Adolf Joseph Ferdinand Galland, nato il 19 marzo 1912 a Westerholt in Westfalia, è stato uno dei piloti e comandanti più noti della Luftwaffe nella Seconda Guerra Mondiale. Ottenne 104 vittorie aeree confermate in 705 missioni di combattimento, tutte contro forze occidentali, sopravvisse a quattro abbattimenti e fu il più giovane generale delle forze armate tedesche, nominato General der Jagdflieger a soli 29 anni. Figura controversa all’interno del comando della Luftwaffe per i frequenti contrasti con Hermann Göring, Galland concluse la guerra al comando del Jagdverband 44, l’unità d’élite equipaggiata con i caccia a reazione Messerschmitt Me 262.
Giovinezza e formazione
La famiglia Galland discendeva da ugonotti francesi emigrati in Germania nel 1792 per sfuggire alle persecuzioni religiose. Il padre, Adolf Galland senior, era amministratore dei possedimenti del conte von Westerholt, carica tradizionalmente ricoperta dai Galland da generazioni. Adolf junior era il secondo di quattro fratelli, tutti destinati a diventare piloti: Fritz il maggiore, Adolf, Wilhelm-Ferdinand e Paul, il più giovane. Due dei fratelli caddero in combattimento durante la guerra: Paul, con 17 vittorie, fu abbattuto e ucciso da uno Spitfire il 31 ottobre 1942; Wilhelm-Ferdinand, con 54 vittorie all’attivo, morì il 17 agosto 1943. L’interesse per il volo nacque presto. Nel 1927 un club di appassionati di aviazione costruì un campo di volo a vela a Borkenberge, sulla brughiera che faceva parte della tenuta di Westerholt; il giovane Galland, a quindici anni, percorreva trenta chilometri a piedi o su un carro trainato da cavalli per partecipare alle attività, finché il padre non gli comprò una motocicletta. All’età di diciannove anni era già brevettato aliantista. Nel 1932, dopo la maturità al ginnasio di Buer, superò la severissima selezione per entrare alla Deutsche Verkehrsfliegerschule (DVS) di Braunschweig, una scuola di aviazione civile finanziata dalla Lufthansa che in realtà, sotto le limitazioni imposte dal trattato di Versailles, serviva ad addestrare clandestinamente i futuri piloti militari. Galland fu uno dei venti candidati ammessi a fronte di oltre quattromila domande. L’addestramento non fu privo di incidenti. Durante un volo di formazione Galland si schiantò restando tre giorni in coma, con frattura cranica, naso rotto e una lesione all’occhio destro che ne ridusse permanentemente la vista. Un secondo incidente, al comando di un Arado Ar 68, aggravò il danno oculare. Per non essere dichiarato inabile al volo nelle visite mediche periodiche, Galland imparò a memoria la tavola ottica standard, riuscendo così a superare tutti i successivi esami. Completò l’addestramento avanzato a Grottaglie, in Italia, e nel febbraio 1934 fu ufficialmente trasferito alla nascente Luftwaffe. Dopo un periodo come istruttore alla Jagdfliegerschule clandestina di Schleissheim, presso Monaco, nel 1935, anno della proclamazione ufficiale della Luftwaffe, fu assegnato al Jagdgeschwader 2 Richthofen.
La Guerra Civile Spagnola
Promosso Oberleutnant nell’agosto 1937, Galland si offrì volontario per la Legione Condor, il contingente tedesco inviato a sostegno delle forze nazionaliste di Francisco Franco. Dal 27 luglio 1937 al 24 maggio 1938 fu Staffelkapitän della 3. Staffel del Jagdgruppe 88, emblema Topolino (Micky-Maus), da cui ebbe origine l’insegna personale che Galland avrebbe portato sui suoi aerei per tutta la carriera. Volò in circa 300 missioni di attacco al suolo sui biplani Heinkel He 51, ormai sorpassati dai moderni caccia monoplani sovietici I-15 e I-16 forniti ai repubblicani. L’obsolescenza del mezzo e la natura delle missioni non consentirono a Galland di ottenere vittorie aeree in Spagna. Fu in Spagna che Galland sviluppò lo stile personale che lo caratterizzò per tutta la carriera: volava con il sigaro tra i denti, a volte in costume da bagno per il caldo, e fece dipingere Topolino sul muso dell’aereo. L’insegna, originariamente introdotta dal suo predecessore Oberleutnant Douglas Pitcairn, fu adottata dalla sua Staffel e Galland la mantenne come simbolo personale. Alla domanda sul perché di quella scelta rispose, anni dopo, con semplicità: “Mi piace Topolino. Mi è sempre piaciuto”. Sostituito alla guida della 3. Staffel da Werner Mölders, rientrò in Germania nel maggio 1938. Per il contributo fornito nel supporto alle forze franchiste ricevette, il 6 giugno 1939, la Spanienkreuz in Gold mit Brillanten dalle mani dello stesso Franco.
La campagna di Polonia e la transizione alla caccia
Rientrato in patria, Galland fu assegnato al Ministero dell’Aria, dove elaborò un’approfondita relazione sulle tecniche di attacco al suolo che sarebbe poi divenuta la base della dottrina Luftwaffe in questo ruolo per l’intero conflitto. Il lavoro di scrivania non lo entusiasmava: nella primavera del 1939, dopo aver addestrato due nuovi stormi di Schlachtflieger per l’occupazione dei Sudeti, ottenne il comando di una Staffel nel II(Schlacht)/Lehrgeschwader 2. Allo scoppio della guerra, Galland prese parte alla campagna di Polonia sui biplani Henschel Hs 123, effettuando fino a quattro missioni al giorno in appoggio alle truppe di terra nella prima grande applicazione delle teorie di cooperazione aria-terra che egli stesso aveva formalizzato. Per questi servizi ottenne la Eisernes Kreuz di I e II classe e la promozione a Hauptmann il 1° ottobre 1939. Insoddisfatto del ruolo di pilota d’attacco, Galland insistette ripetutamente per essere trasferito nella caccia. Secondo i suoi stessi ricordi, dichiarò di soffrire di reumatismi, condizione incompatibile con la cabina aperta dell’Hs 123, per ottenere il cambio di specialità. L’insistenza ebbe successo: nel febbraio 1940 fu assegnato allo Jagdgeschwader 27 come aiutante di stormo presso il colonnello Max Ibel, incarico cui fu affidato proprio in virtù della sua esperienza amministrativa.
La Battaglia di Francia
Durante la campagna di Francia, formalmente limitato al ruolo di aiutante e con poche autorizzazioni a volare, Galland si aggregò ai combattimenti in modo semiclandestino, strategia che Ibel tollerò volentieri. Ottenne la sua prima vittoria aerea il 12 maggio 1940, a ovest di Liegi, quando con il tenente Gustav Rödel attaccò una formazione di otto Hawker Hurricane della RAF, abbattendone due. Nella stessa giornata si aggiudicò un terzo Hurricane. Al termine della campagna il suo punteggio era salito a 14 vittorie, tra Hurricane, Curtiss Hawk, Morane e bombardieri Bristol Blenheim. Dopo la caduta della Francia fu trasferito allo Jagdgeschwader 26 Schlageter, unità con la quale sarebbe rimasto profondamente identificato, con l’incarico di comandante del III Gruppe. Alla sua prima missione con la nuova unità, all’alba della Battaglia d’Inghilterra, ottenne due vittorie.
La Battaglia d’Inghilterra e il comando dello JG 26
Promosso Major il 18 luglio 1940 e decorato con la Ritterkreuz il 29 luglio 1940 per 17 vittorie, Galland assunse il 22 agosto 1940 il comando dello Jagdgeschwader 26, succedendo a Gotthard Handrick (che aveva conosciuto in Spagna) in virtù di una politica di ringiovanimento dei comandi voluta da Göring. L’unità era schierata nel Passo di Calais, da dove poteva intercettare i bombardieri britannici e scortare i raid della Luftwaffe su Londra e sul sud-est dell’Inghilterra. Ai suoi ordini lo JG 26 utilizzò i Messerschmitt Bf 109 nelle varianti E e poi F. La Ritterkreuz con Eichenlaub arrivò il 24 settembre 1940, dopo la 40ª vittoria; Galland fu ricevuto a Berlino il 25 settembre da Adolf Hitler in persona per la presentazione dell’onorificenza. Il 1° novembre 1940, raggiunta la 50ª vittoria, fu promosso Oberstleutnant; il 5 dicembre, con la sua 57ª vittoria, superò brevemente Mölders diventando il pilota tedesco più vittorioso della guerra fino a quel momento. Durante la battaglia la sua unità fu investita dalla polemica sulla tattica di scorta ravvicinata voluta da Göring. Il Reichsmarschall, preoccupato dalle perdite dei bombardieri, aveva ordinato che i Bf 109 volassero abbastanza vicino agli Heinkel He 111 e ai Dornier Do 17 da essere visti dagli equipaggi. Galland ne criticò apertamente la validità, sostenendo che la tattica privava i caccia della loro principale arma, la velocità, e li rendeva prede facili per gli intercettori della RAF. In un celebre scambio con Göring, che gli chiedeva di che cosa avesse bisogno la sua unità, Galland avrebbe risposto “uno stormo di Spitfire“; l’aneddoto, sebbene molto ripetuto, è stato ridimensionato dallo stesso Galland in interviste successive, pur senza essere mai smentito del tutto. Un tratto distintivo del suo Bf 109 personale era legato alla sua predilezione per i sigari. Galland ne consumava fino a venti al giorno ed era il solo pilota della Luftwaffe ad avere sul cruscotto del proprio aereo un accendino elettrico e un portasigaro ricavato a fianco del pannello strumenti, utilizzabile anche quando volava con la maschera per l’ossigeno. Sul muso dell’apparecchio campeggiava Topolino con pistola e accetta nelle due mani e un grosso sigaro acceso in bocca, evoluzione gentilmente satirica dell’insegna spagnola.

Di B. Huber at German Wikipedia.(Original text: Björn Huber) – CC BY-SA 2.0 de
Il 1941: dalle Foglie di Quercia ai Diamanti
Nel 1941 lo JG 26 rimase schierato in Francia mentre la gran parte della Luftwaffe veniva dirottata sul fronte orientale per l’invasione dell’Unione Sovietica. Galland dichiarò apertamente di invidiare l’amico Mölders, impegnato a est, mentre lui fronteggiava le offensive della RAF sulla costa francese. Il 1° maggio 1941 lo Schlageter festeggiò la sua 500ª vittoria di gruppo. Il 21 giugno 1941 Galland visse una delle giornate più drammatiche della sua carriera. Nella mattinata la sua unità intercettò una formazione di Blenheim del 226º Squadron che colpiva Saint-Omer: Galland ne abbatté due (le sue vittorie n. 68 e 69), ma fu colpito dalla scorta di Spitfire, con i radiatori alari perforati; costretto a un atterraggio di fortuna, fu recuperato da un aereo di collegamento e ricondotto sulla base dello JG 26. Dopo un pranzo veloce ridecollò nel pomeriggio per intercettare un nuovo raid a sudest di Boulogne, abbattendo un nuovo Spitfire del 611º Squadron. Attardatosi a osservare la preda, ignorò un secondo Spitfire del 145º Squadron, pilotato dal sergente R. J. C. Grant, che lo mitragliò ripetutamente. Con l’aereo in fiamme, la fusoliera devastata e ferite alla testa e al braccio, Galland tentò di lanciarsi, ma il tettuccio era bloccato; aprendolo solo dopo ripetuti colpi, rimase impigliato con la bretella del paracadute all’antenna radio e fu trascinato a terra insieme al Bf 109 in caduta, liberandosi solo pochi secondi prima dell’impatto. Con una caviglia malamente distorta fu soccorso da contadini francesi. Era stato abbattuto due volte nello stesso giorno ed era sopravvissuto. Durante la degenza in ospedale gli fu comunicato che le 69 vittorie gli avevano fruttato la Ritterkreuz con Eichenlaub und Schwertern: fu il primo militare tedesco a ricevere la decorazione di nuova istituzione. Solo undici giorni dopo, il 2 luglio 1941, un colpo di cannone da 20 mm di un bombardiere attraversò la cabina del suo Bf 109 durante un nuovo scontro: Galland si salvò grazie a una piastra corazzata installata nei giorni precedenti, benché avesse inizialmente rimproverato il meccanico Gerhard Meyer per quella modifica perchè aveva sbattuto la testa contro il tettuccio entrando nell’abitacolo. Al ritorno, lo stesso meccanico ricevette una pacca affettuosa sulla spalla. Il 9 agosto 1941, durante un combattimento sulla Francia occupata, il famoso asso britannico Wing Commander Douglas Bader, comandante del Tangmere Wing, fu abbattuto ed effettuò un atterraggio di emergenza con il suo Supermarine Spitfire. Bader volava con delle protesi: aveva perso entrambe le gambe in un incidente nel 1931 ma era tornato a volare. Nel lanciarsi dall’abitacolo, una delle sue gambe artificiali rimase impigliata nei comandi. Catturato e ricoverato all’ospedale di Saint-Omer, Bader fu ricevuto da Galland nella base dello JG 26 ad Audembert. Durante una cordiale conversazione Bader chiese, a mezza voce, se non gli fosse permesso di fare “un giro dell’aeroporto” con un Bf 109; Galland rispose che, se glielo avesse concesso, si sarebbe trovato costretto a inseguirlo. Lo stesso Galland trasmise alla RAF, via Croce Rossa, la notizia della gamba mancante, ottenendo da Göring il permesso di far recapitare una protesi di ricambio per via aerea. Il 19 agosto 1941 un Blenheim della RAF, nell’ambito dell’operazione Circus 81 battezzata dagli inglesi Operation Leg, paracadutò sul campo di Saint-Omer una protesi di ricambio. I Blenheim proseguirono poi verso la centrale elettrica di Gosnay per completare la missione di bombardamento, il che irritò non poco il comando tedesco. L’episodio, ampiamente celebrato come esempio di cavalleria residua tra i due schieramenti, segnò l’inizio di un’amicizia tra Galland e Bader che sarebbe durata oltre quarant’anni. A fine novembre 1941, con 96 vittorie ufficiali, Galland venne richiamato dal fronte. Nel giro di pochi giorni Ernst Udet, il pluridecorato asso della Prima Guerra Mondiale e direttore dell’Ufficio Tecnico della Luftwaffe, si era suicidato (17 novembre 1941); Werner Mölders, successore di Udet come General der Jagdflieger, era morto in un incidente aereo il 22 novembre mentre si recava ai funerali di Udet. Göring designò Galland alla successione.
General der Jagdflieger
Nominato General der Jagdflieger nel novembre 1941 all’età di 29 anni, Galland diventò il più giovane generale delle forze armate tedesche e il più giovane di qualsiasi schieramento nel corso della guerra. Pochi giorni dopo, il 28 gennaio 1942, ricevette la Ritterkreuz con Eichenlaub, Schwertern und Brillanten: i Diamanti, la più alta onorificenza militare tedesca, gil secondo a riceverla dopo Mölders. Fu promosso Generalmajor il 19 novembre 1942, sempre come più giovane generale della Wehrmacht, e Generalleutnant nel 1944. La funzione di General der Jagdflieger era di tipo ispettivo: Galland era responsabile dell’addestramento, della dottrina operativa e della pianificazione d’impiego della caccia della Luftwaffe, ma non esercitava un comando operativo diretto e, per direttiva esplicita, gli era vietato volare in missioni di combattimento. Un primo importante successo nel nuovo incarico fu il coordinamento della copertura aerea per la Operation Donnerkeil, la componente Luftwaffe dell’operazione Cerberus (nota in Inghilterra come Channel Dash), con cui tra l’11 e il 13 febbraio 1942 le corazzate Scharnhorst e Gneisenau e l’incrociatore pesante Prinz Eugen attraversarono il Canale della Manica da Brest verso porti tedeschi eludendo la RAF. Negli anni successivi Galland viaggiò incessantemente tra i fronti, visitando le basi della caccia in Russia, Ucraina, Francia, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Nord Africa e Balcani. In questa veste provò anche il prototipo del Messerschmitt Me 262, del quale divenne uno dei più convinti sostenitori, con la celebre osservazione che “era come se lo spingessero gli angeli”.
I contrasti con Göring e la “Rivolta dei piloti da caccia”
I rapporti con Göring, inizialmente improntati a una certa cordialità, si deteriorarono progressivamente con l’aggravarsi della situazione della Luftwaffe. Galland era convinto che la difesa del Reich dovesse basarsi su una strategia basata sulla “profondità”, nella quale i bombardieri alleati sarebbero stati intercettati da successive ondate di caccia lungo tutto il percorso fino all’obiettivo. Göring imponeva invece una difesa perimetrale rigida e pretendeva il contrasto di ogni singolo raid con il massimo delle forze disponibili, indipendentemente dalle dimensioni della scorta avversaria. Le divergenze si manifestarono platealmente a partire dall’estate del 1943, quando Galland presentò a Göring rottami di caccia statunitensi abbattuti presso Aquisgrana come prova concreta del fatto che la caccia d’appoggio della USAAF stava cominciando a raggiungere lo spazio aereo tedesco. Göring definì il rapporto “le farneticazioni di un disfattista esaurito” e ordinò a Galland di considerare ufficialmente che nessun caccia alleato aveva oltrepassato il confine tedesco. La tensione si manifestò in più occasioni. Durante una riunione particolarmente accesa con il Reichsmarschall, Galland si sfilò una dopo l’altra tutte le decorazioni che portava sulla divisa, le depositò sul tavolo e uscì dalla stanza. Si aspettava la corte marziale, ma la punizione non arrivò, forse per l’intervento diretto di Hitler. Nel settembre 1944 Hitler rescisse l’ordine che imponeva l’uso dell’Me 262 come cacciabombardiere, consentendone finalmente l’impiego come intercettore, strada che Galland aveva sostenuto fin dall’inizio. Nel gennaio 1945 Galland organizzò, insieme ad altri comandanti della caccia tra cui Johannes Steinhoff e Günther Lützow, una riunione con Göring che sarebbe passata alla storia come Fighter Pilots’ Revolt (Rivolta dei piloti da caccia), nella quale gli ufficiali presentarono un documento di critiche alla conduzione della guerra aerea da parte del comando supremo. Göring reagì con durezza: sospettò che Galland fosse l’istigatore e Heinrich Himmler ne chiese formalmente il processo per tradimento, che Hitler però rifiutò. Il 23 gennaio 1945 Galland fu rimosso dall’incarico di General der Jagdflieger e sostituito dal più politicamente allineato Gordon Gollob.
Il Jagdverband 44 e l’ultima battaglia
A quel punto, per iniziativa di Hitler, Galland ricevette l’ordine di costituire un’unità sperimentale di jet: il Jagdverband 44 (JV 44), formalizzato il 22 febbraio 1945. L’obiettivo dichiarato era dimostrare il potenziale dell’Me 262; l’obiettivo implicito, secondo Galland stesso, era di toglierlo di mezzo inviandolo in una unità destinata a subire perdite probabilmente letali. Con base iniziale a Brandenburg-Briest, poi a Monaco-Riem, il JV 44 reclutò una straordinaria concentrazione di assi: Steinhoff fu nominato ufficiale operativo, Heinrich Bär, Erich Hohagen, Klaus Neumann, Walter Krupinski e Günther Lützow si unirono al reparto, che venne presto soprannominato Der Galland-Zirkus (il Circo di Galland). Per proteggere gli Me 262 durante le fasi vulnerabili del decollo e dell’atterraggio fu costituito uno speciale reparto di scorta basata a terra (Platzschutzstaffel) equipaggiata con Fw 190 D-9 e D-11, al comando del tenente Heinz Sachsenberg. Le operazioni del JV 44 iniziarono il 31 marzo 1945 e durarono poco più di un mese. L’unità ottenne circa 47 abbattimenti con un rapporto perdite favorevole di quattro a uno, in una fase in cui la superiorità aerea alleata sull’intero Reich era ormai schiacciante. Galland, che aveva ripreso il volo di combattimento in virtù della sua nuova posizione, ottenne sette vittorie sul Me 262. La sua ultima missione avvenne il 26 aprile 1945. A mezzogiorno Galland decollò da Monaco-Riem alla testa di una formazione di Me 262 armati con razzi R4M per intercettare i Martin B-26 Marauder del 17º Bombardment Group statunitense, diretti verso i depositi di Lechfeld e Schrobenhausen. Nel corso di cinque passaggi di fuoco il JV 44 devastò la formazione abbattendo cinque bombardieri. Galland colpì un B-26 che esplose in fiamme, poi fu attaccato dalla scorta di caccia North American P-51 Mustang (alcune fonti indicano anche Republic P-47 Thunderbolt); entrambi i motori del suo Me 262 furono colpiti, frammenti metallici entrarono nella cabina e si conficcarono nel ginocchio del pilota, mentre i comandi divennero parzialmente inoperativi. Galland riuscì comunque ad atterrare a Riem, dove l’aereo fu distrutto a terra dagli attacchi dei caccia alleati. La 104ª vittoria fu l’ultima della sua carriera. Il comando del JV 44 passò ad Heinrich Bär. Ricoverato in ospedale, Galland si dimise dal ricovero per trasferirsi a Tegernsee, da dove pianificò la resa dell’unità alle forze statunitensi, preoccupato che i piloti e gli Me 262 finissero in mano sovietica o fossero distrutti dalle SS. Il 1° maggio preparò una richiesta formale di resa al comando del generale Eisenhower, che fu portata dietro le linee americane a Schleissheim da due ufficiali in un Fieseler Fi 156 Storch. Il 3 maggio il comando superiore ordinò il trasferimento del JV 44 a Praga per continuare la resistenza, ma Bär decise di restare in zona di Salisburgo. Il 4 maggio 1945, con gli americani ormai vicini, i restanti Me 262 del JV 44 furono distrutti inserendo granate nelle prese d’aria dei motori. Galland si arrese alle forze americane il giorno seguente.
Il dopoguerra: dall’Argentina al ritorno in Germania
Il 14 maggio 1945 Galland fu trasferito in Inghilterra e sottoposto a prolungati interrogatori da parte della RAF sull’organizzazione della Luftwaffe, sulle tecniche di combattimento a reazione e sulle dottrine operative. Rimpatriato il 24 agosto 1945, fu quindi rinviato in Inghilterra il 7 ottobre dello stesso anno per ulteriori interrogatori, che durarono fino alla sua liberazione definitiva il 28 aprile 1947. A seguito della liberazione, gli fu vietato di volare. Si trasferì nello Schleswig-Holstein, dove trovò lavoro come guardia forestale e si dedicò alla caccia, integrando le magre razioni con la vendita della selvaggina. L’incontro con Kurt Tank, il progettista del Fw 190, cambiò il corso della sua vita postbellica: Tank era stato invitato dal governo argentino di Juan Perón a sviluppare un caccia a reazione nazionale e propose a Galland di unirsi al progetto come pilota collaudatore. Nell’ottobre 1948 Galland si imbarcò a Genova sulla nave Andrea C, con un passaporto fornito dalla Croce Rossa Internazionale e il biglietto pagato dal consolato argentino, sotto il nome di Rolf Jaeger. In Argentina Galland divenne consulente della Fuerza Aérea Argentina, sviluppando programmi di addestramento e di dottrina operativa. Provò i Gloster Meteor acquistati dal governo argentino e collaborò allo sviluppo del caccia a reazione Pulqui II, derivato dal progetto tedesco Ta 183. Le tecniche operative introdotte da Galland sarebbero rimaste in uso nell’aeronautica argentina ancora decenni più tardi, fino alla guerra delle Falkland del 1982. Tornato in Germania nel 1955, Galland avviò a Bonn nel 1957 una propria società di consulenza aeronautica. Fu considerato per un certo periodo come possibile comandante della nuova Bundesluftwaffe, ma l’incarico andò a Josef Kammhuber; la lunga assenza in Argentina e i rapporti con il regime di Perón sembrano aver pesato sulla decisione. Galland divenne comunque una presenza fissa nei grandi raduni aviatori internazionali, collaborò come consulente tecnico al film La battaglia d’Inghilterra di Guy Hamilton (1969) e alla serie documentaristica britannica The World at War (1973). Mantenne amicizie profonde con ex avversari come Douglas Bader e Robert Stanford Tuck; quando Bader morì nel 1982, Galland interruppe un viaggio d’affari in California per partecipare alla commemorazione a Londra. Galland pubblicò nel 1953 la sua autobiografia Die Ersten und die Letzten (I primi e gli ultimi), tradotta in numerose lingue. Adolf Galland morì di arresto cardiaco il 9 febbraio 1996 a Remagen-Oberwinter, all’età di 83 anni. È sepolto nel cimitero della chiesa di San Lorenzo (Sankt Laurentius) della stessa località.
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 19 Marzo 1912
- Data morte: 9 Febbraio 1996
- Vittorie: 104
- Forza aerea: Luftwaffe
- Decorazioni
- Spanienkreuz in Gold mit Brillanten (Croce di Spagna in oro con Diamanti), 6 giugno 1939
- Eisernes Kreuz II. Klasse (Croce di Ferro di II classe), 1939
- Eisernes Kreuz I. Klasse (Croce di Ferro di I classe), 1939
- Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro), 29 luglio 1940, per la 17ª vittoria
- Ritterkreuz mit Eichenlaub (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia), 24 settembre 1940, per la 40ª vittoria, terzo insignito
- Ritterkreuz mit Eichenlaub und Schwertern (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia e Spade), 21 giugno 1941, per la 69ª vittoria, primo insignito in assoluto
- Ritterkreuz mit Eichenlaub, Schwertern und Brillanten (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia, Spade e Diamanti), 28 gennaio 1942, per la 94ª vittoria, secondo insignito dopo Werner Mölders
- Ehrenpokal der Luftwaffe (Coppa d’Onore della Luftwaffe)
- Deutsches Kreuz in Gold (Croce Tedesca in Oro)
- Flugzeugführerabzeichen (Distintivo di Pilota)
- Flugzeugführerabzeichen mit Brillanten (Distintivo di Pilota con Diamanti)
- Frontflugspange für Jäger in Gold mit Anhänger (Fermaglio di Combattimento per Cacciatori in Oro con pendente)
- Bibliografia – Riferimenti:
- Walter A. Musciano: Messerschmitt Aces Aero Pub. Inc. 1986 ISBN: 0830683798
- Wikipedia
