Il Panzerkampfwagen III, noto come Panzer III e identificato dalla sigla Sd.Kfz. 141, fu il carro da combattimento standard della Wehrmacht nella prima metà della guerra, costruito in circa 5.800 esemplari tra il 1937 e il 1943. Concepito per ingaggiare i carri nemici mentre il Panzer IV forniva appoggio alla fanteria, fu il mezzo con cui le Panzer-Division conquistarono la Polonia, la Francia e i Balcani. La sua carriera come carro fu però breve: attorno al 1942 i due si scambiarono i ruoli, perché la torretta del Panzer III non era abbastanza larga da accogliere un cannone più potente. Lo scafo sopravvisse a lungo al carro, diventando la base dello Sturmgeschütz III.
Sviluppo
Il carro del comandante di plotone
Le specifiche furono emanate nel 1934 sulla base delle idee di Heinz Guderian e chiedevano un carro medio entro le 24 tonnellate, limite imposto dalla portata dei ponti da campo, capace di 35 km/h. Anche in questo caso il progetto viaggiò sotto una denominazione di copertura, Zugführerwagen (veicolo del comandante di plotone), per aggirare i vincoli del trattato di Versailles. Quattro aziende presentarono prototipi, Daimler-Benz, Krupp, MAN e Rheinmetall, e la scelta cadde sulla Daimler-Benz. Il primo Ausf. A fu consegnato nel 1937 in appena dieci esemplari.
La ricerca delle sospensioni
Le prime quattro versioni furono in sostanza una lunga sperimentazione, e il banco di prova fu il treno di rotolamento. L’Ausf. A montava cinque grandi ruote portanti con molle elicoidali; la B, la C e la D passarono a carrelli con rulli di piccolo diametro e sospensioni a balestra, soluzione che non diede i risultati sperati. Nessuna di queste versioni superò i quindici o trenta esemplari. La formula definitiva arrivò con l’Ausf. E del 1939, che adottò sei ruote portanti per lato su barre di torsione: una soluzione che assicurava una corsa più lunga e una marcia più regolare sul terreno accidentato, e che il Panzer III fu tra i primi carri al mondo ad adottare in serie. Da lì in avanti l’architettura non cambiò più.
La rincorsa dell’armamento
Il cannone da 3,7 cm KwK 36 previsto in origine si dimostrò inadeguato già in Francia, nel 1940, contro le corazze del Char B1 e del Matilda II. Il comandante in capo dell’esercito, von Brauchitsch, chiese di accelerare con ogni mezzo l’adozione del 5 cm KwK 38 L/42, che entrò in linea da luglio 1940 sull’Ausf. G. Nell’agosto dello stesso anno Hitler, vedendo il carro a una parata, ordinò di passare al più potente 5 cm KwK 39 L/60: l’Ufficio armamenti disattese l’ordine per ragioni logistiche e produttive, e il pezzo lungo arrivò solo dal dicembre 1941 sull’Ausf. J. Fu uno dei pochi casi in cui l’intuizione di Hitler si rivelò giusta, perché nel frattempo erano comparsi i T-34 e i KV.

Caratteristiche tecniche
Salvo diversa indicazione, i dati si riferiscono all’Ausf. G.
Armamento
L’Ausf. G rappresenta la transizione: dei 600 esemplari, il primo lotto uscì ancora con il 3,7 cm, mentre i restanti 550 ricevettero da luglio 1940 il 5 cm KwK 38 L/42 semiautomatico, con una dotazione di 87 colpi. L’installazione del pezzo più grosso impose due modifiche rivelatrici degli spazi risicati: la rimozione di una delle due mitragliatrici di torretta e l’aggiunta di un aspiratore sul tetto per liberare l’abitacolo dai fumi dello sparo.
Il 5 cm L/42 era adeguato contro i carri britannici e sovietici leggeri, ma contro T-34 e KV-1 si rivelò quasi inutile: rapporti della 4. Panzer-Division riferivano che si poteva danneggiare un T-34 solo da distanze nell’ordine dei 50 metri, e mirando a punti deboli come le feritoie, i cingoli o i fianchi sottili, mentre i carri sovietici distruggevano i Panzer III oltre il chilometro. Il successivo 5 cm KwK 39 L/60 migliorò la situazione senza risolverla, e restituiva risultati accettabili contro il T-34 solo sotto i 500 metri o con i costosi proietti decalibrati al tungsteno, riservati alle distanze ravvicinate perché perdevano rapidamente efficacia. L’ultima versione, la N, montò infine il 7,5 cm KwK 37 L/24 corto ereditato dai Panzer IV riarmati, buono contro la fanteria e le fortificazioni ma non contro i carri.
Corazzatura
La protezione partì da appena 15 mm sulle prime versioni, passò a 30 mm su tutti i lati dalla Ausf. D alla Ausf. G, e raggiunse i 50 mm frontali con la Ausf. J. Sulle ultime versioni, L e M, furono aggiunte piastre spaziate da 20 mm davanti alla sovrastruttura e al mascherino, e dal 1943 comparvero le Schürzen, gonne corazzate laterali contro i fucili anticarro sovietici, ai quali i fianchi sottili restavano vulnerabili.
Apparato motore e mobilità
Le versioni dalla A alla D montavano il Maybach HL 108 TR da 250 cavalli. Dalla Ausf. E fu adottato il Maybach HL 120, dodici cilindri a V a benzina da 300 PS, pari a circa 296 hp, poi standardizzato nella variante TRM: era lo stesso propulsore del Panzer IV e dello Sturmgeschütz III, e questa comunanza semplificò non poco la logistica tedesca. La velocità massima su strada era di 40 km/h, l’autonomia di circa 165 km. Il cambio a preselettore delle prime serie, fonte continua di guasti, fu sostituito dal più convenzionale Maybach SSG 77 a partire dalla Ausf. H.
La torretta a tre uomini
L’equipaggio era di cinque uomini: capocarro, cannoniere e servente in torretta, pilota e marconista-mitragliere nello scafo. È il dettaglio che più conta per capire i successi iniziali del mezzo. Avendo tre uomini in torretta, il capocarro non doveva puntare né caricare, e poteva dedicarsi solo a osservare il campo di battaglia, coordinare l’equipaggio e comunicare via radio con gli altri carri. Nei T-34 delle prime serie il comandante serviva anche il pezzo, e finiva per non comandare più niente: a parità di corazza e cannone, questa differenza organizzativa valeva quanto una superiorità tecnica.
Il limite strutturale
Il Panzer III aveva però un vincolo che nessun aggiornamento poteva rimuovere: l’anello di torretta era troppo stretto. Nel marzo 1942 fu studiata la possibilità di montarvi la torretta del Panzer IV, ma il peso risultante era eccessivo e le modifiche necessarie troppo numerose, e il progetto fu abbandonato. Il carro non poteva quindi ricevere il 7,5 cm L/43 ad alta velocità che stava rimettendo in gioco il Panzer IV. È per questa ragione, e non per una generica obsolescenza, che i due mezzi si scambiarono i ruoli: il Panzer IV, nato per l’appoggio alla fanteria, divenne il carro anticarro, e il Panzer III finì per prenderne il vecchio cannone corto e il vecchio mestiere.
Produzione
Furono costruiti complessivamente circa 5.774 Panzer III, escludendo gli Sturmgeschütz III realizzati sullo stesso scafo, che da soli superarono le 9.000 unità e portano il totale della piattaforma oltre i 15.000 mezzi. La produzione del carro cessò nell’agosto 1943, mentre quella del semovente proseguì fino alla fine della guerra. Alla Daimler-Benz si affiancarono nel tempo Alkett, FAMO, Henschel, MAN e Wegmann. Il costo unitario di una Ausf. M era di 103.163 Reichsmark, sostanzialmente pari a quello di un Panzer IV.
| Versione | Periodo di produzione | Cannone | Esemplari |
|---|---|---|---|
| Ausf. A | 1937 | 3,7 cm KwK 36 | 10 |
| Ausf. B | 1937 | 3,7 cm KwK 36 | 15 |
| Ausf. C | 1937-1938 | 3,7 cm KwK 36 | 15 |
| Ausf. D | 1938 | 3,7 cm KwK 36 | circa 30 |
| Ausf. E | dicembre 1938-ottobre 1939 | 3,7 cm KwK 36 | circa 96 |
| Ausf. F | ottobre 1939-giugno 1940 | 3,7 cm KwK 36, poi 5 cm L/42 | 435 |
| Ausf. G | aprile 1940-febbraio 1941 | 3,7 cm KwK 36, poi 5 cm L/42 | 600 |
| Ausf. H | ottobre 1940-aprile 1941 | 5 cm KwK 38 L/42 | circa 308 |
| Ausf. J | marzo 1941-luglio 1942 | 5 cm L/42, poi L/60 | circa 2.600 |
| Ausf. L | giugno-dicembre 1942 | 5 cm KwK 39 L/60 | 653 |
| Ausf. M | ottobre 1942-febbraio 1943 | 5 cm KwK 39 L/60 | circa 250 |
| Ausf. N | giugno 1942-agosto 1943 | 7,5 cm KwK 37 L/24 | circa 663 |
Impiego operativo
Polonia, Francia e Balcani
In Polonia, nel settembre 1939, i Panzer III disponibili erano poche decine, dato che le versioni di serie erano appena entrate in produzione: il grosso delle divisioni corazzate era ancora costituito da Panzer I e Panzer II. Contro i carri leggeri polacchi bastarono. Nella campagna di Francia del 1940 il carro fu impiegato in numeri ben più consistenti e si comportò bene, ma l’incontro con Char B1 e Matilda II dimostrò l’inadeguatezza del 3,7 cm e avviò la corsa al 5 cm.
Nord Africa
In Nord Africa, dove arrivò nel gennaio 1941 con le forze di Rommel nelle versioni F e G, il Panzer III costituì l’ossatura dell’Afrikakorps. Gli esemplari destinati al teatro africano ricevettero radiatori maggiorati e filtri dell’aria supplementari per resistere a sabbia e calore. Armato con il 5 cm, ebbe la meglio sui carri incrociatori Crusader e sugli M3 Stuart, mentre soffrì contro gli M3 Lee e i primi M4 Sherman, e restò vulnerabile ai pezzi anticarro britannici.
Il fronte orientale e il declino
All’avvio dell’operazione Barbarossa, nel giugno 1941, il Panzer III era il carro da battaglia principale della Wehrmacht e si dimostrò superiore ai sovietici T-26 e BT. La comparsa di T-34 e KV-1 rovesciò la situazione: entro la fine del 1941 furono dichiarati perduti 660 Panzer III. Il 5 cm lungo, dal 1942, riportò il carro a una parità precaria, e all’inizio della battaglia di Kursk, nel luglio 1943, i Gruppi d’armate Sud e Centro schieravano ancora 432 Panzer III con il pezzo lungo. Fu l’ultimo impiego di massa. Cessata la produzione nell’agosto 1943, i mezzi superstiti furono progressivamente convertiti in carri comando, d’osservazione, di recupero e trasporto munizioni, oppure relegati alle scuole carri. Alcuni riapparvero in prima linea nelle fasi finali, come in Normandia nel 1944, dove la 116. Panzer-Division requisì i propri carri da addestramento per colmare i vuoti in organico.
Altri utilizzatori e riusi
Ricevettero Panzer III diversi alleati e satelliti della Germania, tra cui Romania, Ungheria, Bulgaria, Slovacchia e Croazia. La Turchia ne acquistò 56 nel 1943, nella speranza tedesca che potesse minacciare il confine meridionale sovietico, ma il paese rimase neutrale. Dopo la guerra alcuni esemplari catturati restarono in servizio in Francia, Unione Sovietica e Norvegia fino ai primi anni Cinquanta. I sovietici utilizzarono inoltre gli scafi catturati per realizzare semoventi improvvisati, l’SG-122 e il SU-76i, con risultati modesti.
Valutazione
Il Panzer III fu un carro convenzionale e privo di soluzioni avveniristiche, ma equilibrato e ben costruito, e fu il mezzo con cui la Germania vinse le sue campagne più rapide. I suoi punti di forza non erano nei numeri della scheda tecnica ma nell’organizzazione interna, cioè la torretta a tre uomini, la cupola per il capocarro e la radio di serie, in un’epoca in cui gli avversari ne erano spesso privi. La sua obsolescenza fu altrettanto rapida: nato attorno a un calibro piccolo, non aveva il margine per crescere, e finì per cedere il proprio ruolo al Panzer IV nel giro di pochi mesi. La sua eredità più duratura non fu il carro ma lo scafo, che nella versione senza torretta, cioè lo Sturmgeschütz III, diventò il mezzo corazzato tedesco costruito nel maggior numero di esemplari.

Principali Varianti del Panzer III:
- Panzer III Ausf. A: dieci esemplari prodotti, con cinque grandi ruote portanti per lato e molle elicoidali. I primi due, privi di torretta, servirono per le prove di valutazione, gli altri otto entrarono in servizio nel 1937 e combatterono in Polonia, per essere ritirati nel febbraio 1940.
- Panzer III Ausf. B: cupola diversa e nuovo treno di rotolamento con otto ruote portanti per lato e tre rulli tendicingolo. La soluzione si rivelò poco efficace e ne furono prodotti solo 15 esemplari; cinque scafi vennero riutilizzati per i prototipi dello Sturmgeschütz III.
- Panzer III Ausf. C: anch’essa prodotta in 15 esemplari e presto ritirata. La differenza principale era un treno di rotolamento di nuovo progetto, che non diede i risultati sperati.
- Panzer III Ausf. D: variante di pre-produzione con sospensioni ancora una volta ridisegnate, cupola del capocarro corazzata e protezione di scafo e torretta migliorate. Ne furono completati circa 30 esemplari, alcuni dei quali impiegati in Norvegia, prima del ritiro nel 1940.
- Panzer III Ausf. E: prima variante di serie e punto di svolta del progetto, con corazza di 30 mm su tutti i lati e il nuovo treno di rotolamento a sei ruote per lato su barre di torsione, che divenne definitivo. Peso di circa 20 tonnellate, motore da 300 cavalli, circa 96 esemplari. Dall’agosto 1940 molti furono riarmati con il 5 cm KwK 38 L/42.
- Panzer III Ausf. F: derivata dalla precedente e quasi identica nelle dimensioni, fu il primo tipo prodotto in grande quantità, 435 esemplari costruiti da cinque aziende diverse. Gli ultimi esemplari e molti di quelli riportati in fabbrica ricevettero il cannone da 5 cm.
- Panzer III Ausf. G: 600 esemplari, con corazza posteriore dello scafo portata a 30 mm e nuovo visore orientabile per il pilota. I primi uscirono ancora con il 3,7 cm, mentre i restanti 550 adottarono da luglio 1940 il 5 cm KwK 38 L/42, che impose la rimozione di una mitragliatrice di torretta e l’aggiunta di un aspiratore per i fumi. Gli esemplari per il Nord Africa ebbero radiatori e filtri maggiorati.
- Panzer III Ausf. H: circa 308 esemplari, con piastre supplementari da 30 mm imbullonate su prua e poppa dello scafo, cingoli allargati da 36 a 40 cm, barre di torsione posteriori irrobustite e il nuovo cambio Maybach SSG 77 al posto del preselettore.
- Panzer III Ausf. J: la versione più diffusa, con circa 2.600 esemplari. Adottava una corazza frontale da 50 mm ottenuta con una piastra unica, più efficace dei 30+30 mm della Ausf. H. Prodotta inizialmente con il 5 cm L/42, dal dicembre 1941 ricevette il 5 cm KwK 39 L/60 e la sigla Sd.Kfz. 141/1.
- Panzer III Ausf. L: 653 esemplari, con il KwK 39 L/60 ormai standard, piastre spaziate da 20 mm su sovrastruttura e mascherino, e soppressione dei punti deboli sui fianchi della torretta. Comprendeva un sistema per travasare il liquido di raffreddamento caldo da un carro all’altro.
- Panzer III Ausf. M: penultima versione, con dispositivo di scarico per il guado fino a 130 cm di profondità e lanciafumogeni. Fu ordinata in oltre mille unità ma solo circa 250 furono completate come carri: le altre vennero dirottate su StuG III, Ausf. N e versione lanciafiamme prima di lasciare le linee.
- Panzer III Ausf. N: ultima versione, circa 663 esemplari ricavati da scafi J, L e M e armati con il 7,5 cm KwK 37 L/24 reso disponibile dal riarmo dei Panzer IV. Efficace contro fanteria e fortificazioni e non contro i carri, fu impiegata per l’appoggio ravvicinato, anche a protezione dei reparti di Tiger.
- Panzerbefehlswagen III: versione carro comando con apparati radio supplementari. La Ausf. K, ricavata da scafi J, L e M, mantenne il cannone rinunciando a una rastrelliera di munizioni.
- Flammpanzer III: versione lanciafiamme con tre uomini di equipaggio, un centinaio di esemplari ricavati in prevalenza dalla conversione di Ausf. M e destinati al combattimento urbano.
- Tauchpanzer III: carro predisposto per l’operazione Leone Marino, lo sbarco in Gran Bretagna mai avvenuto, capace di operare in immersione per brevi tratti.
- Bergepanzer III: versione carro officina, 271 esemplari tutti ottenuti dalla conversione di carri esistenti.
- Fahrschulwanne: versione scuola guida, con la torretta sostituita da una struttura vetrata.
- Minenräumpanzer III: versione cacciamine derivata dalla Ausf. F, priva di torretta e dotata di un congegno spazzamine a rulli sulla prua.
- Transportpanzerkampfwagen III: versione priva di torretta con sovrastruttura in legno, impiegata per il trasporto munizioni.
- Sturmgeschütz III: semovente ricavato dallo scafo del Panzer III sostituendo la torretta con una casamatta fissa. Nato per l’appoggio alla fanteria, fu poi sviluppato in funzione anticarro e superò da solo le 9.000 unità, più di ogni altro mezzo corazzato tedesco.
Esemplari superstiti
Diversi Panzer III sono conservati nei musei europei. Il Tank Museum di Bovington, nel Regno Unito, e il Deutsches Panzermuseum di Münster, in Germania, ne espongono esemplari armati con il 5 cm KwK 39 L/60. Altri mezzi, in gran parte catturati sul fronte orientale, si trovano in collezioni russe e dell’Europa orientale.
Informazioni aggiuntive
- Nome e tipo: Panzerkampfwagen III Ausf. G
- Anno: 1940
- Produzione: 5.774
- Motore:
Maybach a benzina, 12 cilindri
- Potenza motore (hp): 296
- Lunghezza m.: 5.41
- Larghezza m.: 2.95
- Altezza m.: 2.43
- Peso t.: 20.3
- Velocità su strada Km/h: 40
- Autonomia Km.: 165
- Armamento:
1 cannone da 5 cm KwK 38 L/42; 2 mitragliatrici MG 34 da 7,92 mm
- Corazzatura max mm.: 30
- Equipaggio: 5
- Bibliografia – Riferimenti:
