Mario Bellagambi

di redazione
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Mario Bellagambi

Mario Bellagambi fu uno dei piloti da caccia italiani più completi della Seconda guerra mondiale, con un’esperienza operativa che abbracciò la guerra civile spagnola, la campagna di Grecia, l’Africa settentrionale e la difesa dell’Italia. Coetaneo e compagno d’armi di Ugo Drago nel 150° Gruppo “Gigi tre osei”, condivise con lui il primato di asso più vittorioso dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana. Sopravvissuto al conflitto, proseguì la carriera nell’Aeronautica Militare fino al grado di generale di brigata aerea, comandando la celebre pattuglia acrobatica “Tigri Bianche” e servendo come addetto militare in Giappone.

Le origini e la formazione

Mario Bellagambi nacque a Firenze il 14 settembre 1915. Nel 1934 conseguì il brevetto premilitare presso l’aeroporto di Peretola, pilotando un Caproni Ca.100. Due anni dopo, nel 1936, ottenne il brevetto di pilota militare presso la scuola di volo di Grottaglie, volando su Fiat CR Asso. Il 5 ottobre 1936 fu promosso sottotenente in servizio permanente effettivo.

Nei primi mesi del 1937 fu assegnato alla 362ª Squadriglia, 24° Gruppo, 52° Stormo Caccia Terrestre, dove volò sui caccia Fiat CR.32 fino all’aprile 1938.

La guerra civile spagnola

Nel 1938 Bellagambi partì volontario per la Spagna con il nome di copertura “Mario Bella”. Fu assegnato ai reparti da caccia dell’Aviazione Legionaria, entrando in servizio nella 32ª Squadriglia del VI Gruppo “Gamba di Ferro”, comandata dal maggiore Tito Falconi e di stanza a Escatron.

Partecipò a numerose operazioni, prendendo parte a undici combattimenti aerei contro i caccia repubblicani Polikarpov I-15 e I-16. Fu poi trasferito alla Squadriglia autonoma mitragliamento “Ocio che te copo”, comandata dal maggiore Ferruccio Vosilla e basata a Caspe, accanto al XVI Gruppo Caccia “La Cucaracha” del tenente colonnello Arrigo Tessari. Il reparto d’assalto conseguì notevoli successi durante la battaglia dell’Ebro, ma ai suoi piloti venivano riconosciuti solo gli abbattimenti in collaborazione con i piloti di altri reparti da caccia. A Bellagambi furono accreditate cinque vittorie condivise.

Per le azioni in Spagna fu decorato con la prima medaglia d’argento al valor militare.

Il ritorno in Italia e la campagna di Grecia

Nell’aprile 1939 rientrò in Italia, riassegnato alla 362ª Squadriglia del 52° Stormo, nel frattempo trasferito da Ghedi a Ciampino Sud. Sotto la guida del capopattuglia Antonio Vizzotto svolse un’intensa attività acrobatica sui CR.32, che si protrasse fino all’entrata in guerra dell’Italia.

Il 10 giugno 1940, con lo scoppio delle ostilità, il reparto fu trasferito con i nuovi Fiat G.50 Freccia sull’aeroporto di Sarzana per operazioni sul fronte occidentale contro la Francia, conclusesi rapidamente con l’armistizio di Villa Incisa.

Il 28 ottobre 1940, con l’inizio della campagna di Grecia, Bellagambi fu trasferito in Albania nella 354ª Squadriglia del 24° Gruppo Autonomo Caccia Terrestre. Operando dagli aeroporti di Tirana, Berat e Devoli, partecipò a missioni di vigilanza, decollo su allarme e scorta ai bombardieri, ingaggiando combattimento con i caccia greci PZL P.24 e con i Gloster Gladiator e Hawker Hurricane della RAF.

Il 28 febbraio 1941 si svolse quello che fu considerato il più grande successo della RAF durante la campagna greca. Bellagambi, pilotando un G.50bis, abbatté un Gladiator in combattimento con i piloti degli Squadron 33, 80 e 112. Ma fu a sua volta abbattuto e ferito a un braccio dal Flight Lieutenant Richard James Abrahams, che ricordò poi di essere stato lui stesso costretto a lanciarsi col paracadute dopo essere stato colpito da quello che credeva un G.50bis – quasi certamente l’aereo di Bellagambi. Il pilota italiano riuscì ad atterrare forzatamente nei pressi dell’aeroporto di Tirana; una pallottola che lo avrebbe colpito alla schiena fu fermata dal paracadute Salvatori.

Per le azioni in Albania tra il 2 novembre 1940 e il 28 febbraio 1941, durante le quali aveva partecipato a 105 missioni di combattimento, Bellagambi fu decorato con la seconda medaglia d’argento al valor militare.

Sardegna e Africa settentrionale

Nel luglio 1941 il 24° Gruppo fu trasferito in Sardegna, sull’aeroporto di Monserrato, ricevendo in dotazione i Fiat CR.42 Falco. Bellagambi prese parte a numerose missioni di scorta agli aerosiluranti S.79 e S.84 che operavano nel canale di Sardegna fino alle coste tunisine. Il 27 settembre 1941 abbatté un Hurricane, la sua seconda vittoria individuale.

Promosso capitano all’inizio di dicembre 1941 (con decorrenza dall’8 giugno 1942), fu trasferito alla 364ª Squadriglia del 150° Gruppo Autonomo “Gigi tre osei”, succedendo al capitano Luigi Corsini nel comando del reparto. L’unità, equipaggiata con Macchi C.200 Saetta, operava in Africa settentrionale dagli aeroporti di El Agheila, Bengasi e Martuba.

Il 23 febbraio 1942, durante un mitragliamento a volo radente contro un concentramento di truppe corazzate nemiche presso El Gazala, fu ferito alla gamba destra dalla contraerea e il suo velivolo fu colpito in parti vitali. Con indomito slancio proseguì l’azione fino all’esaurimento delle munizioni, riconducendo poi i gregari alla base in perfetta formazione. Per questa azione ricevette la terza medaglia d’argento al valor militare.

La Sicilia e i Messerschmitt

Nel gennaio 1943 il 150° Gruppo rientrò in Italia, basandosi a Ciampino per essere riequipaggiato con i Macchi C.202 Folgore e concorrere alla difesa di Roma. In aprile fu schierato in Sicilia, sull’aeroporto di Castelvetrano, ricevendo i caccia tedeschi Messerschmitt Bf 109G-4: fu tra i primi reparti italiani ad operare sul caccia tedesco.

Bellagambi fu entusiasta del nuovo velivolo: “Finalmente avevamo mezzi creati per fare la guerra: facili da maneggiare, molto veloci, potentemente armati e dotati di eccellenti apparati radio per i necessari collegamenti.”

Dopo il periodo addestrativo il Gruppo fu schierato a Sciacca, da dove svolse un intenso ciclo operativo nei cieli della Sicilia, di Pantelleria e di Malta. Il 30 giugno 1943 Bellagambi abbatté un B-24 Liberator nei pressi dell’aeroporto di Sciacca, la sua terza vittoria individuale.

L’Aeronautica Nazionale Repubblicana

L’armistizio dell’8 settembre 1943 colse Bellagambi sull’aeroporto di Torino-Caselle. Decise di aderire alla neocostituita Aeronautica Nazionale Repubblicana, entrando a far parte del 2° Gruppo Caccia “Gigi tre osei” comandato dal colonnello Antonio Vizzotto – il suo vecchio capopattuglia degli anni dell’acrobazia.

Assunse il comando della 2ª Squadriglia “Diavoli Rossi” (poi ridenominata 5ª Squadriglia nel febbraio 1945). All’epoca il 2° Gruppo era formato dalla 1ª Squadriglia “Gigi tre Osei” comandata dal tenente Ugo Drago, dalla 2ª Squadriglia “Diavoli Rossi” di Bellagambi e dalla 3ª Squadriglia “Gamba di Ferro” del capitano Guido Luccardi.

Dopo un breve periodo sui Fiat G.55 Centauro, il Gruppo fu riequipaggiato con Messerschmitt Bf 109G a Cascina Vaga (Pavia), operando poi dalle basi di Villafranca, Aviano e Osoppo.

L’asso dell’ANR

L’attività bellica di Bellagambi con l’ANR fu intensa e coronata da numerosi successi. Le prime vittorie giunsero nell’estate 1944: un Baltimore il 29 giugno tra Cesena e Forlì, un B-26 l’11 luglio tra Piacenza e Reggio Emilia.

Il 19 ottobre 1944 si svolse uno dei combattimenti più riusciti del 2° Gruppo. Quattordici Bf 109 delle squadriglie di Bellagambi e della 3ª decollarono da Villafranca per intercettare una trentina di B-26 Marauder del 319th e 320th Bomb Group diretti a bombardare un ponte ferroviario a Mantova. Gli uomini di Bellagambi attaccarono a fondo, portando gli assalti fino a quindici metri dalle code dei bombardieri. Il capitano Bellagambi si accanì personalmente sul B-26 “93” del 440th Bomb Squadron, colpendolo ripetutamente per quasi trenta secondi finché, con entrambi i motori in fiamme, il bombardiere precipitò dopo che l’equipaggio si era lanciato. Tre B-26 furono abbattuti in totale. Il feldmaresciallo Kesselring inviò personalmente un messaggio di congratulazioni al Gruppo.

Altri successi seguirono: un B-24 il 4 novembre alla foce del Piave, un B-26 il 5 novembre sul lago di Garda, un B-25 il 10 dicembre tra i laghi di Garda e d’Iseo, uno Spitfire il 22 dicembre a Isola della Scala.

Nel 1945 le vittorie continuarono: un P-47 il 4 febbraio a nord di Vicenza, un B-25 e un B-26 entrambi l’8 febbraio (il primo sull’Adriatico, il secondo presso Conegliano).

La fine della guerra

Il 2° Gruppo terminò l’attività bellica con il trasferimento da Aviano a Villafranca e infine a Orio al Serio, dove apprese la fine delle ostilità alla vigilia del 25 aprile 1945. Durante il servizio nell’ANR Bellagambi aveva preso parte a 45 combattimenti.

Al termine del conflitto era – insieme a Ugo Drago – il pilota dell’ANR con il maggior numero di vittorie: dieci abbattimenti individuali nel periodo repubblicano, che sommati alle tre della Regia e alle dodici condivise tra Spagna e ANR facevano di lui uno degli assi italiani più vittoriosi del conflitto.

Il dopoguerra: dalle Tigri Bianche a Tokyo

Sottoposto a processo di epurazione per aver servito nell’ANR, Bellagambi fu allontanato dall’Aeronautica Militare. Rientrò in servizio attivo dopo quasi quattro anni con il grado di capitano. Il 1° ottobre 1949 fu inviato alla Scuola di guerra aerea di Firenze per il corso da ufficiale superiore.

Conseguita l’abilitazione sui Fiat G.59 e P-51 Mustang a Grottaglie, fu assegnato al 51° Stormo a Treviso, dove volò anche sui P-47D Thunderbolt. Con l’arrivo dei cacciabombardieri a reazione Republic F-84G Thunderjet assunse il comando del 20° Gruppo.

Nel 1953 gli fu affidato il comando delle “Tigri Bianche”, la pattuglia acrobatica della 51ª Aerobrigata. Successivamente ricevette l’incarico di formare la pattuglia acrobatica nazionale “Guizzo”, partecipando all’inaugurazione della base aerea di Istrana il 20 giugno 1954.

Trasferito alla 3ª Aerobrigata di Villafranca nel 1956, volò sui ricognitori RF-84F Thunderflash. Nel 1961 assunse il comando della 51ª Aerobrigata e delle basi aeree di Istrana e Treviso, volando sugli intercettori F-86K Sabre e sui Fiat G.91R.

Nel settembre 1964 fu inviato come addetto militare presso l’ambasciata italiana di Tokyo, accreditato per Giappone, Corea del Sud e Filippine. Rientrò in Italia nel novembre 1967. Promosso generale di brigata aerea, fu posto in posizione ausiliaria al raggiungimento dei limiti di età.

Morì a Firenze il 25 luglio 2001, a 85 anni. La vedova, signora Marisa Bellagambi, ha donato il medagliere completo, la spada e altri cimeli al Museo dell’Aria e dello Spazio presso il Castello di San Pelagio (Padova), nella sala dedicata all’ANR.

Vittorie accreditate

Regia Aeronautica (3 individuali + 5 condivise):

  • Spagna 1938: 5 vittorie condivise (CR.32)
  • 28 febbraio 1941: 1 Gloster Gladiator (G.50bis, Albania)
  • 27 settembre 1941: 1 Hawker Hurricane (CR.42, Sardegna)
  • 30 giugno 1943: 1 Consolidated B-24 Liberator (Bf 109G, Sciacca)

Aeronautica Nazionale Repubblicana (10 individuali + 7 condivise):

  • 29 giugno 1944: 1 Martin Baltimore
  • 11 luglio 1944: 1 Martin B-26 Marauder
  • 19 ottobre 1944: 1 Martin B-26 Marauder
  • 4 novembre 1944: 1 Consolidated B-24 Liberator
  • 5 novembre 1944: 1 Martin B-26 Marauder
  • 10 dicembre 1944: 1 North American B-25 Mitchell
  • 22 dicembre 1944: 1 Supermarine Spitfire
  • 4 febbraio 1945: 1 Republic P-47 Thunderbolt
  • 8 febbraio 1945: 1 North American B-25 Mitchell
  • 8 febbraio 1945: 1 Martin B-26 Marauder

Totale: 13 vittorie individuali + 12 condivise

Informazioni aggiuntive

  • Data di Nascita: 14 Settembre 1915 
  • Data morte: 25 Luglio 2001  
  • Vittorie: 13  
  • Forza aerea: Regia Aeronautica 
  • Bibliografia – Riferimenti:
    • Giovanni Massimello, Giorgio Apostolo: Gli assi italiani della Seconda Guerra Mondiale. Libreria Editrice Goriziana (2012) Editore ISBN: 978-88-6102-117-4
    • Wikipedia
    • Biplane Fighter Aces

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