Il Cornelio Silla fu un incrociatore leggero della Regia Marina appartenente alla classe Capitani Romani, alla cui scheda si rimanda per le caratteristiche tecniche della classe. Costruito nei cantieri Ansaldo di Genova, fu impostato il 12 ottobre 1939 e varato il 28 giugno 1941, ma non entrò mai in servizio.
Il nome
La nave era intitolata a Lucio Cornelio Silla (138 a.C. – 78 a.C.), generale e uomo di stato romano. Pretore nell’97 a.C. e propretore nel 96 a.C., fu console dall’88 a.C. e dittatore dall’82 a.C. fino alla sua morte nel 78 a.C. La sua carriera fu segnata dalla prima guerra civile romana e dalla marcia su Roma del 88 a.C., ma anche da una sistematica opera di riforma delle istituzioni repubblicane durante la dittatura, che lasciò un’impronta duratura sull’ordinamento romano.
I motori ceduti alla portaerei Aquila
Dopo il varo, l’allestimento del Cornelio Silla procedette molto a rilento. Nel 1942, con la costruzione della classe sempre più penalizzata dalla carenza di materiali e dalla necessità di concentrare le risorse su unità più urgenti, fu presa la decisione di smantellare alcune unità incompiute per recuperarne i componenti. L’apparato di propulsione del Cornelio Silla — insieme a quello del gemello Paolo Emilio, la cui costruzione fu definitivamente annullata e il cui scafo fu demolito sullo scalo — fu trasferito alla portaerei Aquila, in allestimento nei cantieri Ansaldo di Genova ricavata dalla conversione del transatlantico Roma. I quattro gruppi turbina complessivi, due da ciascun incrociatore, furono installati sull’Aquila con la potenza ridotta da 50.000 a 37.500 CV per gruppo, per un totale di circa 150.000 CV, sufficienti a portare la portaerei a una velocità massima di circa 30 nodi.
Privato del suo apparato motore, lo scafo del Cornelio Silla rimase ormeggiato nel porto di Genova. Per depistare i ricognitori alleati, fu collocato di prora alla stessa portaerei Aquila e parzialmente camuffato con una struttura che ne simulava un piccolo ponte di volo, nel tentativo di far apparire il complesso come due unità navali distinte.

Il destino finale
All’armistizio dell’8 settembre 1943 lo scafo, ancora privo di propulsione e incompiuto, fu catturato dai tedeschi nel porto di Genova. Nel luglio 1944 il Cornelio Silla fu colpito e gravemente danneggiato durante un bombardamento aereo alleato su Genova. Al termine del conflitto il relitto fu ritrovato semiaffondato in porto e successivamente recuperato e demolito.
Informazioni aggiuntive
- Nazione: Italia
- Tipo nave: Incrociatore
- Classe: Capitani Romani
- Cantiere:
Ansaldo, Genova
- Data impostazione: 12/10/1939
- Data Varo: 28/06/1941
- Data entrata in servizio: -
- Lunghezza m.: 142.2
- Larghezza m.: 14.4
- Immersione m.: 4.9
- Dislocamento t.: 5.035
- Apparato motore:
4 caldaie Thornycroft, 4 turbine Parsons, 2 assi
- Potenza cav.: 110.000
- Velocità nodi: 40
- Autonomia miglia: 4.352
- Armamento:
- 8 cannoni da 135/45 (4 installazioni binate)
- 8 cannoni Breda 37/54 (affusti singoli)
- 8 mitragliere da 20/70<(4 installazioni binate)
- 8 tubi lanciasiluri da 533 mm (2 installazioni quadruple)
- Corazzatura:
- Torrette: 6-20 mm
- Barbette: 15 mm
- Equipaggio: 418
- Bibliografia – Riferimenti:
- Jane’s Fighting Ships of World War II, Crescent Books ISBN: 0517679639
- Wikipedia
- Si vis pacem para bellum
