-24 Liberator. In una occasione il proprio Bf 109 fu colpito dal fuoco di un caccia statunitense e il serbatoio dell’ossigeno esplose, ferendo Debrődy con schegge ma senza compromettere la sua capacità di pilotaggio. Atterrò con una sola gamba del carrello funzionante.

Il comando e il ferimento

Alla fine della “stagione americana” (maggio-agosto 1944) Debrődy aveva accumulato 8 vittorie sul fronte occidentale, portando il suo totale a 25 vittorie aeree confermate. Il 1° novembre 1944 fu promosso tenente. Il 4 novembre 1944 il comandante del 101/3, il főhadnagy József Bejczy, cadde in azione. Il giorno seguente, il 5 novembre 1944, Debrődy assunse il comando del 101/3 Vadászszázad. Era ormai uno dei piloti più decorati dell’aviazione ungherese. Il 16 novembre 1944, in combattimento aereo nei pressi di Jászberény contro caccia sovietici Yak-9 e Lavochkin La-5, Debrődy abbatté due velivoli nemici. Nel secondo combattimento, in un attacco frontale contro uno Yak, le due macchine si avvicinarono sparando l’una contro l’altra. Lo Yak deviò all’ultimo per evitare la collisione. Nello scambio di fuoco lo Yak fu colpito al ventre dal cannone tedesco e esplose, ma un proiettile del cannone sovietico attraversò il ventre di Debrődy. Nonostante la perdita massiccia di sangue, Debrődy mantenne conoscenza per il tempo necessario a condurre il velivolo verso un aeroporto in territorio ungherese. Atterrò in emergenza presso Hatvan, vicino a una batteria di artiglieria amica. Fu trasportato d’urgenza in un ospedale di Budapest, dove inizialmente i medici non gli diedero molte speranze. Il suo recupero fu sorprendentemente rapido. Il comando del 101/3, nel frattempo, era passato al főhadnagy Sándor Halasi (dal 18 novembre 1944). Debrődy non sarebbe più tornato in azione operativa per il resto della guerra. Nel gennaio 1945, durante la convalescenza, fu promosso capitano (százados) e insignito della Magyar Tiszti Arany Vitézségi Érem (Medaglia d’Oro al Valore per Ufficiali), la più alta decorazione militare ungherese, conferita a soli due piloti del 101° Vadászezred (Debrődy stesso e László Molnár, postumamente).

L’esilio

Tornato ai Pumas nella primavera del 1945, Debrődy non poté più volare in operazioni a causa delle ferite e delle responsabilità di comando. Ad aprile 1945, con la ritirata del 101° Vadászezred in Austria, Debrődy fu fatto prigioniero dagli statunitensi e internato nel campo di prigionia presso Wels. Concluso il conflitto, come molti ex-ufficiali della Magyar Királyi Honvéd Légierő, Debrődy non fece ritorno in Ungheria, dove il regime comunista aveva avviato la persecuzione dei piloti dell’aviazione del Regno: Lajos Tóth, asso del 101° con 28 vittorie, fu giustiziato; altri furono incarcerati e torturati. Debrődy si stabilì prima in Italia, dove lavorò come operaio, agente di viaggio e comparsa cinematografica per Cinecittà. Successivamente si trasferì in Spagna, dove ritrovò Miklós Kenyeres, suo salvatore di sette anni prima, e i due frequentarono insieme l’università. Nel 1957 Debrődy emigrò in Canada, dove fu assunto dalla Westinghouse Electric. Nel 1968 si trasferì negli Stati Uniti, dove lavorò per una grande compagnia aerea statunitense. Morì il 2 febbraio 1984 a Cortland, nello Stato di New York, di cancro ai polmoni, all’età di sessantatré anni.

Dati complessivi

Le 26 vittorie aeree confermate di György Debrődy furono ottenute in 204 missioni di combattimento, distribuite in 18 sul fronte orientale contro caccia sovietici (Lavochkin La-5, Yakovlev Yak-1 e Yak-9, Ilyushin Il-2 Sturmovik) tra il luglio 1943 e il febbraio 1944, e 8 sul fronte occidentale contro velivoli statunitensi (P-38 Lightning, P-51 Mustang, B-17 Flying Fortress, B-24 Liberator) tra il giugno e il novembre 1944. Tra le sue vittorie più documentate figura l’abbattimento del tenente Louis Benne il 14 giugno 1944, asso statunitense del 14° Fighter Group con cinque vittorie all’attivo. La sua progressione fu particolarmente rapida: 16 vittorie nei primi sei mesi di carriera operativa (luglio-dicembre 1943), 18 alla fine del fronte orientale, e ulteriori 8 nella difesa territoriale ungherese. Mathews-Foreman e altri storici specializzati hanno documentato cifre coerenti, con piccole variazioni dovute al riconoscimento di vittorie condivise. Debrődy pilotò esclusivamente il Bf 109 nelle sue varianti F-4, G-2, G-6 e G-14.

Informazioni aggiuntive

  • Data di Nascita: 1 Gennaio 1921 
  • Data morte: 2 Febbraio 1982  
  • Vittorie: 26  
  • Forza aerea: Aviazione Ungherese 
  • Decorazioni   
    • Magyar Érdemrend Lovagkeresztje hadiszalagon, kardokkal (Croce di Cavaliere del Reale Ordine Ungherese al Merito con Nastro di Guerra e Spade)
    • Magyar Érdemrend Tisztikeresztje hadiszalagon, kardokkal (Croce di Ufficiale del Reale Ordine Ungherese al Merito con Nastro di Guerra e Spade)
    • Magyar Tiszti Arany Vitézségi Érem (Medaglia d’Oro al Valore per Ufficiali, la più alta decorazione militare ungherese, conferita a soli due piloti del 101° Vadászezred)
    • Magyar Nagyezüst Vitézségi Érem (Medaglia d’Argento al Valore di Grande Classe)
    • Magyar Kisezüst Vitézségi Érem (Medaglia d’Argento al Valore di Piccola Classe)
    • Tűzkereszt (Croce di Fuoco)
    • Croce di Ferro di II classe (decorazione tedesca)
    • Croce di Ferro di I classe (decorazione tedesca)
  • Bibliografia – Riferimenti:
    • Walter A. Musciano: Messerschmitt Aces Aero Pub. Inc. 1986 ISBN: 0830683798
    • Wikipedia

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