Johannes “Macky” Steinhoff, nato a Bottendorf in Turingia il 15 settembre 1913, è stato uno degli assi più longevi e versatili della Luftwaffe e una delle figure centrali della ricostruzione aeronautica tedesca postbellica. Accreditato con 176 vittorie aeree confermate in 993 missioni operative, combatté dall’inizio alla fine del conflitto su quasi tutti i fronti europei. Sopravvisse a dodici abbattimenti e a un rovinoso incidente con un Messerschmitt Me 262 in fiamme il 18 aprile 1945, riportando ustioni che lo costrinsero a due anni di ospedale e a decine di interventi ricostruttivi. Nel dopoguerra fu Inspekteur der Luftwaffe (Capo di Stato Maggiore dell’aviazione della Germania occidentale) dal 1966 al 1970 e Presidente del Comitato Militare della NATO dal 1971 al 1974.
Giovinezza e formazione
Nato in una famiglia modesta, Steinhoff era figlio di un operaio di mulino e di una casalinga. Frequentò il convitto Klosterschule di Roßleben, dove studiò i classici e si specializzò in francese, inglese, latino e greco. Dal 1932 al 1934 lesse filologia all’Università di Jena, dove fu membro della Landsmannschaft Suevia, una società studentesca di scherma accademica. Le ristrettezze economiche della famiglia lo costrinsero a interrompere gli studi universitari e a scegliere la carriera militare. Nel 1934 Steinhoff si arruolò nella Kriegsmarine come allievo pilota navale, insieme all’amico Dietrich Hrabak, futuro asso con 125 vittorie. Servì un anno nella marina prima di passare, nel 1936, alla rinata Luftwaffe, ottenendo il grado di Leutnant a decorrere dal 1° aprile 1936. Dopo l’addestramento da pilota da caccia, fu assegnato allo Jagdgeschwader 26. Il 29 aprile 1939 sposò Ursula, dalla quale ebbe un figlio, Wolf, e una figlia, anch’essa di nome Ursula. Promosso Oberleutnant il 1° gennaio 1939, nell’estate di quell’anno fu assegnato ai primi esperimenti di caccia notturna della Luftwaffe. Il 1° agosto 1939 assunse il comando della 11/Lehrgeschwader 2 (Nachtjagd), inizialmente equipaggiata con i biplani Arado Ar 68 e successivamente con i Bf 109 D-1.
Le prime vittorie: Wellington sulla Baia di Helgoland
Alla fine del 1939 Steinhoff fu nominato Staffelkapitän del 10/JG 26 (Nachtjagd), squadriglia di caccia notturna basata nei pressi di Bonn. Il 18 dicembre 1939 partecipò alla Battaglia della Baia di Helgoland, quando ventiquattro Vickers Wellington del Bomber Command della RAF tentarono di attaccare le corazzate Gneisenau e Scharnhorst nel porto di Wilhelmshaven. Quarantaquattro caccia tedeschi si alzarono in volo e intercettarono la formazione; Steinhoff abbatté due Wellington, le sue prime vittorie della guerra. Fu la medesima azione che segnò l’esordio di Gordon Gollob come cacciatore.
Battaglia di Francia e Battaglia d’Inghilterra
Nel febbraio 1940 Steinhoff fu trasferito al 4/Jagdgeschwader 52, passando alla caccia diurna come Staffelkapitän. Lo Staffel partecipò dapprima alla campagna di Norvegia dall’aeroporto di Aalborg, quindi ai combattimenti per la conquista dei Paesi Bassi e della Francia. Durante la Battaglia d’Inghilterra il II/JG 52, comandato dal capitano Wilhelm Ensslen, fu basato a Peuplingues nel Passo di Calais. Il 30 settembre 1940 Steinhoff conseguì la sua quinta vittoria aerea, un Supermarine Spitfire abbattuto sopra Dorking. Al termine della battaglia il suo score era di sei abbattimenti. In questa fase della guerra Steinhoff ebbe tra i piloti del suo Staffel anche il giovane Hans-Joachim Marseille, futura “Stella d’Africa” con 158 vittorie, dal carattere turbolento e dalla disciplina militare precaria, che gli costò diverse sospensioni. Dopo la Battaglia d’Inghilterra il II/JG 52 fu trasferito a Mönchengladbach per riposo e riequipaggiamento; il comandante Ensslen cadde in combattimento il 2 novembre 1940 e fu sostituito da Erich Woitke. Nei mesi seguenti lo Staffel operò in pattugliamento difensivo lungo la costa olandese del Mare del Nord, senza ulteriori occasioni di combattimento significative.
Il fronte orientale con lo JG 52
In preparazione dell’Operazione Barbarossa, il II/JG 52 fu schierato a Suwałki nella Polonia nord-orientale ai confini con la Lituania, con alcune Staffel avanzate a Sobolewo. Il 22 giugno 1941 lo Staffel entrò in azione come parte dell’VIII. Fliegerkorps del generale Wolfram Freiherr von Richthofen, a supporto del fianco settentrionale del Gruppo d’Armate Centro. Nel primo mese di campagna Steinhoff rivendicò 28 abbattimenti, dimostrando una competenza tattica in rapida crescita. Il 24 agosto 1941 il II/JG 52 fu spostato a Spasskaya Polist, sul fiume Polist a sud di Čudovo e a nord del Lago Ilmen, a supporto dell’avanzata della 18ª Armata verso la Neva e il Lago Ladoga. Qui, il 29 agosto 1941, Steinhoff ottenne la sua 35ª vittoria aerea. Il 30 agosto 1941 fu decorato con la Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes, 297° insignito. Il 24 gennaio 1942 il II/JG 52, ritirato dal fronte, arrivò a Jesau presso Königsberg per un periodo di riposo. Il 1° marzo 1942 Steinhoff, promosso Hauptmann, ne assunse il comando come Gruppenkommandeur; il comando del 4/JG 52 passò all’Oberleutnant Gerhard Barkhorn, futuro asso con 301 vittorie. Il Gruppo ricevette a Jesau numerosi Bf 109 F-4 appena usciti di fabbrica e in aprile fu rimandato sul fronte orientale. Il 31 agosto 1942, nei cieli di Stalingrado, Steinhoff abbatté due LaGG-3 raggiungendo la 100ª vittoria; fu il diciottesimo pilota della Luftwaffe a toccare il traguardo. Il 2 settembre 1942, dopo la 101ª vittoria, ricevette la Ritterkreuz mit Eichenlaub come 115° insignito della Wehrmacht. Il 4 novembre 1942 Hitler gli consegnò personalmente le Foglie di Quercia insieme ad Alfred Druschel, Ernst-Wilhelm Reinert, Günther Rall e Max Stotz. L’11 dicembre 1942, durante la Battaglia di Stalingrado, il suo Bf 109 G-2 (Werknummer 13853) fu colpito dalla contraerea sovietica e Steinhoff dovette atterrare di fortuna presso Oblivskaya. Il 2 febbraio 1943, giorno della capitolazione tedesca a Stalingrado, raggiunse la 150ª vittoria.
Kommodore dello JG 77: Mediterraneo e Italia
Il 24 marzo 1943 Steinhoff cedette il comando del II/JG 52 al capitano Helmut Kühle e fu trasferito come Geschwaderkommodore dello Jagdgeschwader 77 Herz As, che aveva perso il proprio comandante Joachim Müncheberg in combattimento proprio il giorno prima. Steinhoff assunse il comando effettivo il 3 aprile 1943, su un aeroporto a nord di Sfax in Tunisia. Il 4 aprile 1943 abbatté uno Spitfire statunitense sopra El Guettar, sua unica vittoria nel teatro nordafricano. Il giorno successivo, il 5 aprile 1943, fu a sua volta abbattuto dagli Spitfire e fece un atterraggio di fortuna a La Fauconnerie, distruggendo il suo Bf 109 G-6 (Werknummer 16492). Fu il secondo e ultimo abbattimento della sua carriera in cui dovette ricorrere a un atterraggio di fortuna; il primo era avvenuto durante la Battaglia d’Inghilterra. Dopo la caduta della Tunisia nel maggio 1943, lo JG 77 si ritirò in Sicilia, dove si trovò a fronteggiare con risorse del tutto inadeguate l’accumulo aereo alleato in vista dello sbarco. Il 25 giugno 1943, poco prima di mezzogiorno, il radar tedesco di Monte Erice rilevò una grande formazione di centoventiquattro Boeing B-17 dell’USAAF. Adolf Galland, General der Jagdflieger, coordinò personalmente la difesa con l’Ispettore dei Caccia Sud Oberst Günther Lützow; circa ottanta caccia dello JG 77 e dello Jagdgeschwader 53 furono fatti decollare alle 12:55. La copertura nuvolosa disperse la formazione tedesca e solo pochi caccia raggiunsero i bombardieri: tra questi Steinhoff, che abbatté un B-17. L’esperienza di Sicilia gli avrebbe fornito il materiale per il suo libro di memorie Straits of Messina. Dopo lo sbarco alleato, lo JG 77 si ritirò sulla terraferma italiana e successivamente verso nord, con frequenti spostamenti d’urgenza e perdite consistenti di materiali e ricambi. Nel tardo 1943 Steinhoff avviò procedimenti disciplinari contro alcuni piloti dello JG 77, tra cui Heinrich Bär, Lutz-Wilhelm Burckhardt, Ernst-Wilhelm Reinert, Alexander Preinfalk e Herbert Kaiser, accusati di “codardia davanti al nemico”; i piloti furono degradati e trasferiti alle unità di difesa del Reich per la riabilitazione in combattimento. Il 1° aprile 1944 Steinhoff fu promosso Oberstleutnant. Il 14 luglio 1944 il suo Bf 109 G-6 fu danneggiato in combattimento con Spitfire e bombardieri B-26 Marauder presso Modena. Il 28 luglio 1944 ricevette la Ritterkreuz mit Eichenlaub und Schwertern dopo la 168ª vittoria, 82° insignito della Wehrmacht.

La Rivolta dei piloti e lo JG 7
L’11 novembre 1944 si tenne alla Luftkriegsakademie di Berlino-Gatow una riunione dei comandanti della caccia, convocata da Göring e passata alla storia come “Areopag” (il tribunale ateniese), con l’obiettivo dichiarato di trovare soluzioni alla crisi della difesa del Reich. Durante questo incontro Galland offrì a Steinhoff il comando della prima unità da caccia interamente a reazione, lo Jagdgeschwader 7 Nowotny, in via di costituzione. Il 12 novembre 1944 l’Oberkommando der Luftwaffe ordinò ufficialmente l’equipaggiamento dello JG 7 con l’Me 262. Steinhoff assunse il comando dello Geschwader come Geschwaderkommodore nel dicembre 1944, con il grado di Oberst, e fu autorizzato a scegliersi personalmente alcuni Staffelkapitäne, tra cui Heinrich Bär e Gerhard Barkhorn. Il comando dello JG 7 fu brevissimo. Dopo il disastro dell’Operazione Bodenplatte del 1° gennaio 1945, Steinhoff fu tra i comandanti veterani che partecipò alla cosiddetta Rivolta dei piloti da caccia contro Göring, insieme a Günther Lützow, Hermann Graf e Josef Priller. Il 26 dicembre 1944 Steinhoff era già stato rimosso dal comando dello JG 7 e sostituito dal Major Theodor Weissenberger. A seguito della Rivolta, la posizione di tutto il gruppo divenne insostenibile; Adolf Galland fu destituito e Gordon Gollob lo sostituì come General der Jagdflieger il 23 gennaio 1945.
Il Jagdverband 44 e l’incidente del 18 aprile 1945
Nei primi giorni del 1945 Galland, autorizzato a formare un’unità speciale con l’Me 262 denominata Jagdverband 44, chiese a Steinhoff di unirsi all’unità in fase di costituzione a Brandenburg-Briest. Steinhoff divenne di fatto l’ufficiale reclutatore dell’unità, convincendo numerosi assi veterani a entrarvi, alcuni provenienti dalla casa di cura per piloti di Bad Wiessee. Ne facevano parte Heinrich Bär, Gerhard Barkhorn, Walter Krupinski, Erich Hohagen e altri. Steinhoff ottenne sei vittorie confermate con il jet. Nella mattinata del 18 aprile 1945, reparti dell’Ottava, Nona e Quindicesima Flotta Aerea statunitense stavano attaccando obiettivi ferroviari e depositi di carburante nella Germania meridionale e nell’area di Praga e Pilsen. Per contrastare l’attacco, il JV 44 preparò sei Me 262, tre dei quali armati con i razzi aria-aria non guidati R4M, raggruppati in due formazioni a triangolo (Kette). La prima Kette, guidata da Galland, includeva l’Oberleutnant Franz Stigler e il Leutnant Klaus Neumann. La seconda era composta da Steinhoff al centro, Krupinski a sinistra e Fährmann a destra. Al decollo dalla pista dell’aeroporto di München-Riem, in fase di accelerazione, la ruota sinistra del Me 262 di Steinhoff (matricola “Bianco 6”, Werknummer 111740) colpì alcuni detriti, probabilmente residui di un cratere parzialmente ricolmato dopo i bombardamenti. L’aereo sbandò violentemente a sinistra, sfiorando la collisione con il velivolo di Krupinski, che riuscì a staccarsi dal suolo per un soffio. Il caccia di Steinhoff uscì di pista e si incendiò immediatamente. Con il serbatoio a pieno carico di carburante e i razzi R4M ancora agganciati, l’aereo esplose. Steinhoff, gravemente ustionato su gran parte del corpo, riuscì a estrarsi dai rottami in fiamme mentre i razzi R4M detonavano per il calore. Il volto era devastato: guance, orecchie e soprattutto le palpebre erano state consumate dal fuoco. Passò i successivi due anni in ospedale.
La lunga ricostruzione
Il recupero di Steinhoff dopo le ustioni fu un processo che durò per tutta la vita. Dopo la guerra fu il chirurgo britannico George Henry Morley, del Princess Mary’s Royal Air Force Hospital di Halton, a ricostruirgli le palpebre utilizzando innesti di pelle prelevati dalle braccia del paziente, al termine di una lunga serie di decine di interventi di chirurgia plastica. Steinhoff rimase visibilmente sfigurato per il resto della vita. Il bilancio operativo di Steinhoff, ricostruito dopo la guerra, include 176 vittorie aeree confermate: 152 sul fronte orientale, 12 sul fronte occidentale e 12 nel teatro mediterraneo. In dodici abbattimenti subiti, dovette lanciarsi col paracadute una sola volta.
La Bundesluftwaffe

By Bundesarchiv, Bild 146-1997-041-03 / CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 de
Negli anni cinquanta, con l’ingresso della Repubblica Federale nella NATO e la decisione di ricostituire una forza aerea tedesca occidentale, Steinhoff fu tra gli ex ufficiali di punta della Luftwaffe chiamati a contribuire alla rifondazione. Riprese il servizio con la nuova Bundesluftwaffe e percorse la gerarchia con rapidità. Tra il 1965 e il 1966 fu Capo di Stato Maggiore facente funzione del Commander Allied Air Forces Central Europe. Dal 1966 al 1970 ricoprì l’incarico di Inspekteur der Luftwaffe, l’equivalente tedesco di Capo di Stato Maggiore della forza aerea. Il suo contributo più rilevante in questa fase fu la gestione della crisi degli F-104 Starfighter, i caccia supersonici americani la cui elevatissima incidentalità aveva causato centinaia di morti tra i piloti della Bundesluftwaffe. Steinhoff attribuì il problema non al velivolo ma all’addestramento insufficiente, introducendo un programma intensivo di riaddestramento che ridusse drasticamente gli incidenti. Dal 1971 al 1974 fu Presidente del Comitato Militare della NATO, massima carica militare dell’Alleanza Atlantica. Si ritirò nel 1974 con il grado di General der Luftwaffe, dopo quarant’anni di servizio militare attivo. Nel 1985 accompagnò il Presidente statunitense Ronald Reagan e il Cancelliere Helmut Kohl nella controversa visita al cimitero militare di Bitburg, dove erano sepolti quarantanove membri delle Waffen-SS insieme ad altri duemila militari tedeschi. Il gesto di Steinhoff, che strinse la mano a Reagan davanti al muro della rimembranza, ebbe una forte eco internazionale come simbolo di riconciliazione. Steinhoff fu anche autore di diversi libri di memorie, tra cui In letzter Stunde (1974, tradotto in inglese come The Last Chance), dedicato alla Rivolta dei piloti; Straits of Messina, sul suo servizio in Sicilia; e Messerschmitts over Sicily. Morì a Bonn il 21 febbraio 1994, a 80 anni, per complicazioni di un precedente infarto. È sepolto nel cimitero di Villip, a Wachtberg.
Eredità
Steinhoff è una delle poche figure della Luftwaffe a cui la Germania federale ha intitolato reparti militari dopo la guerra. Nel 1990 la caserma di Berlino-Gatow, già Royal Air Force Gatow, fu ridenominata General Steinhoff Kaserne. Il 18 settembre 1997 lo Jagdgeschwader 73 della Bundesluftwaffe, di stanza a Rostock-Laage, ricevette il nome tradizionale di Geschwader Steinhoff. Il 4 luglio 1972 aveva ricevuto il Großes Verdienstkreuz con Stella e Banda della Repubblica Federale Tedesca.
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 15 Settembre 1913
- Data morte: 21 Febbraio 1994
- Vittorie: 176
- Forza aerea: Luftwaffe
- Decorazioni
- Eisernes Kreuz II. Klasse (Croce di Ferro di II classe)
- Eisernes Kreuz I. Klasse (Croce di Ferro di I classe)
- Ehrenpokal der Luftwaffe (Coppa d’Onore della Luftwaffe)
- Deutsches Kreuz in Gold (Croce Tedesca in Oro)
- Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro), 30 agosto 1941, per la 35ª vittoria, come Oberleutnant e Staffelkapitän del 4/JG 52, 297° insignito
- Ritterkreuz mit Eichenlaub (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia), 2 settembre 1942, per la 101ª vittoria, come Hauptmann e Gruppenkommandeur del II/JG 52, 115° insignito
- Ritterkreuz mit Eichenlaub und Schwertern (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia e Spade), 28 luglio 1944, per la 168ª vittoria, come Oberstleutnant e Geschwaderkommodore dello JG 77, 82° insignito
- Frontflugspange für Jäger in Gold mit Anhänger (Fermaglio di Combattimento per Cacciatori in Oro con pendente)
- Großes Verdienstkreuz mit Stern und Schulterband des Verdienstordens der Bundesrepublik Deutschland, 4 luglio 1972
- Legion of Merit (Stati Uniti)
- Légion d’honneur (Francia)
- Bibliografia – Riferimenti:
- Walter A. Musciano: Messerschmitt Aces Aero Pub. Inc. 1986 ISBN: 0830683798
- Wikipedia
