HMS Indomitable

di redazione
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HMS Indomitable 1943

La Indomitable fu la quarta unità del programma Illustrious e l’unica realizzata su un progetto rivisto, con due hangar sovrapposti invece di uno solo. Entrò in servizio il 10 ottobre 1941 e nei quattro anni successivi operò nell’Oceano Indiano, in Madagascar, nel Mediterraneo e infine nel Pacifico con la British Pacific Fleet. Fu messa fuori combattimento due volte, dalle bombe tedesche durante l’operazione Pedestal nell’agosto 1942 e da un siluro italiano al largo della Sicilia nel luglio 1943, e due volte rientrò in linea.

Il progetto e la costruzione

Impostata il 10 novembre 1937 nei cantieri Vickers-Armstrongs di Barrow-in-Furness, la nave avrebbe dovuto essere la quarta unità della classe Illustrious, identica alle tre che l’avevano preceduta. L’Ammiragliato cambiò idea prima che la costruzione fosse troppo avanzata: trentatré aerei imbarcati, trentasei secondo altre fonti, erano pochi per uno scafo di quelle dimensioni, soprattutto a confronto con le portaerei americane e giapponesi dello stesso periodo.

La soluzione fu aggiungere un secondo hangar sotto il primo. Sulle Illustrious l’hangar non era un volume ricavato dentro lo scafo ma un cassone corazzato che faceva parte della struttura della nave, quindi sovrapporne due significava alzare il ponte di volo di oltre quattro metri, cioè spostare molto in alto un peso considerevole. Per restare entro limiti di stabilità accettabili si assottigliò la protezione verticale del cassone: le pareti degli hangar scesero da 114 a 38 mm, mentre il ponte di volo restò a 76 mm. L’hangar superiore risultò alto 4,26 metri e quello inferiore 4,87, e l’inferiore fu anche più corto, perché parte della lunghezza andò a officine e alloggi per i gruppi di volo aggiuntivi: gli aerei in più portano con sé uomini e ricambi in più.

Quando la costruzione era ormai prossima al termine i progettisti si accorsero che pareti da 38 mm non avrebbero fermato una bomba da 500 libbre, ma non c’era più tempo per intervenire. La nave fu varata il 26 marzo 1940 ed entrò in servizio il 10 ottobre 1941.

Caratteristiche tecniche

La Indomitable dislocava 23.200 tonnellate standard e 29.730 a pieno carico, con 230 metri di lunghezza, 29,2 di larghezza e 8,8 di immersione. Altre fonti indicano 23.000 tonnellate standard. L’apparato motore comprendeva sei caldaie Admiralty a tre corpi cilindrici e tre gruppi di turbine a ingranaggi Parsons su altrettanti assi, per 111.000 cavalli e una velocità massima di 30,5 nodi. Anche sull’autonomia le fonti divergono: 11.000 miglia a 14 nodi secondo alcune, 10.700 a 10 nodi secondo altre. I depositi contenevano circa 4.500 tonnellate di nafta e 75.110 galloni di benzina avio.

L’armamento era interamente antiaereo, come su tutte le portaerei britanniche del periodo: sedici cannoni da 114 mm in otto impianti binati, quarantotto pezzi da 40 mm in sei impianti ottupli e una decina di mitragliere Oerlikon da 20 mm in impianti singoli. Oltre alla protezione degli hangar la nave aveva una cintura da 114 mm, paratie di estremità degli hangar da 51 mm e un ponte di corridoio da 63 mm sopra i depositi munizioni. L’equipaggio contava 1.392 uomini all’entrata in servizio e superò i duemila nell’ultima fase della guerra, quando il gruppo di volo crebbe.

Il numero di aerei imbarcati va da quarantotto a cinquantasei, a seconda che si contino i soli velivoli ricoverabili negli hangar o anche quelli parcheggiati sul ponte di volo. In ogni caso la modifica raggiunse lo scopo, perché il gruppo di volo risultò di circa la metà più numeroso di quello delle tre unità precedenti.

L’incaglio in Giamaica e la Force Z

La nave lasciò il Regno Unito alla fine di ottobre del 1941 per la crociera di messa a punto nelle Indie Occidentali. Il 3 novembre, al largo di Kingston, toccò una formazione corallina e riportò danni alla carena che imposero un passaggio in bacino a Norfolk, in Virginia.

L’incidente le fece mancare l’appuntamento con la Force Z. Nei piani dell’Ammiragliato la Indomitable avrebbe dovuto raggiungere Singapore insieme alla Prince of Wales e alla Repulse, che il 10 dicembre 1941 furono affondate dagli aerosiluranti giapponesi senza alcuna copertura aerea. È uno dei episodi più discussi della guerra navale, e come tutti i controfattuali non ha risposta: la portaerei avrebbe portato con sé un gruppo di caccia imbarcati, ma se questo sarebbe bastato contro un attacco condotto da più squadriglie a bassa quota resta materia di opinione e non di documenti.

Il trasporto degli Hurricane e la Eastern Fleet

Riparata a Norfolk, la portaerei raggiunse l’Oceano Indiano nel gennaio del 1942. La sua prima missione operativa non fu un’azione di combattimento ma un trasporto: alla fine del mese imbarcò quarantotto Hawker Hurricane della RAF e li fece decollare verso gli aeroporti di Sumatra, nelle Indie Orientali Olandesi, per rinforzare le difese di Singapore. La base si arrese il 15 febbraio.

In aprile la nave era con la Eastern Fleet quando la forza portaerei giapponese dell’ammiraglio Nagumo entrò nell’Oceano Indiano. Gli inglesi tentarono l’intercettazione senza riuscirci, e la puntata giapponese costò loro la portaerei Hermes, gli incrociatori pesanti Cornwall e Dorsetshire e altre unità minori.

L’operazione Ironclad in Madagascar

Il mese successivo la Indomitable partecipò all’operazione Ironclad, lo sbarco britannico in Madagascar. La colonia era rimasta fedele al governo di Vichy e Londra temeva che i suoi ancoraggi finissero a disposizione dei sommergibili giapponesi, con conseguenze pesanti sulle rotte per l’India e per il Medio Oriente.

L’assalto cominciò il 5 maggio 1942 a Courrier Bay. Nella prima giornata gli aerei della portaerei attaccarono l’aeroporto di Arrachart distruggendo al suolo cinque caccia Morane-Saulnier M.S.406 e danneggiandone altri due, insieme a due ricognitori Potez 63.11. Il giorno seguente i biplani Fairey Albacore bombardarono le difese costiere mentre i caccia Fulmar e Sea Hurricane mitragliavano le posizioni francesi. Diego Suarez si arrese il 7 maggio. L’8 maggio il sommergibile francese Monge tentò di silurare la Indomitable e fu affondato dalle navi di scorta.

Un Hurricane decolla dalla Indomitable nel corso dell'operazione Pedestal
Un Hurricane decolla dalla Indomitable nel corso dell’operazione Pedestal

L’operazione Pedestal

In agosto la portaerei fu richiamata nel Mediterraneo per l’operazione Pedestal, il convoglio di quattordici mercantili che doveva rifornire Malta ormai allo stremo. La copertura aerea era affidata a tre portaerei, la Indomitable, la Victorious e la Eagle, quest’ultima silurata e affondata da un sommergibile tedesco l’11 agosto.

Il 12 agosto 1942 la Indomitable fu attaccata dagli Junkers Ju 87 dello Stukageschwader 3 e incassò due bombe da 500 chili, più tre quasi centri. Fu in quell’occasione che si vide il limite della protezione britannica: il ponte corazzato copriva il cassone degli hangar ma non le estremità prodiera e poppiera del ponte di volo, ed è attraverso quelle zone non protette che le bombe penetrarono. Sei ufficiali e quaranta marinai rimasero uccisi, settanta uomini furono feriti.

L’apparato motore rimase efficiente e poche ore dopo l’attacco la nave era di nuovo in grado di tenere 28,5 nodi, ma il ponte di volo era inservibile e i suoi aerei dovettero appoggiarsi alla Victorious. Le riparazioni furono eseguite al Gladstone Dock di Liverpool e si conclusero nel febbraio 1943.

Il siluramento durante l’operazione Husky

Nel luglio del 1943 la Indomitable era di nuovo nel Mediterraneo, questa volta a copertura dello sbarco in Sicilia. Il 16 luglio 1943 fu colpita da un siluro lanciato da un Savoia-Marchetti S.M.79 della 204ª Squadriglia del 41° Gruppo Aerosiluranti.

Il danno fu abbastanza serio da richiedere un ciclo di lavori molto più lungo di quello dell’anno precedente. La nave attraversò l’Atlantico e fu riparata negli Stati Uniti, tornando in mare per le prove solo il 10 aprile 1944: fra il siluro e il ritorno in linea passarono nove mesi, durante i quali la Royal Navy si trovò priva di una delle sue portaerei di squadra nel momento in cui cominciava a costituire la forza destinata al Pacifico.

Sumatra e le raffinerie di Palembang

Rientrata nella Eastern Fleet, fra agosto e settembre del 1944 la Indomitable colpì insieme alla Victorious obiettivi a Sumatra e nelle isole Nicobare. Il 20 dicembre attaccò Medan con la Illustrious e il 4 gennaio 1945 tornò sullo stesso obiettivo insieme alla Victorious e alla Indefatigable.

Il ciclo culminò nel gennaio 1945 con gli attacchi alle raffinerie di Palembang, condotti a grande distanza dalla flotta e contro obiettivi fortemente difesi. Erano missioni di un genere nuovo per la Fleet Air Arm, che fino ad allora aveva lavorato soprattutto contro naviglio e aeroporti.

La indomitable a Hong Kong, nel 1045
La indomitable a Hong Kong, nel 1045

La British Pacific Fleet e Okinawa

Nel 1945 la nave entrò a far parte della British Pacific Fleet, la formazione con cui la Royal Navy operò a fianco della flotta americana nelle fasi finali della guerra contro il Giappone. Il gruppo di volo era ormai interamente di costruzione americana: due squadroni di caccia Grumman Hellcat, il 1839 e il 1844, e uno di bombardieri Grumman Avenger, l’857.

Davanti a Okinawa la Indomitable ebbe due incontri ravvicinati con gli attacchi suicidi. Il 1 aprile 1945 un aereo giapponese mitragliò il ponte di volo uccidendo un uomo e ferendone altri sei, con danni superficiali. Il 4 maggio arrivò l’attacco vero: un caccia Zero si tuffò da sinistra con un angolo di circa sessanta gradi e colpì il ponte di volo a una decina di metri dall’isola. L’aereo rimbalzò sulla corazzatura, scivolò oltre il bordo poppiero di sinistra ed esplose in mare. Otto minuti più tardi un secondo velivolo, battuto dalle artiglierie della portaerei e del cacciatorpediniere Quality, cadde in acqua a una decina di metri dalla prua.

Il danno più serio fu la distruzione delle antenne del radar Type 282. Gli incendi furono domati in poche ore e la nave riprese le operazioni di volo in giornata, un risultato che fece impressione agli osservatori americani, abituati a ponti di volo in legno che un kamikaze metteva fuori uso per settimane.

Hong Kong e le ultime missioni

Alla resa giapponese la Indomitable fu inviata a Hong Kong, dove arrivò dopo che un reparto da sbarco dell’incrociatore ausiliario canadese Prince Robert aveva già ricevuto la resa del presidio. I suoi aerei condussero le ultime missioni di guerra della nave, e dell’intera sua carriera, il 31 agosto e il 1 settembre 1945, contro i barchini esplosivi giapponesi ancora dispersi lungo la costa.

Il dopoguerra e la demolizione

La portaerei lasciò il Pacifico nel novembre del 1945 e rientrò in patria il mese successivo. Nel 1947 fu posta in riserva e avviata a un rifacimento che durò tre anni, fino al 1950: durante i lavori si constatò che alle caldaie restava circa un decennio di vita utile e i locali macchine dovettero essere ricostruiti.

Il 3 febbraio 1953 un incendio seguito da un’esplosione interna la danneggiò gravemente. I danni non furono mai riparati: furono semplicemente coperti di calcestruzzo. La nave partecipò comunque alla rivista navale per l’incoronazione di Elisabetta II e nella Manica condusse le prove del sistema di appontaggio a specchio, poi nell’ottobre 1953 fu posta in riserva non mantenuta.

Una modernizzazione vera non fu mai presa in considerazione, e la ragione stava nelle sue stesse misure: per far operare aerei a reazione l’altezza dell’hangar sarebbe dovuta passare da 4,26 a 5,33 metri, un intervento che equivaleva a rifare la nave. Fu venduta per demolizione e arrivò a Faslane il 30 settembre 1955.

Informazioni aggiuntive

  • Nazione:  UK 
  • Tipo nave:  Portaerei 
  • Classe:  Illustrious 
  • Cantiere:

    Vickers-Armstrongs, Barrow-in-Furness

  • Data impostazione:   10/11/1937 
  • Data Varo: 26/03/1940 
  • Data entrata in servizio: 10/10/1941 
  • Lunghezza m.:  230 
  • Larghezza m.: 29,2 
  • Immersione m.:   8,8 
  • Dislocamento t.:  23.200  
  • Apparato motore: 

    6 caldaie Admiralty a tre corpi cilindrici, 3 gruppi di turbine a ingranaggi Parsons, 3 assi

  • Potenza cav.:  111.000  
  • Velocità nodi: 30,5 
  • Autonomia miglia: 11.000 a 14 nodi 
  • Armamento:  
    • 16 cannoni da 114/45 mm (otto impianti binati)
    • 48 cannoni da 40 mm (sei impianti ottupli)
    • 10 mitragliere Oerlikon da 20 mm (impianti singoli)
    • da 48 a 56 aerei
  • Corazzatura: 
    • cintura: 114 mm
    • ponte di volo: 76 mm
    • pareti degli hangar: 38 mm
    • paratie di estremità degli hangar: 51 mm
    • ponti degli hangar: 38 mm
    • ponte di corridoio sui depositi munizioni: 63 mm
  • Equipaggio: 1.392 (oltre 2.000 nel 1945) 

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