Mario Visintini abbatté sedici aerei nemici sui cieli dell’Africa Orientale tra il 1940 e il 1941, tutti ai comandi di un Fiat CR.42 Falco. Fu l’asso dei biplani più vittorioso della Seconda Guerra Mondiale, eppure il suo nome compare raramente nelle storie dell’aviazione. Piloti come lui, che combatterono su macchine già tecnologicamente superate all’inizio del conflitto, occupano una nicchia dimenticata dalla storiografia mainstream. Håkan’s Aviation Page colma questa lacuna da oltre vent’anni.
Il sito nasce dalla passione di Håkan Gustavsson, ricercatore svedese che ha trasformato un interesse personale in un progetto di documentazione sistematica. La credibilità del lavoro è confermata dalla produzione editoriale: Gustavsson ha co-firmato quattro volumi con lo storico italiano Ludovico Slongo, pubblicati da Osprey Publishing. Tra questi spiccano Fiat CR.42 Aces of World War 2 e i due volumi di Desert Prelude, dedicati alle operazioni aeree in Nord Africa. Non si tratta dunque di un semplice appassionato, ma di un ricercatore che ha sottoposto il proprio lavoro al vaglio di editori accademici.
Il cuore del sito è la sezione dedicata agli assi dei biplani, organizzata per nazionalità. I piloti italiani occupano uno spazio significativo, riflettendo il ruolo centrale che la Regia Aeronautica ebbe nell’impiego bellico dei caccia biplani. Il CR.42 Falco, il CR.32 e il Ro.44 furono utilizzati in combattimento dall’Africa Orientale al Mediterraneo, dalla battaglia d’Inghilterra alla Grecia. Ma il sito documenta anche gli assi finlandesi sui Gloster Gladiator, i sovietici sui Polikarpov I-153, i britannici che volarono sugli ultimi Gladiator a Malta e in Medio Oriente.
Ogni scheda biografica segue un formato rigoroso. Oltre ai dati anagrafici e alla carriera militare, il sito riporta un registro dettagliato delle vittorie: data, località, tipo di aereo abbattuto, circostanze del combattimento. L’elemento che distingue questo lavoro dalla maggior parte delle fonti disponibili è il tentativo sistematico di incrociare le rivendicazioni con le perdite documentate dalla parte avversaria. Quando un pilota italiano dichiara di aver abbattuto un Hurricane, Gustavsson verifica se quel giorno risultano effettivamente Hurricane perduti nel settore indicato. Questo approccio critico ridimensiona talvolta i totali tradizionalmente attribuiti, ma conferisce alle informazioni una solidità rara.
La sezione dedicata alle operazioni aeree contestualizza le vittorie individuali all’interno dei grandi scontri. Le battaglie nei cieli della Finlandia durante la Guerra d’Inverno, le operazioni in Africa Orientale, i combattimenti sopra Malta e il deserto nordafricano sono documentati con attenzione alle fonti primarie di entrambi gli schieramenti.
Un capitolo a parte meritano gli aviatori volontari svedesi, argomento che riflette la nazionalità dell’autore. La Svezia, pur neutrale, vide numerosi suoi cittadini arruolarsi nelle forze aeree di vari paesi belligeranti. Questa sezione rappresenta probabilmente la documentazione più completa disponibile in rete sull’argomento.
Il sito include anche una rassegna dei biplani da caccia impiegati nel conflitto, con schede tecniche e storie operative. La sezione link rimanda ad altre risorse affidabili, mentre un blog collegato ospita approfondimenti, segnalazioni di nuove pubblicazioni e discussioni su temi ai margini della ricerca principale.
L’interfaccia grafica è spartana, fedele all’estetica del web degli anni Novanta. La navigazione richiede qualche clic in più rispetto ai siti moderni, ma la struttura logica compensa l’assenza di fronzoli. Gli aggiornamenti sono costanti: il sito è attivo dal 2003 e continua a essere implementato con nuove informazioni e correzioni.
Per chi studia l’aviazione italiana, Håkan’s Aviation Page offre materiale difficilmente reperibile altrove. Le schede degli assi del CR.42 integrano e talvolta correggono le fonti italiane, grazie all’accesso a documentazione britannica e del Commonwealth. La collaborazione con ricercatori italiani come Ludovico Slongo garantisce che le fonti nostrane non siano trascurate.
Il sito è interamente in lingua inglese.
