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Orion (HSK 1)

Orion (HSK 1) Orion (HSK 1)

Costruita tra il 1930 e il 1931 nei cantieri Blohm & Voss di Amburgo come mercantile, la nave aveva inizialmente il nome di Kurmark e venne requisita dalla marina militare allo scoppio delle ostilità per convertila in incrociatore ausiliario (nave corsara) con il nome di Orion.

Con l'inizio della guerra l'alto comando della Kriegsmarine studiò attentamente le operazioni delle navi corsare nel corso della Prima Guerra Mondiale considerandole un grande successo, venne quindi deciso di creare una nuova flottiglia di incrociatori ausiliari e le prime due navi di questo tipo furono la Orion e la Widder.

Nel corso della costruzione della nave mercantile, per risparmiare tempo e denaro, si decise di dotarla di un apparato motore di seconda mano, macchine a vapore recuperate dalla New York e questa scelta non si rivelò particolarmente felice dato che i problemi al motore tormentarono tutta la carriera della nave, sia come nave da carico sia come nave corsara.

Al comando del capitano di corvetta Kurt Weyher salpò dalla Germania il 6 aprile 1940 entrando in Atlantico camuffata da mercantile neutrale, la sua prima vittima il 24 dello stesso mese fu la SS Haxby, un cargo di 5.207 tonnellate.

Nel maggio 1940 la nave doppiò Capo Horn e raggiunse le acque della Nuova Zelanda in giugno, lasciando il suo carico di mine al largo di Auckland nella notte tra il 13 3 il 14 del mese. Questa causarono la perdita di alcune navi inglesi tra cui la RMS Niagara, solo cinque giorni più tardi. Tornata nell'Oceano Indiano attaccò con successo quattro navi, affondandone tre e mandando una nella Francia occupata con un equipaggio di preda bellica.

Il 20 ottobre 1940 si incontrò con la nave rifornimento Kumerland e con la nave corsara Komet iniziando ad operare di concerto con loro, nei mesi successi la flottiglia fece 7 vittime per poi sciogliersi all'inizio dell'anno successivo.

All'inizio del 1941 l'addetto navale tedesco in Giappone riuscì ad acquistare un idrovolante Nakajima E8N e a spedirlo alla Orion a bordo della nave da rifornimento Munsterland; le due navi si incontrarono al largo delle Isole Maug, nelle Marianne del nord e dopo il trasbordo del prezioso aereo la Orion divenne l'unica nave della margina tedesca ad impiegare un idrovolante di produzione giapponese.

Nonostante l'idrovolante i sei mesi successivi furono infruttuosi e l'ultima vittima della Orion gu la SS Chaucer, incontrata nel luglio 1941 nel Sud Atlantico mentre stava rientrando in patria.

La Orion attraccò a Bordeaux il 23 agosto 1941 dopo una crociera durata 510 giorni e 127.337 miglia nautiche e dopo aver affondato 10 navi e altre due in operazioni combinate con la Komet. Al termine della prima e unica crociera da corsa la nave venne rinominata Hector nel 1944 per essere impiegata come nave addestramento. Ripreso nuovamente il nome di Orion nel gennaio 1945, venne usata per trasporta profughi dalle province orientali della Germania attraverso il Mar Caspio fino ai porti della Germania settentrionale o della Danimarca. Il 4 maggio 1945, mentre era in navigazione diretta a Copenaghen la nave venne attaccata da un bombardiere sovietico che la colpì con due bombe. Mentre a bordo divampava un furioso incendio l'equipaggio riuscì a dirigere la nave sottocosta e a farla incagliare su un banco di sabbia salvando la vita alla maggior parte dei passeggeri, delle 4000 persone a bordo infatti "soltanto" 150 perirono in seguito all'attacco.

Il relitto venne demolito nel 1952.

Ultima modifica Lunedì, 11 Giugno 2018 22:47

Informazioni aggiuntive

  • Nazione: Germania
  • Pubblicità:
  • Tipo nave: Incrociatore ausiliario
  • Cantiere:

    Blohm + Voss, Hamburg

  • Data impostazione: 1930
  • Data Varo: 1930
  • Data entrata in servizio: 09/12/1939
  • Lunghezza m.: 148
  • Larghezza m.: 18.6
  • Immersione m.: 8.2
  • Dislocamento t.: 15.700
  • Apparato motore:

    Turbine a vapore con 4 caldaie, un asse

  • Potenza cav.: 6.200
  • Velocità nodi: 14.8
  • Autonomia miglia: 18.000
  • Armamento:

    6 cannoni da 150mm, 1 cannone da 75mm, 2 cannoni da 37mm, 4 cannoni da 20mm, 6 tubi lanciasiluri da 533mm, 228 mine, 1 idrovolante Arado Ar 196

  • Corazzatura:

    Nessuna

  • Equipaggio: 356

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Aquila

Realizzata modificando lo scafo del transatlantico Roma la nave era completata al 90% l'8 settembre 1943 quando venne danneggiata dall'equipaggio per evitare che cadesse intatta in mani tedesche.
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