La portaerei della Royal Navy Argus

Argus

di redazione
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il: 214 letture totali

HMS Argus, 1918

Dopo le esperienze acquisite con la costruzione della Furious e della Vindictive, l’ammiragliato inglese concluse che la formula migliore per le navi portaerei era quella a ponte di volo continuo, così nel 1916 venne deciso di costruire una nave di questo tipo partendo dallo scafo già impostato di una nave che sarebbe dovuta diventare un transatlantico italiano.
La nave aveva aviorimessa ed elevatori per permettere lo stivaggio degli aerei, inoltre su questa nave furono sperimentati i primi aerei siluranti; grandi sforzi furono dedicati al sistema di espulsione dei gas caldi dei motori che potevano interferire con le manovre degli aerei e per questo la nave non aveva fumaioli convenzionali, ma due condotte laterali che portavano i fumi a essere scaricati a poppa.
Il limite principale della Furious era la scarsa velocità, essenzialmente dovuto al fatto che come apparato motore era stato mantenuto quello previsto per il transatlantico.
Durante la Seconda Guerra Mondiale venne impiegato in operazioni belliche nell’Atlantico meridionale per la caccia alla corazzata tedesca Graf Spee, per il lancio di aerei diretti a Malta e nella scorta ai convogli nel Mare Artico; partecipò alle operazioni per lo sbarco alleato in Nord Africa, quindi venne declassato a nave caserma per essere demolito dopo la fine della guerra.

Informazioni aggiuntive

  • Nazione: Gran Bretagna
  • Tipo nave: Portaerei
  • Classe:Argus
  • Cantiere:

    W. Beardmore & C., Dalmuir


  • Data impostazione: 1914
  • Data Varo: 02/12/1917
  • Data entrata in servizio: 09/1918
  • Lunghezza m.: 172.20
  • Larghezza m.: 20.71
  • Immersione m.: 7.01
  • Dislocamento t.: 15.775
  • Apparato motore:

    4 turbine, 4 eliche, 12 caldaie


  • Potenza cav.: 22.000
  • Velocità nodi: 20
  • Autonomia miglia: -
  • Armamento:

    2 cannoni da 101mm, 2 cannoni da 101mm a.a., 20 aerei, 2 elevatori


  • Corazzatura:


  • Equipaggio: 495
  • Bibliografia – Riferimenti:
      

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