L'attacco a Scapa Flow e l'affondamento della Royal Oak

L’attacco a Scapa Flow

di redazione
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By BillC - Own work, CC BY-SA 3.0

L’attacco alla baia di Scapa Flow fu descritto da Churchill come un grande successo di capacità nautica e audacia.

Situata nelle isole Orcadi, a nord della Scozia, la baia di Scapa Flow costituiva una base navale quasi perfetta. Circondata da isole separate da canali poco profondi e soggetti a forti correnti di marea, questa insenatura naturale era sufficientemente ampia da ospitare un’intera flotta. Grazie alla sua posizione strategica, che permetteva il controllo delle rotte del Nord Atlantico, Scapa Flow divenne il principale ancoraggio della Home Fleet britannica durante entrambe le guerre mondiali.

Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, la Hochseeflotte tedesca fu internata a Scapa Flow in attesa delle decisioni del Trattato di Versailles. Il 21 giugno 1919, tuttavia, l’ammiraglio Ludwig von Reuter ordinò l’autoaffondamento delle navi per evitare che cadessero in mano britannica. Delle 74 unità presenti, 52 furono affondate, molte delle quali giacciono ancora sul fondo della baia.

Durante il periodo interbellico, la Royal Navy abbandonò temporaneamente Scapa Flow per fare base a Rosyth, nel Firth of Forth. Le difese della baia furono smantellate e le ostruzioni rimosse, ma nel 1938 l’Ammiragliato decise di riattivare la base in previsione di un possibile conflitto con la Germania. I lavori di ripristino delle difese, tuttavia, procedettero a rilento e allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel settembre 1939 Scapa Flow era ancora vulnerabile a incursioni nemiche.

L’affondamento della Royal Oak

Nelle prime ore del 14 ottobre 1939, la corazzata britannica HMS Royal Oak stava svolgendo il suo turno di guardia all’interno della base navale di Scapa Flow, nelle isole Orcadi, ignara del destino che l’attendeva. Intorno all’una di notte, il sommergibile tedesco U-47, al comando del Kapitänleutnant Günther Prien, riuscì a penetrare le difese della baia e ad avvicinarsi indisturbato alla nave ancorata.

Prien, uno dei più abili comandanti di U-Boot della Kriegsmarine, era stato scelto personalmente dall’ammiraglio Karl Dönitz per compiere un’audace incursione contro la base britannica, ritenuta fino ad allora impenetrabile. Dopo aver studiato attentamente le correnti di marea e le ostruzioni presenti nei canali d’accesso, Prien individuò una rotta attraverso lo stretto passaggio di Kirk Sound, non completamente sbarrato.

Alle 00:58, l’U-47 lanciò una salva di tre siluri contro la sagoma scura della Royal Oak, identificata correttamente come una corazzata classe Revenge. Solo uno dei siluri colpì il bersaglio, esplodendo a prua senza causare danni gravi. L’equipaggio della nave, svegliato dal boato, pensò inizialmente a un’esplosione accidentale e non diede l’allarme.

Prien, deciso a portare a termine la missione, fece immergere il sommergibile e ricaricò i tubi di prua. Alle 01:16, da una distanza di 1.500 metri, lanciò una seconda salva di tre siluri che centrarono la Royal Oak a centro nave. In rapida successione, le esplosioni squarciarono lo scafo provocando un rapido allagamento dei compartimenti interni.

In pochi minuti la corazzata iniziò a inclinarsi sul lato di dritta, mentre l’equipaggio cercava disperatamente di abbandonare la nave. Molti uomini, intrappolati sottocoperta o intossicati dal fumo e dai vapori di olio combustibile, non riuscirono a mettersi in salvo. Alle 01:29, appena 13 minuti dopo essere stata colpita, la Royal Oak si capovolse e affondò, portando con sé 833 membri dell’equipaggio, incluso il comandante, il contrammiraglio Henry Blagrove.

Solo 424 uomini riuscirono a sopravvivere al disastro, la maggior parte recuperati dalle imbarcazioni di soccorso accorse sul posto. Tra questi il capitano di corvetta William Benn, comandante della Royal Oak, tratto in salvo dal tender Daisy 2 insieme ad altri 385 naufraghi. Per il suo eroico comportamento, il capitano del tender John Gatt fu decorato con la Distinguished Service Cross.

L’affondamento della Royal Oak colse di sorpresa i comandi britannici, che non si aspettavano un attacco sottomarino nel cuore di una delle loro principali basi navali. Solo alcune ore dopo il disastro furono bloccate le uscite da Scapa Flow, ma ormai l’U-47 era già lontano e in rotta per la Germania.

La notizia dell’audace incursione fu accolta con entusiasmo dalla propaganda tedesca, che la presentò come una grande vittoria della Kriegsmarine. Günther Prien divenne un eroe nazionale e fu decorato personalmente da Hitler con la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, la prima assegnata a un ufficiale di sommergibili. Anche l’equipaggio dell’U-47 fu insignito della Croce di Ferro di seconda classe.

Per i britannici, la perdita della Royal Oak rappresentò un duro colpo al morale e mise in luce le vulnerabilità delle difese di Scapa Flow. L’Ammiragliato avviò immediatamente un’inchiesta per accertare le cause del disastro e adottò misure urgenti per rafforzare la sicurezza della base, inclusa la costruzione delle Churchill Barriers per sbarrare gli accessi orientali alla baia.

Nonostante la Royal Oak fosse una corazzata ormai obsoleta, con i suoi 25 anni di servizio alle spalle, il suo affondamento privò la Royal Navy di un’unità ancora preziosa in quella fase iniziale del conflitto. Ancor più grave fu la perdita di centinaia di giovani marinai, molti dei quali non avevano nemmeno 18 anni, che si aggiunsero al lungo elenco delle vittime di una guerra appena iniziata.

Oggi il relitto della Royal Oak, classificato come sacrario militare, giace capovolto sul fondo di Scapa Flow a una profondità di circa 30 metri. Le attività subacquee sul sito sono vietate dal Protection of Military Remains Act del 1986, ma ogni anno, in occasione dell’anniversario dell’affondamento, i sommozzatori della Royal Navy si immergono per posare una corona commemorativa sul relitto, in memoria degli 833 uomini che persero la vita in quella tragica notte di ottobre.

L’affondamento della Royal Oak rimane una delle pagine più drammatiche della battaglia dell’Atlantico e un monito sulla vulnerabilità delle navi da guerra, anche quando ormeggiate in quella che si riteneva essere una base sicura. L’audacia e la determinazione dimostrate da Günther Prien in quella missione entrarono nella leggenda, ma il prezzo pagato dall’equipaggio della corazzata britannica fu altissimo e non potrà mai essere dimenticato.

Informazioni aggiuntive

  • Data di inizio: 21 Aprile 1944
  • Data fine: 29 Aprile 1944
  • Teatro: Mar del Nord
  • Bibliografia – Riferimenti:
      

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