
Leonardo Ferrulli è, tra i maggiori assi italiani, uno dei meno noti. Ciò è in parte dovuto al personaggio, schivo e senza fronzoli, e in parte alla storia tragica della sua squadriglia, la 91ª del 10° Gruppo, 4° Stormo. Questa unità, forse la più gloriosa della caccia italiana, era intitolata all’indiscusso “asso degli assi” della Grande Guerra, il maggiore Francesco Baracca; durante il Secondo conflitto mondiale perse 16 piloti su un organico medio di circa una dozzina di elementi. Pochi furono i sopravvissuti e pochi quindi i resoconti diretti dei combattimenti; a ciò si aggiunge la quasi completa distruzione della documentazione ufficiale.
Ferrulli nacque a Brindisi il 1° gennaio 1918 e si arruolò giovanissimo in Aeronautica, conseguendo il brevetto militare come sergente pilota nel maggio del 1936. Assegnato al 4° Stormo per le sue brillanti qualità di pilotaggio, partì quasi subito volontario per la Spagna dove ottenne la sua prima vittoria individuale: il 7 ottobre 1937 decollò da Palma di Maiorca sul suo Fiat CR.32 e dopo un lungo inseguimento riuscì ad abbattere in mare aperto un bimotore Tupolev SB-2 (chiamato “Martin Bomber” dai nazionalisti). Rientrato in Italia con una medaglia d’argento al valor militare, Ferrulli riprese l’addestramento e fu uno dei primi piloti del reparto a ottenere il passaggio sul Macchi C.200. Ma lo Stormo preferì tornare ai più acrobatici biplani e al momento dell’entrata in guerra era ancora equipaggiato con i CR.42.
Come tutti i piloti provenienti dalla guerra di Spagna, Ferrulli mise a frutto l’esperienza acquisita combattendo sui biplani. Durante il primo ciclo africano del 4° Stormo colse a bordo del suo CR.42 sette vittorie, a spese di 6 Hurricane e di 1 Blenheim. Nel frattempo lo Stormo passò sui Macchi C.200 e Ferrulli venne promosso maresciallo. Durante la campagna di Malta abbatté 1 Hurricane il 4 luglio 1941. Abile e generoso, ebbe la sua stagione migliore sulle sabbie africane durante l’offensiva del 1942. Sul C.202 abbatté nel giro di cinque mesi 8 P-40 e 1 Spitfire. Al termine della campagna fu scelto per frequentare il corso integrativo per il passaggio a ufficiale e l’11 gennaio 1943 venne promosso sottotenente.
Le sue ultime azioni si svolsero in Sicilia, per contrastare i pesanti attacchi alleati effettuati in preparazione dell’invasione. Durante una di queste incursioni, il 4 luglio 1943, abbatté 1P-38 della scorta. L’indomani decollò per intercettare i B-17 del 99th Bomb Group: riuscì ad abbattere un quadrimotore (quel giorno gli americani persero 3 bombardieri) e 1 P-38 della scorta, ma fu attaccato dagli Spitfire che piombarono da alta quota danneggiando irreparabilmente il suo Macchi. Gli Spitfire appartenevano al 126° e 1435° Squadron. Dopo essersi assicurato che il suo Macchi non rischiasse di precipitare sull’abitato, Ferrulli si lanciò col paracadute, ma la quota era ormai troppo bassa e il paracadute non si aprì. La sua salma venne recuperata non lontano dall’apparecchio, nei pressi di Scordia.
Per il suo sacrificio fu decorato di medaglia d’oro al valor militare alla memoria, che andò ad aggiungersi alle 3 d’argento già conferite.
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 19 Gennaio 1918
- Data morte: 5 Luglio 1943
- Vittorie: 21
- Forza aerea: Regia Aeronautica
- Bibliografia – Riferimenti:
- Giovanni Massimello, Giorgio Apostolo: Gli assi italiani della seconda guerra mondiale. Libreria Editrice Goriziana (2012) Editore ISBN: 978-88-6102-117-4
- Wikipedia
