Hajo Herrmann

di redazione
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Hajo Herrmann

Hans-Joachim “Hajo” Herrmann, nato a Kiel il 1° agosto 1913, è stato un tattico e comandante della Luftwaffe della Seconda Guerra Mondiale. Pilota da bombardamento nella prima parte del conflitto e poi creatore di una delle tattiche di caccia notturna più singolari della storia, fu il fondatore del Jagdgeschwader 300 “Wilde Sau” (Cinghiale Selvaggio) e organizzatore del Sonderkommando Elbe, l’unità di speronamento che nell’aprile 1945 attaccò i bombardieri statunitensi. Accreditato con 320 missioni di bombardamento in cui affondò 12 navi alleate per circa 70.000 tonnellate complessive, e con 9 vittorie aeree notturne in oltre 50 missioni di caccia notturna, fu insignito della Ritterkreuz mit Eichenlaub und Schwertern (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia e Spade), 43° insignito della Wehrmacht delle Spade. Catturato dai sovietici alla fine della guerra nonostante la sua attività operativa fosse stata diretta esclusivamente contro le forze occidentali, trascorse dieci anni di prigionia in Unione Sovietica prima del rientro in Germania nel 1955. Morì a Kiel il 5 novembre 2010, all’età di novantasette anni.

Origini e Legione Condor

Herrmann si arruolò nella Hamburg Landespolizei (Polizia di Stato di Amburgo) il 1° maggio 1933, all’età di diciannove anni. Frequentò la scuola superiore di polizia prussiana di Potsdam-Eiche e fu promosso Polizei-Leutnant il 1° giugno 1935. Subito dopo passò alla Wehrmacht, inizialmente con il 47° Reggimento di Fanteria della 20ª Divisione di Fanteria. Il 1° agosto 1935 Herrmann fu trasferito alla Luftwaffe, in coincidenza con la rinascita ufficiale dell’aviazione militare tedesca. Frequentò la scuola di pilotaggio bombardieri di Kitzingen e fu poi assegnato al 9. Staffel del Kampfgeschwader 253 (poi ridesignato Kampfgeschwader 4 “General Wever“), basato a Nordhausen. Tra il 1936 e il 1937 Herrmann partecipò alla Guerra Civile spagnola con la Legione Condor, viaggiando come pilota volontario sulla nave mercantile Usaramo per Cadice all’inizio di agosto 1936. Era la stessa nave su cui si era imbarcato pochi giorni prima Hannes Trautloft. In Spagna Herrmann sviluppò inizialmente le procedure di addestramento per l’uso del cannone antiaereo 2 cm Flak 30 a beneficio delle forze nazionaliste, e partecipò ai voli di trasporto dell’Operazione Feuerzauber dal Marocco spagnolo alla penisola iberica per l’Armata d’Africa di Franco.

Bombardiere: Polonia, Norvegia, Inghilterra

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Herrmann era pilota di Heinkel He 111 al KG 4 “General Wever”. Partecipò alla campagna di Polonia nel settembre 1939 e alla campagna di Norvegia nell’aprile-maggio 1940. Per il 1940 era diventato Staffelkapitän del 7. Staffel del KG 4, e durante la Battaglia d’Inghilterra condusse numerosi attacchi aerei contro le città e gli aeroporti britannici. Il 13 ottobre 1940, dopo aver dimostrato particolare efficacia negli attacchi al naviglio britannico, Herrmann fu insignito della Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes come Oberleutnant e Staffelkapitän del 7/KG 4 “General Wever”.

Il Pireo, l’Artico, l’OKL

Nel febbraio 1941 il KG 4 fu trasferito in Sicilia, da dove condusse attacchi contro Malta e contro la Grecia. La notte del 6-7 aprile 1941 Herrmann compì l’azione che entrò nei manuali della guerra aerea: ricevuto l’ordine di sganciare due mine nel porto del Pireo, contravvenne agli ordini caricando il proprio velivolo anche con due bombe da 250 kg. Con una di queste colpì la nave britannica SS Clan Fraser, carica di munizioni. L’esplosione che ne seguì distrusse undici navi e rese il porto del Pireo inutilizzabile per molti mesi, una delle azioni di un singolo bombardiere più devastanti dell’intera guerra. All’inizio del 1942 Herrmann fu nominato Gruppenkommandeur del III/Kampfgeschwader 30, basato in Norvegia, dove condusse attacchi contro i convogli alleati artici. Il III/KG 30 partecipò all’attacco al celebre convoglio PQ-17 nel luglio 1942, una delle più disastrose operazioni alleate della guerra navale. Nel luglio 1942 Herrmann fu trasferito allo Stato Maggiore Generale in Germania e poi all’Oberkommando der Luftwaffe (OKL, l’Alto Comando della Luftwaffe), dove divenne uno stretto collaboratore di Hermann Göring. La conoscenza diretta delle operazioni di bombardamento britanniche sul Reich gli permise di sviluppare nei mesi successivi una proposta tattica radicale.

La Wilde Sau

Nella primavera del 1943 il sistema di difesa notturna del Reich, la Linea Kammhuber, fu reso quasi inefficace dall’introduzione del Window (in inglese: chaff) da parte del Bomber Command della RAF: strisce di metallo lanciate dai bombardieri che saturavano i radar di terra rendendo impossibile la guida dei caccia notturni Bf 110 e Ju 88. Il sistema di intercettazione tedesco basato sul dualismo radar-velivolo cessò di funzionare. Herrmann propose una tattica radicalmente diversa, completamente svincolata dal radar. La sua idea: utilizzare caccia diurni monomotore Fw 190 e Bf 109 nel ruolo di caccia notturni, pilotati da equipaggi con esperienza di volo strumentale e di bombardamento. I caccia avrebbero attaccato i bombardieri RAF nell’area generale dell’obiettivo, identificandoli visivamente nella luce dei riflettori, dei marker pirotecnici e degli incendi al suolo. Velivoli speciali Junkers Ju 88 dotati di razzi illuminanti avrebbero seguito le rotte dei bombardieri inglesi, illuminandoli dal di sopra. Alcuni dei caccia monoposto sarebbero stati equipaggiati con il rilevatore radar passivo Naxos, capace di intercettare le emissioni dei radar di puntamento dei bombardieri. La tattica, soprannominata “Wilde Sau” (Cinghiale Selvaggio) per il suo carattere caotico, fu sperimentata sopra Berlino tra maggio e giugno 1943. Il 26 giugno 1943 a Deelen fu costituito lo Stab/Versuchskommando Herrmann, ridesignato dopo poche settimane Stab/Jagdgeschwader Herrmann e infine, il 20 agosto 1943, Jagdgeschwader 300. Herrmann fu nominato Geschwaderkommodore, promosso a Major. La prima missione operativa del Wilde Sau ebbe luogo la notte del 3-4 luglio 1943, quando 653 bombardieri della RAF attaccarono Colonia. Sei caccia diurni di Herrmann, decollati da Mönchengladbach, attaccarono la formazione nell’area dell’obiettivo, sfruttando la luce dei riflettori e degli incendi al suolo. Rivendicarono dodici abbattimenti, condivisi con la Flak. Il successo iniziale convinse l’OKL a estendere l’esperimento. Allo JG 300 si aggiunsero i Geschwader gemelli JG 301 e JG 302, riuniti nella 30. Jagd-Division al comando dello stesso Herrmann. Il 2 agosto 1943, dopo le prime settimane di operazioni del Wilde Sau, Herrmann fu insignito delle Eichenlaub alla Ritterkreuz, 269° insignito della Wehrmacht, come Major e Geschwaderkommodore del JG 300, per i propri risultati personali (sei vittorie e l’azione del Pireo del 1941) e per lo sviluppo della nuova tattica.

Inspekteur, ferimenti, ulteriori comandi

Herrmann condusse personalmente missioni operative al fianco dei propri piloti. Tra il luglio 1943 e il gennaio 1944 conseguì nove vittorie aeree notturne contro bombardieri RAF. Il 5 settembre 1943 fu ferito in un incidente: il suo Fieseler Fi 156 Storch C-3 (Werknummer 1297) ebbe un guasto al motore in decollo presso Hennef. Il 12 ottobre 1943 fu ferito di nuovo: un guasto tecnico al suo Messerschmitt Me 210 A-1 (W.Nr. 6019) lo costrinse a un atterraggio sul ventre all’aeroporto di Le Bourget. Il 26 settembre 1943 Herrmann lasciò il comando diretto del JG 300, sostituito dall’Oberstleutnant Kurt Kettner, e si concentrò sul comando della 30. Jagd-Division. Nel dicembre 1943 fu nominato Inspekteur der deutschen Luftverteidigung (Ispettore della Difesa Aerea Tedesca), incarico di staff con autorità sull’intera difesa notturna del Reich. La sua ultima missione operativa fu la notte del 2-3 gennaio 1944, durante la quale conseguì la nona e ultima vittoria. Göring gli proibì successivamente di volare in missioni di combattimento, ordinandogli di concentrarsi sulla pianificazione e sull’addestramento. Il 23 gennaio 1944 Herrmann fu insignito delle Schwertern alla Ritterkreuz, 43° insignito della Wehrmacht, come Oberst e Inspekteur der Luftverteidigung. Era una decorazione di prestigio assoluto. Nel marzo 1944 assunse il comando della 1. Jagd-Division, succedendo all’Oberst Günther Lützow. Aveva ora la responsabilità delle operazioni di caccia diurna e notturna su un’area che si estendeva dal Mecklenburg e dalla costa baltica a nord, fino alla Foresta Turingia e ai monti dell’Harz a sud. Alla fine del 1944 fu nominato comandante della 9. Flieger-Division.

Il Sonderkommando Elbe

Nei mesi finali del conflitto Herrmann elaborò una nuova proposta tattica per fronteggiare l’irreparabile inferiorità numerica della caccia tedesca rispetto alle formazioni statunitensi: il Sonderkommando Elbe, unità di piloti volontari incaricati di speronare in volo i quadrimotori USAAF. La tattica non era propriamente suicida (i piloti dovevano lanciarsi col paracadute prima dell’urto), ma il rischio di sopravvivenza era considerato accettabilmente basso anche dagli stessi pianificatori. I piloti volontari erano selezionati tra quelli con il minor numero di ore di volo (i meno esperti), equipaggiati con Bf 109 G alleggeriti del proprio armamento per guadagnare velocità. Il 7 aprile 1945 il Sonderkommando Elbe fu impiegato per la prima e unica volta. Centottanta caccia tedeschi attaccarono una formazione USAAF di 1.300 quadrimotori scortati da 850 caccia. Furono speronati e abbattuti 7 quadrimotori statunitensi (alcune fonti tedesche rivendicano fino a 23 abbattimenti); le perdite tedesche ammontarono a circa 80 velivoli con almeno 24 piloti morti. La missione non si ripeté.

Il dibattito sulle tattiche

Le tattiche di Herrmann sono state oggetto di valutazioni storiografiche divergenti. Il Wilde Sau ebbe successo nelle prime settimane operative, soprattutto durante l’attacco RAF su Amburgo del luglio-agosto 1943, contribuendo all’abbattimento di 56 bombardieri il 24 agosto e di altri 47 il 1° settembre 1943. Tuttavia il sistema mostrò rapidamente i propri limiti: il numero di incidenti notturni dovuti al maltempo invernale, agli atterraggi alla cieca e all’usura dei piloti portò a perdite proibitive nell’inverno 1943-44. Per il maggio 1944 i tre Gruppe di JG 300 disponevano complessivamente di 113 velivoli, di cui solo 52 operativi. Lo JG 300 fu progressivamente convertito a unità di caccia diurna, e il Wilde Sau venne gradualmente accantonato. Il dibattito storiografico più aspro riguarda il Sonderkommando Elbe. Le testimonianze raccolte da autori come Jean-Yves Lorant nella sua storia documentale del JG 300 mostrano un quadro complesso. Alcuni piloti veterani riconobbero la coerenza tecnica delle proposte di Herrmann, ammettendo che in condizioni di sproporzione numerica come quelle del 1944-45 ogni alternativa era peggiore. Altri descrissero Herrmann come un comandante rigido, di carattere autoritario, capace di ideare con prontezza piani ad alto costo in vite umane. La memoria diretta dei piloti del JG 300 raccolta dagli storici contiene aneddoti sia di stima sia di insofferenza verso il loro Geschwaderkommodore. La storiografia anglosassone (in particolare Caldwell e Muller in The Luftwaffe over Germany) ha riconosciuto a Herrmann un’autentica originalità tecnica, considerandolo uno dei pochi comandanti tedeschi capaci di proporre risposte tattiche flessibili alla crisi della difesa aerea del Reich; ma ha contestualmente evidenziato come la sostenibilità dei suoi schemi fosse sempre stata problematica, dal punto di vista delle perdite di piloti e di velivoli.

Prigionia sovietica

L’8 maggio 1945, giorno della resa tedesca, Herrmann si arrese nei pressi di Berlino. Nonostante la sua attività operativa fosse stata diretta esclusivamente contro le forze occidentali, fu catturato dalle forze sovietiche e trasferito in Unione Sovietica come prigioniero di guerra. Vi rimase per dieci anni, fino al 1955, anno della liberazione di tutti i prigionieri di guerra tedeschi rimasti nei campi sovietici per intervento del Cancelliere Konrad Adenauer. Tornato in Germania, Herrmann scrisse le proprie memorie operative pubblicate nel 1984 con il titolo “Bewegtes Leben – Kampf- und Jagdflieger 1935-1945” (Una vita movimentata – Pilota da bombardamento e da caccia 1935-1945) presso Motorbuch-Verlag di Stoccarda. Nel 2003 pubblicò un secondo volume di memorie dedicate alla prigionia sovietica, “Als die Jagd zu Ende war” (Quando la caccia finì) presso Universitas Verlag.

Avvocato

Sopravvissuto alla prigionia, Herrmann si laureò in diritto e divenne avvocato penalista a Düsseldorf. Tra i suoi clienti figurarono Otto Ernst Remer, ex ufficiale della Wehrmacht e leader del Partito Socialista del Reich neonazista, e lo storico britannico David Irving, autore di pubblicazioni negazioniste sull’Olocausto. Difese inoltre numerosi altri esponenti del neonazismo tedesco e del negazionismo storico in noti processi penali degli anni Settanta-Ottanta. Nel 1959 sposò la soprano tedesca Ingeborg Reichelt, dalla quale ebbe due figli. Continuò ad essere oratore attivo per organizzazioni della destra estrema tedesca fino agli ultimi anni di vita, mantenendo posizioni ideologiche affini a quelle di gioventù. Era tra gli ultimi ufficiali superstiti di alto rango della Luftwaffe ancora in vita quando morì a Kiel il 5 novembre 2010, all’età di novantasette anni. Le sue ceneri furono disperse nella Baia di Kiel.

Dati complessivi

La carriera operativa di Hajo Herrmann nella Seconda Guerra Mondiale comprese 320 missioni di bombardamento (con l’affondamento di 12 navi alleate per circa 70.000 tonnellate complessive) e oltre 50 missioni di caccia notturna (con 9 vittorie aeree contro bombardieri RAF). Herrmann pilotò operativamente l’Heinkel He 111, lo Junkers Ju 88, il Messerschmitt Bf 109, il Focke-Wulf Fw 190 e altri velivoli. Foreman, Parry e Mathews, autori di Luftwaffe Night Fighter Claims 1939-1945, hanno documentato negli archivi tedeschi tre delle sue rivendicazioni notturne con certezza, mentre Aders e Mathews-Foreman accreditano il dato tradizionale di nove vittorie. La cifra delle 12 navi affondate è confermata dalla sua biografia ufficiale e dalle motivazioni delle decorazioni.

Informazioni aggiuntive

  • Data di Nascita: 1 Agosto 1913 
  • Data morte: 10 Novembre 2010  
  • Vittorie: 9  
  • Forza aerea: Luftwaffe 
  • Decorazioni   
    • Spanienkreuz in Bronze (Croce di Spagna in Bronzo)
    • Eisernes Kreuz II. Klasse (Croce di Ferro di II classe)
    • Eisernes Kreuz I. Klasse (Croce di Ferro di I classe)
    • Frontflugspange für Kampfflieger in Gold (Fermaglio di Combattimento per Bombardieri in Oro)
    • Wehrmachtbericht (citazione nel bollettino della Wehrmacht), 9 aprile 1941, per l’attacco al Pireo
    • Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro), 13 ottobre 1940, come Oberleutnant e Staffelkapitän del 7/KG 4 “General Wever”
    • Ritterkreuz mit Eichenlaub (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia), 2 agosto 1943, 269° insignito della Wehrmacht, come Major e Geschwaderkommodore del JG 300
    • Ritterkreuz mit Eichenlaub und Schwertern (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia e Spade), 23 gennaio 1944, 43° insignito della Wehrmacht, come Oberst e Inspekteur der deutschen Luftverteidigung
  • Bibliografia – Riferimenti:
    • Walter A. Musciano: Messerschmitt Aces Aero Pub. Inc. 1986 ISBN: 0830683798
    • Spick, Mike Luftwaffe Fighter Aces: The Jadgflieger and their Combat Tactics and Techniques. New York: Ivy Books (1996) ISBN 978-0-8041-1696-1.
    • Wikipedia

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