Joachim “Jochen” Müncheberg, nato il 31 dicembre 1918 a Friedrichsdorf presso Dramburg in Pomerania (oggi Drawsko Pomorskie, in Polonia), è stato uno degli assi più versatili e itineranti della Luftwaffe nella Seconda Guerra Mondiale. Accreditato con 135 vittorie aeree confermate in oltre 500 missioni di combattimento, combatté su sei teatri operativi: Francia, Battaglia d’Inghilterra, Malta, Nord Africa, Fronte orientale e Tunisia, dove cadde in combattimento al comando del Jagdgeschwader 77 il 23 marzo 1943. Tra i suoi abbattimenti si contano almeno 46 Supermarine Spitfire, cifra tra le più alte di tutta la caccia tedesca.
Famiglia e giovinezza
Müncheberg era il secondogenito di Paul Müncheberg, un agricoltore ed ex ufficiale di cavalleria della riserva durante la Prima Guerra Mondiale, e di Erika Ulrich. La sorella maggiore Eva-Brigitte aveva un anno e mezzo più di lui. L’iperinflazione della Repubblica di Weimar costrinse la famiglia a vendere nel 1923 la tenuta di Friedrichshof per trasferirsi a Königsberg; il padre riuscì a riacquistarla nel 1927 e la famiglia tornò in Pomerania. Joachim compì le scuole elementari a Falkenburg percorrendo 24 chilometri quotidiani a piedi o su carro trainato da cavalli; nel 1928 passò al Realgymnasium di Dramburg, dove conseguì l’Abitur. L’interesse per il volo nacque presto grazie al cugino Hermann Hackbusch, pilota della Prima Guerra Mondiale, che portava spesso il giovane Müncheberg in volo di piacere all’aeroporto di Berlino-Staaken. Atleta di talento, Joachim si dedicava con particolare passione al decathlon: durante il periodo di stanza a Colonia si allenò all’ASV Köln e gareggiò in diverse manifestazioni di atletica leggera nazionali e internazionali. Fece addirittura costruire un campo di allenamento nella tenuta di famiglia a Friedrichshof, coltivando l’ambizione di partecipare ai Giochi Olimpici del 1940, che la guerra avrebbe poi cancellato. Il suo motto preferito, ripreso da un aforisma classico, era traducibile in “bada che la vita ti insegni che gli onori non sono l’onore”. Possedeva un bassotto di nome Seppl, allevato dalla madre, che lo accompagnò in quasi tutti i trasferimenti, dall’inizio della guerra fino al giorno della sua morte.
Addestramento e prime esperienze
Müncheberg si arruolò volontario nella Wehrmacht il 4 dicembre 1936, iniziando il servizio nell’esercito. Dopo un breve congedo invernale ad Altenberg in Sassonia, dal 1° aprile al 30 giugno 1937 frequentò come Fahnenjunker (allievo ufficiale) il 3° corso della 4. Schülerkompanie della Luftkriegsschule 1 di Dresda. Completato l’addestramento di volo, fu promosso Fähnrich il 16 dicembre 1937 e l’anno successivo fu trasferito ufficialmente nella Luftwaffe, dove frequentò la Jagdfliegerschule di Werneuchen sotto il comando del colonnello Theodor Osterkamp. Nell’ottobre 1938, ormai Oberfähnrich, fu assegnato all’I/Jagdgeschwader 234 di Colonia-Ostheim, unità comandata dall’Oberst Eduard Ritter von Schleich ed equipaggiata con i Messerschmitt Bf 109 della serie D. Il 1° novembre 1938 la Gruppe fu rinominata I/JG 234 per poi essere incorporata nel 1939 nello Jagdgeschwader 26 Schlageter. L’8 novembre 1938 ricevette il grado di Leutnant.
La campagna di Francia: le prime vittorie
Nel settembre 1939 Müncheberg fu nominato aiutante del III/JG 26, Gruppe che sarebbe stato comandato da Adolf Galland dal giugno 1940 e dove avrebbe servito anche Gerhard Schöpfel come Staffelkapitän della 9. Staffel. La prima vittoria aerea arrivò il 7 novembre 1939, quando abbatté un Bristol Blenheim del 57º Squadron della RAF presso Opladen, il primo velivolo alleato rivendicato dal suo Gruppe. Tutti i tre membri dell’equipaggio britannico si lanciarono col paracadute e furono catturati. Durante l’invasione della Francia del maggio-giugno 1940 rivendicò otto ulteriori vittorie (tre velivoli francesi e cinque britannici), conseguendo la Croce di Ferro di I classe. La sua decima vittoria arrivò entro la fine di luglio 1940. Durante la prima fase della Battaglia d’Inghilterra volò come gregario di Galland, ormai Gruppenkommandeur del III/JG 26.
La Battaglia d’Inghilterra
Il 22 agosto 1940, in seguito alla ristrutturazione dei comandi voluta da Göring, Müncheberg fu nominato Staffelkapitän della 7/JG 26, unità nota come la Red HeartsStaffel per l’emblema del cuore rosso dipinto sulle fusoliere dei suoi Bf 109. La 7. Staffel era integrata nel III. Gruppe di Galland e operava dal Passo di Calais. Durante l’Adlertag e nei giorni di massima intensità della battaglia Müncheberg accumulò un consistente numero di vittorie. Il 14 settembre 1940, appena raggiunta la 20ª vittoria, fu decorato con la Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes, terzo dello JG 26 a ricevere questa decorazione. Lo stesso giorno la sua promozione a Oberleutnant era già stata ratificata. L’episodio gli valse la prima citazione nel Wehrmachtbericht, il bollettino ufficiale delle Forze Armate. Dopo un congedo premio di tre settimane, Müncheberg rientrò in Francia all’inizio di ottobre. Ottenne la sua ultima vittoria del 1940 il 14 novembre, uno Spitfire del 66º o 74º Squadron (altra vittoria nello stesso combattimento fu attribuita a Galland), portando il totale a 23 abbattimenti. Entro la fine del 1940 la 7/JG 26 aveva perso 13 piloti nella guerra d’attrito contro la RAF e l’intero Geschwader dovette essere rimpatriato in Germania per il riequipaggiamento. A Natale del 1940 Hitler visitò personalmente lo JG 26, cenando con un gruppo ristretto di piloti tra cui Galland, Schöpfel, Walter Adolph, Rolf Pingel, Gustav Sprick e Müncheberg.
Malta: la 7/JG 26 nel Mediterraneo
Il 22 gennaio 1941 Schöpfel, divenuto Gruppenkommandeur del III/JG 26, comunicò a Müncheberg il trasferimento della 7. Staffel in Sicilia a supporto del X. Fliegerkorps del generale Hans Geisler, impegnato nell’offensiva aerea contro Malta. L’unità, composta da nove Bf 109 E-7, transitò brevemente per Roma prima di giungere a Gela il 9 febbraio 1941. A Gela Müncheberg ricevette un Bf 109 E-7/N di fabbrica (Werknummer 3826, con insegna “Bianco 12”), velivolo con cui avrebbe conseguito la maggior parte delle vittorie maltesi. L’arrivo dei Bf 109 sul fronte maltese segnò uno squilibrio netto. I difensori britannici disponevano degli ormai datati Hawker Hurricane del 261º Squadron, nettamente inferiori per velocità e prestazioni generali ai Messerschmitt. Il 12 febbraio 1941, al primo combattimento, Müncheberg abbatté a sud di Siġġiewi un Hurricane, aprendo la fase più distruttiva della presenza della 7/JG 26 sull’isola. Il 16 febbraio 1941 abbatté l’Hurricane pilotato dall’asso Flight Lieutenant James MacLachlan, che riuscì a lanciarsi gravemente ferito; il braccio sinistro dovette essere amputato, ma MacLachlan tornò incredibilmente in combattimento nel 1943 con una protesi. Il 26 febbraio 1941 fu la volta di un altro pilota di riferimento del 261º Squadron, l’asso con sette vittorie Flying Officer Frederic “Eric” Taylor, ucciso. Il 28 marzo 1941 Müncheberg completò la sua 200ª missione di guerra abbattendo un Hurricane a sud di Gozo, sua 33ª vittoria. Il 27 aprile 1941 guidò la Staffel in un attacco alla base idrovolanti di Kalafrana, distruggendo all’ormeggio uno Short Sunderland del 228º Squadron; l’equipaggio britannico si salvò. Tra il 5 e l’8 aprile 1941 lo Staffel fu temporaneamente dirottata all’aeroporto di Grottaglie, presso Taranto, per partecipare all’invasione della Jugoslavia; il 6 aprile Müncheberg rivendicò un biplano che identificò come “Hawker Fury” dell’81º Grupa jugoslava, abbattendo il tenente Milenko Milivojević. Ricerche storiche successive hanno stabilito che i due biplani abbattuti da Müncheberg in quella giornata erano in realtà Avia BH-33 cecoslovacchi. La Staffel rientrò a Gela dall’8 aprile. Il 1° maggio 1941 Müncheberg superò le 40 vittorie abbattendo tre Hurricane in un’unica giornata nei cieli di Hal Far e Luqa. Sei giorni più tardi, il 6 maggio 1941, due ulteriori Hurricane portarono il suo score a 43 e gli valsero contemporaneamente la Ritterkreuz mit Eichenlaub del 7 maggio 1941 (12° insignito della Wehrmacht) e, poche ore dopo, la Medaglia d’oro al Valore Militare conferita da Benito Mussolini, primo tedesco a riceverla. Nello stesso giorno Hitler gli inviò un telegramma di congratulazioni per la 40ª vittoria. Durante la permanenza a Gela, Müncheberg fece visita all’attrice dell’UFA Carola Höhn, in missione presso le truppe per intrattenimento. Il bilancio complessivo della 7/JG 26 nel periodo maltese e mediterraneo, consolidato alla fine del 1941, fu straordinariamente favorevole per i tedeschi: 52 vittorie aeree senza perdere alcun pilota, di cui 25 attribuite direttamente a Müncheberg. Il successo dei Bf 109 contribuì a ridurre le perdite dei bombardieri del Fliegerkorps X e consentì l’afflusso ininterrotto di rifornimenti al Deutsches Afrikakorps di Rommel in Libia. Il 14 giugno 1941 lo Staffel si trasferì ad Ain el Gazala, in Libia, a cooperazione diretta con l’I/JG 27 del capitano Eduard Neumann, dove Müncheberg ottenne altre cinque vittorie. In Nord Africa sfuggì per un soffio alla morte quando durante un attacco al suolo un colpo di mitragliatrice gli strappò uno degli auricolari della cuffia radio. Il 4 agosto 1941 l’Oberkommando ordinò il ritorno della 7/JG 26 sulla costa della Manica.
Il ritorno in Francia e il comando del II/JG 26
Il rientro a Liegescourt avvenne alla fine di agosto 1941. La Gruppe ricevette i nuovi Bf 109 F-4. Müncheberg, prima del trasferimento formale della Staffel, era rientrato in anticipo e aveva ottenuto la 50ª vittoria il 29 agosto 1941 su uno Spitfire presso Dunkerque. Il 19 settembre 1941 fu promosso Hauptmann e nominato Gruppenkommandeur del II/JG 26. Tra il settembre 1941 e il giugno 1942, sotto il suo comando, Müncheberg aggiunse altre 33 vittorie al proprio totale, quasi tutte contro Spitfire della RAF. Il 29 aprile 1942 probabilmente abbatté il Wing Commander polacco Marian Pisarek, capo del Northolt Wing; il 2 giugno 1942 raggiunse l’80ª vittoria. Dopo l’83ª vittoria, fu convocato dallo Geschwaderkommodore Schöpfel per essere informato del trasferimento sul Fronte orientale in vista di una formazione come Kommodore. Il 21 luglio 1942 lasciò lo Schlageter, dopo un congedo di tre settimane a casa dei genitori.
Il Fronte orientale con lo JG 51
Müncheberg fu aggregato al Jagdgeschwader 51 Mölders sul fronte orientale come Kommodore in addestramento sotto la supervisione del colonnello Karl-Gottfried Nordmann. Nel periodo tra fine luglio e fine settembre 1942 accumulò 33 vittorie in circa quattro settimane di combattimento effettivo. Il 5 settembre 1942 raggiunse la 100ª vittoria, diventando il 19° pilota della Luftwaffe a toccare il traguardo; il 9 settembre 1942, dopo la 103ª, ricevette la Ritterkreuz mit Eichenlaub und Schwertern, 19° insignito della Wehrmacht e 13° pilota da caccia. In questo periodo fu abbattuto due volte, cavandosela in entrambe le occasioni. L’ultima sua vittoria sul fronte russo, la 116ª complessiva, arrivò il 22 settembre 1942. Richiamato al quartier generale di Hitler alla Wolfsschanze per ricevere le Spade dalle mani del Führer, gli fu concesso un nuovo congedo a casa prima dell’assegnazione del comando di Geschwader.
Kommodore del JG 77 “Herz As”
Il 1° ottobre 1942 Müncheberg, promosso Major il 30 novembre successivo, assunse il comando dello Jagdgeschwader 77 Herz As (Asso di Cuori), subentrando a Gordon Gollob, che era stato interdetto dal volo operativo per ordine di Hitler. Lo JG 77 era in fase di ridislocamento dal fronte meridionale sovietico verso il Nord Africa e il Mediterraneo. Il Geschwaderstab, equipaggiato con i nuovi Bf 109 G-2, arrivò in Tunisia il 29 ottobre 1942. Il 9 novembre 1942 Müncheberg colpì uno Spitfire del 92º Squadron della RAF, 117ª vittoria complessiva. Il 10 dicembre 1942, dopo aver rivendicato un P-40 Warhawk (119ª vittoria), il suo Bf 109 G-2 (Werknummer 10725) fu colpito in combattimento con i Curtiss Kittyhawk del 112º Squadron della RAF (alcune fonti indicano invece i P-40 del 66th Fighter-Interceptor Squadron della USAAF); Müncheberg atterrò di fortuna senza conseguenze fisiche. Il 13 marzo 1943 divenne il secondo pilota da caccia tedesco, dopo Hans-Joachim Marseille, a raggiungere le 100 vittorie contro forze anglo-americane.
La morte in Tunisia
Il 23 marzo 1943 Müncheberg guidò una missione del Geschwaderstab contro formazioni di caccia statunitensi sopra Maknassy, in Tunisia. Ai comandi del suo Bf 109 G-6 (Werknummer 16381), si scontrò in combattimento ravvicinato con gli Spitfire del 52nd Fighter Group della US Army Air Forces. Müncheberg aprì il fuoco a distanza ravvicinata sullo Spitfire del capitano Theodore Sweetland, che esplose in volo davanti a lui. Era la sua 135ª vittoria. La velocità del Messerschmitt e la prossimità del bersaglio non gli consentirono di evitare i rottami: uno dei frammenti dello Spitfire in disintegrazione tranciò un’ala del Bf 109. Il capitano Hugh L. Williamson, pilota statunitense a sua volta abbattuto nel medesimo scontro, dichiarò successivamente di ritenere che Sweetland avesse deliberatamente speronato il velivolo di Müncheberg con il proprio Spitfire in fiamme. La ricostruzione resta oggetto di discussione tra gli storici: mentre la dinamica esatta, volontaria o accidentale, non è stabilita con certezza, il risultato operativo non cambia. Müncheberg riuscì a lanciarsi col paracadute ma atterrò gravemente ferito; la squadra di soccorso lo raggiunse rapidamente, ma morì durante il trasporto all’ospedale da campo. Aveva ventiquattro anni. Il Wehrmachtbericht annunciò la sua morte il 25 marzo 1943. Il corpo fu sepolto inizialmente a El Aouina, poi trasferito al Cimitero degli Eroi di Tunisi e infine, negli anni cinquanta, alla sua sepoltura definitiva nel Cimitero Militare Tedesco di Bordj-Cedria, in Tunisia, dove riposano oltre 500 militari della Luftwaffe. Dopo la sua morte, lo JG 77 adottò come emblema di stormo il cuore rosso già proprio della 7/JG 26 di Müncheberg, in suo onore. Il comando dello JG 77 passò a Johannes Steinhoff, trasferito dal fronte orientale.
Vittorie e Fact Checking
Le rivendicazioni di Müncheberg sono state tra le più verificate della storiografia aerea della Seconda Guerra Mondiale. Ricerche recenti condotte sui documenti dei Bundesarchiv tedeschi e incrociate con i registri di perdita alleati hanno confermato 115 vittorie verificate su 133 rivendicate, con una accuratezza dell’86,4%, tra le più alte mai registrate tra gli assi della Luftwaffe. Il totale finale di 135 vittorie si compone di 102 vittorie sul fronte occidentale (compresi 19 sopra Malta, una in Jugoslavia e 24 in Nord Africa) e 33 sul fronte orientale. Almeno 46 delle sue vittorie furono Supermarine Spitfire. Müncheberg ricevette cinque citazioni nel Wehrmachtbericht, un numero eccezionale per un pilota da caccia
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 31 Dicembre 1918
- Data morte: 23 Marzo 1943
- Vittorie: 102
- Forza aerea: Luftwaffe
- Decorazioni
- Eisernes Kreuz II. Klasse (Croce di Ferro di II classe)
- Eisernes Kreuz I. Klasse (Croce di Ferro di I classe)
- Ehrenpokal der Luftwaffe (Coppa d’Onore della Luftwaffe)
- Deutsches Kreuz in Gold (Croce Tedesca in Oro), 5 giugno 1942
- Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro), 14 settembre 1940, per la 20ª vittoria, come Oberleutnant e Staffelkapitän della 7/JG 26 Schlageter
- Ritterkreuz mit Eichenlaub (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia), 7 maggio 1941, per la 43ª vittoria, 12° insignito della Wehrmacht
- Ritterkreuz mit Eichenlaub und Schwertern (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia e Spade), 9 settembre 1942, per la 103ª vittoria, 19° insignito della Wehrmacht e 13° pilota da caccia
- Medaglia d’oro al Valore Militare (Regno d’Italia), 7 maggio 1941, primo tedesco a riceverla
- Frontflugspange für Jäger in Gold mit Anhänger (Fermaglio di Combattimento per Cacciatori in Oro con pendente)
- Cinque menzioni nel Wehrmachtbericht
- Bibliografia – Riferimenti:
- Walter A. Musciano: Messerschmitt Aces Aero Pub. Inc. 1986 ISBN: 0830683798
- Donald L. Caldwell, The JG 26 War Diary, Volume One: 1939-1942, Grub Street Publishing, 1996. ISBN 978-1-898697-52-8.
- Wikipedia
