Ugo Drago fu uno degli assi più rappresentativi dell’aviazione italiana durante la Seconda guerra mondiale. Combatté in Grecia, Africa settentrionale, Sicilia e nella difesa dell’Italia settentrionale, accumulando diciassette vittorie individuali più altre in compartecipazione. Il suo nome rimase indissolubilmente legato alla squadriglia “Gigi tre osei”, di cui portò il distintivo e il motto attraverso due aviazioni e cinque anni di guerra. Al termine del conflitto emigrò in Argentina, per poi tornare in Italia e intraprendere una brillante carriera come comandante di linea Alitalia.
Le origini e la vocazione al volo
Ugo Drago nacque ad Arborio, in provincia di Vercelli, il 3 marzo 1915. Dopo gli studi si diplomò all’Accademia di Educazione Fisica di Roma e lavorò per breve tempo come istruttore. Ma la passione per il volo lo portò a cambiare strada: il 27 giugno 1938 ottenne il brevetto di volo civile, che gli aprì le porte della Regia Aeronautica.
Entrato in Accademia, completò l’addestramento presso la Scuola di volo di Capua e successivamente la Scuola caccia di Castiglione del Lago. Il 19 marzo 1939 conseguì il brevetto di pilota militare e il 16 maggio fu assegnato come sottotenente di complemento alla 363ª Squadriglia del 150° Gruppo Caccia Terrestre. Sarebbe rimasto legato a questo reparto per tutta la guerra.
La campagna di Francia
Il sottotenente Drago fu in azione fin dal primo giorno di guerra italiana. Il 10 giugno 1940, con il 150° Gruppo equipaggiato di Fiat CR.42 Falco, partecipò alle operazioni contro la Francia nella battaglia delle Alpi Occidentali. Il 13 giugno, durante un’azione nei cieli di Fayence e Cannet des Maures, si distinse per coraggio e fu decorato con la Croce di guerra al valor militare.
La campagna di Grecia
Il 28 ottobre 1940, con già venti missioni all’attivo, il 150° Gruppo fu trasferito sul fronte greco. Il 2 novembre Drago colse la sua prima vittoria aerea: guidando una sezione di dodici CR.42 in scorta a dieci S.79 diretti a bombardare Salonicco, avvistò due caccia greci PZL P.24 che attaccavano i bombardieri. Mentre il suo gregario ingaggiava uno dei nemici, Drago si lanciò sull’altro. Il combattimento iniziò a 5.000 metri e si concluse a 2.000 con il caccia greco in fiamme che si schiantava al suolo.
Il 14 novembre fu una giornata memorabile. L’aeroporto di Koritza, vicino alla linea del fronte, era sotto attacco quotidiano. Quella mattina dei Fairey Battle bombardarono a bassa quota e Drago decollò durante l’incursione, attaccando uno dei bombardieri senza però riuscire ad abbatterlo. Dopo un’altra intercettazione fallita, si ritrovò solo contro cinque PZL P.24 e riuscì a malapena a sganciarsi. Mentre rientrava a Koritza avvistò altri due PZL, li attaccò ma fu colpito a sua volta; solo l’intervento di un altro CR.42 gli permise di raggiungere l’aeroporto.
Nel pomeriggio, durante una pattuglia di copertura sugli aeroporti della zona, quattro CR.42 pilotati da Drago, dal sottotenente Ernesto Trevisi, dal sergente Augusto Manetti e dal sergente Vittorio Pirchio intercettarono due PZL P.24. Era una trappola: dieci caccia nemici li attendevano più in alto. Nel furioso combattimento che seguì, Drago abbatté due biplani nemici individualmente e collaborò all’abbattimento di altri tre insieme ai compagni. Ma il prezzo fu alto: Trevisi fu ucciso, Manetti fu abbattuto e catturato, Pirchio fu ferito al piede sinistro e il suo CR.42 si cappottò all’atterraggio. Per questa azione Drago ricevette la medaglia d’argento al valor militare “sul campo”.
Il 13 febbraio 1941 colse la quarta vittoria confermata: durante una ricognizione meteorologica nella valle di Argyrokastron, avvistò un Fairey Battle, lo attaccò e lo abbatté, osservandone lo schianto sul fianco della montagna.
L’Africa settentrionale
Al termine della campagna di Grecia il 150° Gruppo, passato sui Macchi C.200, rimase nei Balcani con compiti di difesa territoriale. Solo nel dicembre 1941 fu trasferito in Africa settentrionale. Il 31 dicembre Drago fu promosso tenente.
In Nordafrica compì 124 missioni, prevalentemente di scorta e appoggio tattico, senza occasione di scontri aerei. Ciononostante, per l’intenso ciclo operativo fu decorato con una seconda medaglia d’argento al valor militare e, il 7 marzo 1942, con la Croce di Ferro tedesca di II classe.
Particolarmente duro fu il combattimento del 14 febbraio 1942, passato alla storia come il “massacro di San Valentino”. Una formazione mista di MC.202, MC.200 e CR.42 fu intercettata da Kittyhawk del 112° e 3° RAAF Squadron, guidati con precisione dal radar – uno dei primi casi documentati di intercettazione guidata su quel fronte. La 363ª Squadriglia, con i suoi MC.200 di scorta ravvicinata, subì perdite pesanti: due piloti non tornarono. Drago riuscì a salvare il comandante capitano Luigi Mariotti abbattendo un Kittyhawk che lo inseguiva, ma dovette constatare amaramente come il vecchio Saetta fosse ormai inadeguato contro gli avversari del 1942.
Il 10 novembre 1942 il 150° Gruppo rientrò in Italia dopo un totale di 150 missioni per Drago sul fronte africano.
Comandante della 363ª Squadriglia
Il 1° gennaio 1943 – altre fonti indicano giugno 1942 – Drago assunse il comando della 363ª Squadriglia. Nel frattempo il reparto era rientrato in Italia e, dopo un breve periodo sui MC.202, fu riequipaggiato con i Messerschmitt Bf 109G, diventando il primo reparto italiano ad operare sul caccia tedesco.
I piloti italiani, abituati ai docili velivoli Macchi, dovettero affrontare difficoltà iniziali di ambientamento su un aereo dalle caratteristiche molto diverse: carrello stretto, comandi più duri, comportamento al suolo insidioso. Ma una volta superata la fase critica, manifestarono grande apprezzamento per le virtù belliche del caccia tedesco.
Pantelleria e l’ultimo combattimento nella Regia
Il 9 giugno 1943, nei giorni dell’assedio di Pantelleria, una formazione di quattordici MC.202 e quattro Bf 109 del 150° Gruppo si scontrò con circa cinquanta caccia nemici tra Spitfire e P-38. Un fonogramma del Comando Aeronautica Sicilia comunicò che la formazione aveva abbattuto quattro Spitfire più altri quattro probabili, ma tre piloti italiani risultavano abbattuti, tra cui il tenente Drago.
Un successivo fonogramma chiarì la situazione: “Ten. pil. Drago del 150° Gruppo rientrato notte scorsa da Pantelleria con velivolo S.81 ha dichiarato di aver sicuramente abbattuto due Spitfire durante combattimento impegnato cielo Pantelleria”. Drago era stato abbattuto dagli Spitfire del 308th Fighter Squadron ma era riuscito a lanciarsi col paracadute, ammarando nel Mediterraneo. Recuperato da alcuni pescatori di Pantelleria, fu riportato in Sicilia con un volo notturno su S.81 poche ore prima della resa dell’isola.
Furono le sue ultime vittorie nella Regia Aeronautica.
L’armistizio e la fuga
Dopo la caduta della Sicilia il 150° Gruppo fu trasferito prima a Caselle (Torino), poi a Ciampino. L’8 settembre 1943 Drago partecipò a quella che fu l’ultima missione del Gruppo prima dell’armistizio.
All’annuncio della resa, Drago si trovava a Ferrara. Fermato da soldati tedeschi, rifiutò di arruolarsi nella Luftwaffe e fu arrestato insieme ad altri ufficiali italiani. Fu caricato su un treno diretto ai campi di prigionia in Germania, ma durante il viaggio, ancora in territorio italiano, riuscì a evadere saltando dal convoglio in movimento.
L’Aeronautica Nazionale Repubblicana
Dopo essersi nascosto per qualche tempo, Drago udì l’appello del colonnello Ernesto Botto per la costituzione dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana. Il 23 settembre 1943 si presentò spontaneamente per arruolarsi. Fu inquadrato nel 2° Gruppo Caccia “Gigi tre osei” – che ereditava nome, distintivo e tradizioni del suo vecchio 150° Gruppo – e assunse il comando della 1ª Squadriglia (poi ridenominata 4ª nel febbraio 1945).
Inizialmente equipaggiata con Fiat G.55 Centauro, la squadriglia passò nel giugno 1944 ai Messerschmitt Bf 109G, effettuando la prima missione operativa il 22 giugno.
L’asso dell’ANR
Il 24 giugno 1944 Drago ottenne la prima vittoria con l’ANR, abbattendo un P-47 Thunderbolt dell’Armée de l’Air francese a sud di Ovada. Seguirono altri successi: un B-25 il 14 luglio, un B-24 il 20 o 21 luglio (le fonti divergono), un altro P-47 il 26 luglio sopra Piacenza.
Il 25 agosto 1944 l’ANR affrontò la grave crisi scatenata dalla Luftwaffe, che tentò di sciogliere i reparti italiani per incorporarli nella “Legione aerea italiana” sotto controllo tedesco. Il 2° Gruppo subì il sequestro dei propri aerei, trasferiti a Maniago. L’attività bellica riprese solo il 2 ottobre con la consegna di nuovi Bf 109.
Il 1° novembre 1944 Drago fu promosso capitano. Il 16 novembre abbatté un P-51 Mustang nei pressi di Aviano durante un’intercettazione di B-17 scortati da caccia del 332nd Fighter Group. Un altro P-51 cadde il 26 dicembre.
Nel 1945 i successi continuarono: due P-47 (il 6 febbraio e il 23 marzo), un B-25 (il 12 febbraio sopra Legnago – in realtà solo gravemente danneggiato secondo le fonti americane) e un F-5E da ricognizione (versione fotografica del P-38) il 12 marzo a nord di Padova.
L’ultima vittoria confermata fu il 23 marzo 1945 nei cieli di Campoformido, quando Drago sorprese una fila di P-47 carichi di bombe dell’85th Fighter Squadron, abbattendone uno. Il pilota, 2nd Lieutenant Jack Faires, si lanciò col paracadute e fu catturato.
La fine della guerra
Il 26 aprile 1945, con la distruzione del materiale bellico rimasto e lo scioglimento dell’unità, Drago e altri piloti del suo gruppo cooperarono con le formazioni partigiane locali per mantenere l’ordine pubblico nel bergamasco, limitando saccheggi e disordini nei caotici giorni della fine delle ostilità.
Al termine del conflitto, il capitano Drago risultava – insieme al capitano Mario Bellagambi – il pilota dell’ANR con il maggior numero di vittorie: undici abbattimenti individuali nel periodo repubblicano, che sommati alle sei della Regia portavano il totale a diciassette vittorie individuali più tre in compartecipazione. Aveva al suo attivo oltre 400 missioni belliche.
La sua grande capacità di comando fu dimostrata anche dalle perdite contenute: nel periodo giugno 1944-marzo 1945 la sua squadriglia perse in combattimento solo due piloti.
Il dopoguerra: dall’Argentina all’Alitalia
Come altri piloti della RSI, Drago emigrò in Argentina, dove trovò impiego come istruttore di volo presso la Fuerza Aérea Argentina, addestrando i piloti sui Fiat G.55 e G.59 acquistati dall’Italia.
Rientrò in patria nel 1953 e fu assunto in Alitalia come pilota di linea. Anche nella nuova carriera ebbe modo di distinguersi: nel 1967, in un’epoca in cui i comandanti avevano ampia discrezionalità nella scelta di quote e rotte, si aggiudicò un informale record sulla tratta Roma-New York, percorsa con un Douglas DC-8 in 6 ore e 21 minuti. Con l’introduzione del Boeing 747 Jumbo in Alitalia, venne abilitato anche su quel modello, concludendo la carriera ai comandi del più grande aereo di linea dell’epoca.
Morì a Roma il 22 aprile 2007, a 92 anni.
Vittorie accreditate
Regia Aeronautica (6 individuali + 3 condivise):
- 2 novembre 1940: 1 PZL P.24 (CR.42, Salonicco)
- 14 novembre 1940: 2 PZL P.24 individuali + 3 condivisi (CR.42, Koritza)
- 13 febbraio 1941: 1 Fairey Battle (CR.42, Argyrokastron)
- 9 giugno 1943: 2 Supermarine Spitfire (Bf 109G, Pantelleria)
Aeronautica Nazionale Repubblicana (11 individuali):
- 24 giugno 1944: 1 P-47 Thunderbolt
- 14 luglio 1944: 1 B-25 Mitchell
- 20/21 luglio 1944: 1 B-24 Liberator
- 26 luglio 1944: 1 P-47 Thunderbolt
- 16 novembre 1944: 1 P-51 Mustang
- 26 dicembre 1944: 1 P-51 Mustang
- 6 febbraio 1945: 1 P-47 Thunderbolt
- 12 febbraio 1945: 1 B-25 Mitchell
- 12 marzo 1945: 1 F-5E Lightning
- 23 marzo 1945: 1 P-47 Thunderbolt
Totale: 17 vittorie individuali + 3 condivise
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 3 Marzo 1915
- Data morte: 22 Aprile 2007
- Vittorie: 17
- Forza aerea: Regia Aeronautica
- Bibliografia – Riferimenti:
- Giovanni Massimello, Giorgio Apostolo: Gli assi italiani della Seconda Guerra Mondiale. Libreria Editrice Goriziana (2012) Editore ISBN: 978-88-6102-117-4
- Wikipedia
- Biplane Fighter Aces
