Il primo ministro giapponese Abe a Pearl Harbour

Il primo ministro giapponese Abe a Pearl Harbour

di redazione
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Era la mattina 7 dicembre 1941 quando aerei decollati dalle portaerei giapponesi della forza d’attacco numero uno colpirono la base navale americana di Pearl Harbour, nelle Hawaii. Già nel 1941 un premier giapponese aveva visitato la base americana ma quella svoltasi qualche giorno fa è una visita ufficiale, avvenuta durante una cerimonia ufficiale in commemorazione delle vittime e voltasi alla presenza del presidente americano uscente Barak Obama.

Dopo 75 anni si può finalmente sperare in una chiusura definitiva del rancore ancora rimasto tra Giappone e Stati Uniti e nato proprio con la Seconda Guerra Mondiale, non a caso quest’anno il presidente Obama si è recato a rendere omaggio alle vittime della bomba atomica a Hiroshima.

L’attacco giapponese a Pearl Harbour avvenne senza essere preceduto da una formale dichiarazione di guerra, si trattò di un attacco di sorpresa che costò la vita a 2.400 uomini, per la maggior parte intrappolati nella corazzata Arizona che si trovava ormeggiata nel porto.

Erano le 8 del mattino di una tranquilla giapponese quando gli aerei giapponesi portarono morte e distruzione, trascinando gli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale. Quattro anni dopo l’impero del Sol Levante si arrendeva agli alleati, dopo lo sgancio di due bombe atomiche e un numero impressionante di vittime da entrambe le parti.

Da un punto di vista militare l’attacco giapponese si rivelò un successo limitato: l’attacco a sorpresa riuscì e gli aerei d’attacco riuscirono a colpire o danneggiare pesante un grande numero di navi colte alla sprovvista alla fonda nella baia di Pearl Harbour. Il successo si rivelò poi piuttosto effimero dato che l’obiettivo principale dell’attacco, le portaerei della Marina Americana, non si trovavano in porto e si salvarono.

Nel mesi successivi al dicembre 1941 il Giappone ottene una serie di successi che sembrava inizialmente incontenibile, con l’affondamento delle navi Prince of Wales e Repulse, orgoglio della marina britannica, l’invasione delle Filippine e l’occupazione di buona parte del Pacifico. Con la caduta di Singapore a ovest e la minaccia alle coste australiane a sud il Giappone raggiunse l’apice del successo ma con la battaglia di Midway la situazione cominciò a ribaltarsi a favore degli Alleati e il Giappone perse definitivamente l’iniziativa.

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