Giulio Germanico

di redazione
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Giulio Germanico

Il Giulio Germanico fu un incrociatore leggero della Regia Marina, quarta unità della classe Capitani Romani, alla cui scheda si rimanda per le caratteristiche tecniche della classe. Costruito dalla Navalmeccanica di Castellammare di Stabia, fu impostato il 3 aprile 1939 e varato il 26 luglio 1941. Non entrò mai in servizio durante il conflitto: le vicende legate all’armistizio ne fecero il centro di un episodio peculiare del settembre 1943, che coinvolse l’equipaggio, i cantieri e la città.

Il nome

La nave era intitolata a Giulio Germanico (15 a.C. – 19 d.C.), generale romano della dinastia giulio-claudia, nipote di Augusto e figlio adottivo di Tiberio. Apprezzato comandante sul fronte germanico — da cui il soprannome — e molto popolare a Roma, morì prematuramente a 33 anni in Siria in circostanze mai chiarite.

La difesa del cantiere e la morte di Baffigo

All’atto dell’armistizio dell’8 settembre 1943 il Giulio Germanico aveva l’allestimento completato al 94% e i suoi 418 marinai si trovavano già a bordo, insieme al comandante, il capitano di corvetta Domenico Baffigo, che ne seguiva l’allestimento dall’aprile 1941. La nave era praticamente pronta a prendere il mare.

Nel porto e nel cantiere navale di Castellammare di Stabia si trovava in quel momento un quantitativo considerevole di naviglio militare: oltre al Germanico, erano presenti sette corvette della classe Gabbiano in avanzato stato di allestimento (Calabrone, Cavalletta, Cicala, Coccinella, Grillo, Maggiolino, Libellula), due corvette sugli scali (Vespa e Lucciola), vedette antisommergibili, MAS, un piroscafo, tre motozattere e un sommergibile in costruzione avanzata. Un bottino di prim’ordine per qualsiasi occupante.

I tedeschi lo sapevano. Attivata l’operazione Achse per il disarmo delle forze armate italiane, le truppe tedesche si mossero immediatamente verso il cantiere. Baffigo — pluridecorato con tre medaglie d’argento, una di bronzo e una croce di guerra al valor militare — non ricevette ordini dai comandi superiori, irraggiungibili nel caos dell’8 settembre. Decise di difendere il cantiere di propria iniziativa. Alla testa dei marinai del Germanico, dei carabinieri accorsi e del personale tecnico, organizzò la difesa. I calibri dell’incrociatore e delle altre navi in allestimento aprirono il fuoco.

Domenico Baffico
Domenico Baffico

Per tre giorni i tedeschi non riuscirono a sfondare. Baffigo cercò nel frattempo di mettersi in contatto con i propri superiori, senza ottenere risposta. L’11 settembre i tedeschi, non avendo ragione della difesa con le armi, alzarono bandiera bianca e invitarono il comandante a parlamentare. Baffigo uscì dal cantiere per la trattativa. Fu catturato e fucilato insieme ai tenenti Francesco Bottino e Ugo Molino. Il suo corpo non fu mai ritrovato. Nei giorni seguenti i tedeschi trucidarono in città altre 31 persone tra militari e civili e deportarono verso nord oltre 5.000 giovani stabiesi.

Tra il 12 e il 16 settembre il cantiere navale fu pesantemente bombardato. Il 28 settembre 1943, con le forze alleate sbarcate a Salerno già alle porte della città, i tedeschi in ritirata al di là del Garigliano autoaffondarono le navi nel porto e tentarono di fare lo stesso con il Giulio Germanico. La nave rimase per metà a galla — e nell’umorismo amaro dei cantieristi stabiesi diventò ‘O Giu’ Germania, cioè il Giulio che i tedeschi non riuscirono ad affondare.

A Domenico Baffigo fu conferita la medaglia d’oro al valor militare alla memoria. La motivazione recita: «Valoroso ufficiale superiore, più volte decorato nel recente conflitto, trovandosi, all’armistizio, all’allestimento di incrociatore presso cantiere navale, freddamente determinato ad assolvere i doveri derivantigli dal suo stato, respingeva con il fuoco truppe nemiche dirette ad impossessarsi delle unità all’ormeggio. Attirato con l’inganno a parlamentare, fu barbaramente trucidato». La medaglia fu consegnata nel 1949 alla figlia Paola, che aveva tre mesi quando il padre fu ucciso. Il 25 aprile 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì alla città di Castellammare di Stabia la medaglia d’oro al merito civile.

Il dopoguerra: dal Germanico al San Marco

Recuperato dalla posizione semiaffondata al termine della guerra, lo scafo fu ricostruito radicalmente. Anziché completarlo come incrociatore — una categoria ormai in via di superamento — si decise di riconvertirlo in cacciatorpediniere conduttore, sulla falsariga di quanto fatto con il gemello Pompeo Magno. I lavori si svolsero tra il 1953 e il 1955 presso la Navalmeccanica di Castellammare di Stabia, lo stesso cantiere che lo aveva costruito. L’armamento originale da 135 mm fu sostituito con sei cannoni americani da 127/38 mm, dotati della capacità contraerea che i vecchi pezzi non avevano. La nave rientrò in servizio nella Marina Militare con il nome di San Marco (distintivo ottico D 563) nel 1956. Dal 1965, dopo ulteriori modifiche, operò come nave scuola per gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, effettuando crociere addestrative in Europa, nelle Americhe e in Asia. Fu definitivamente posta in disarmo nel 1980, quando fu sostituita dal Caio Duilio. La sua bandiera di combattimento è conservata al Sacrario delle Bandiere del Vittoriano a Roma.

Informazioni aggiuntive

  • Nazione:  Italia 
  • Tipo nave:  Incrociatore 
  • Classe Capitani Romani 
  • Cantiere:

    Navalmeccanica, Castellammare di Stabia

  • Data impostazione:   03/04/1939 
  • Data Varo: 26/07/1941 
  • Data entrata in servizio: 19/01/1956 
  • Lunghezza m.:  142.2 
  • Larghezza m.: 14.4 
  • Immersione m.:   4.9 
  • Dislocamento t.:  5.035  
  • Apparato motore: 

    4 caldaie Thornycroft, 4 turbine Parsons, 2 assi

  • Potenza cav.:  110.000  
  • Velocità nodi: 40 
  • Autonomia miglia: 4.352 
  • Armamento:  
    • 8 cannoni da 135/45 (4 installazioni binate)
    • 8 cannoni Breda 37/54 (affusti singoli)
    • 8 mitragliere da 20/70<(4 installazioni binate)
    • 8 tubi lanciasiluri da 533 mm (2 installazioni quadruple)
  • Corazzatura: 
    • Torrette: 6-20 mm
    • Barbette: 15 mm
  • Equipaggio: 418 

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