The National WWII Museum

di redazione
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The National WWII Museum

Nel 1964 Dwight Eisenhower, ormai ex presidente, disse allo storico Stephen Ambrose che Andrew Higgins, l’inventore delle barche da sbarco LCVP, era “l’uomo che ha vinto la guerra per noi”. Quelle imbarcazioni erano state progettate, testate e costruite proprio nella città natale di Ambrose: New Orleans. Da quella conversazione nacque l’idea di un museo che avrebbe impiegato decenni a realizzarsi.

Il National WWII Museum aprì il 6 giugno 2000, nel 56° anniversario del D-Day, come National D-Day Museum. Nel 2003 il Congresso degli Stati Uniti lo designò museo nazionale ufficiale della Seconda Guerra Mondiale, ampliandone la missione dall’iniziale focus sullo sbarco in Normandia all’intera esperienza americana nel conflitto. Oggi il museo è affiliato allo Smithsonian Institution ed è la principale attrazione turistica di New Orleans.

Il campus si estende su oltre due ettari nel Central Business District della città, lungo Andrew Higgins Drive. Sei padiglioni ospitano le esposizioni permanenti, organizzate per seguire cronologicamente e tematicamente la guerra.

Il Louisiana Memorial Pavilion, l’edificio originale ricavato da un ex birrificio del 1888, presenta l’esposizione sul D-Day e sulla Home Front americana, oltre all’esperienza immersiva del vagone ferroviario che simula la partenza dei soldati verso la guerra. Nel grande atrio sono sospesi uno Spitfire e un Douglas C-47 Skytrain.

L’US Freedom Pavilion: The Boeing Center, inaugurato nel 2013, è l’edificio più grande del complesso e ospita la collezione aeronautica principale. Tra i velivoli esposti: il B-17E “My Gal Sal” (perso in Groenlandia e recuperato 53 anni dopo), un B-25J Mitchell, un SBD-3 Dauntless, un TBF Avenger, un P-51D Mustang e un Corsair F4U-4. Il padiglione include anche la “Final Mission: USS Tang Submarine Experience”, un’esperienza interattiva che riproduce l’ultima pattuglia del sottomarino più efficace della Marina americana.

Il Campaigns of Courage Pavilion, aperto tra il 2014 e il 2015, presenta due percorsi paralleli: “Road to Berlin” sul teatro europeo e “Road to Tokyo” sulla campagna del Pacifico. Un Messerschmitt Bf 109 è appeso nell’edificio.

Il Liberation Pavilion, l’espansione più recente inaugurata nel 2023 dopo ritardi dovuti alla pandemia, esplora i significati della liberazione e della libertà, l’Olocausto (con una sezione dedicata ad Anna Frank), il dopoguerra e l’impatto duraturo del conflitto sul mondo contemporaneo.

La collezione del museo comprende oltre 250.000 artefatti: uniformi alleate e dell’Asse, armi, veicoli, medaglie, diari, lettere, opere d’arte, fotografie e cimeli di ogni tipo. Solo una piccola percentuale è esposta; il resto è conservato per la ricerca e le future esposizioni. Tra i pezzi più significativi figura la PT-305, una motosilurante costruita a New Orleans dalla Higgins Industries nel 1943 e completamente restaurata da volontari, oggi visitabile e occasionalmente operativa.

Il cuore documentario del museo è la collezione di testimonianze orali, iniziata dallo stesso Stephen Ambrose quando insegnava all’Università di New Orleans. Ambrose raccoglieva interviste ai veterani per i suoi libri, invitando anche i reduci a registrare le proprie memorie su audiocassette da spedirgli. Questa raccolta embrionale è diventata un archivio di oltre 9.000 testimonianze personali, tra interviste video in alta definizione, registrazioni audio, trascrizioni, diari e memorie scritte. La collezione fotografica conta circa 100.000 immagini, dalle foto ufficiali dell’esercito agli scatti personali con le Kodak Brownie.

Il sito web del museo (nationalww2museum.org) offre un’ampia gamma di risorse online. La sezione “From the Collection” presenta articoli che approfondiscono singoli artefatti. La piattaforma ww2online.org permette di esplorare le collezioni digitali, cercare tra le testimonianze orali e le fotografie. Le interviste, indicizzate con un vocabolario controllato specifico per la Seconda Guerra Mondiale, sono consultabili gratuitamente; la visione completa delle registrazioni video richiede l’acquisto.

Il Jenny Craig Institute for the Study of War and Democracy coordina la ricerca accademica del museo. L’International Conference on World War II, organizzata annualmente, riunisce storici da tutto il mondo su temi specifici. Nel 2024 il simposio si è concentrato sulle donne in servizio durante la guerra. Il museo produce anche webinar regolari su argomenti che spaziano dalla Kristallnacht all’internamento dei giapponesi americani, dalla storia dei campi di sterminio alle lettere di Bob Hope ai soldati.

L’esperienza cinematografica “Beyond All Boundaries”, proiettata nel Solomon Victory Theater, è un viaggio in 4D attraverso la guerra narrato con effetti speciali immersivi. Il Priddy Family Freedom Theater ospita proiezioni tematiche a rotazione.

Per i visitatori che desiderano approfondire, il museo offre tour esclusivi con curatori che mostrano artefatti normalmente non esposti. L’Higgins Hotel & Conference Center, l’hotel ufficiale del museo costruito in stile art déco, offre anche spettacoli serali con le Victory Belles, un trio vocale che esegue musica degli anni Quaranta.

Il museo sta continuando a espandersi: nel 2025 è iniziata la costruzione del Floyd Education and Collections Pavilion, che ospiterà un centro di progettazione mostre, veicoli storici attualmente in deposito esterno e il Sanderson Leadership Center per programmi formativi ispirati alle lezioni della guerra.

Il sito web è interamente in lingua inglese.

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