“I make history videos and try my very best to make them not boring. Mostly WW2 because I’m a guy that grew up in the 2000s.” Questa autodefinizione, volutamente dimessa, nasconde uno dei canali più efficaci nella divulgazione della Seconda Guerra Mondiale su YouTube. Con appena 92 video caricati dal 2017, Potential History ha accumulato oltre 100 milioni di visualizzazioni: una media di oltre un milione a video, un’efficienza rara nel panorama della divulgazione storica online.
Il formato distintivo del canale è la serie “Tank Meme“, dedicata ai mezzi corazzati delle varie nazioni belligeranti. “The Japanese Tank Meme” (3,7 milioni di visualizzazioni), “The Italian Tank Meme” (3,6 milioni), “The British Tank Meme” (3,1 milioni), “The German Tank Meme” in due parti (complessivamente 3,5 milioni), “The American Tank Meme” (1,7 milioni), “The French Tank Meme” (1,4 milioni), “The Soviet Tank Meme” (1,2 milioni), fino a “The Minor Axis Tank Meme” (1,6 milioni) che copre le potenze minori dell’Asse e “The Australian Tank Meme” pubblicato più di recente.
Il termine “meme” non indica superficialità. Questi video analizzano le dottrine corazzate, i vincoli industriali, le scelte progettuali e i contesti operativi che determinarono successi e fallimenti dei programmi di armamento. L’umorismo serve a rendere accessibile materiale che altrimenti richiederebbe manuali tecnici, smontando nel contempo stereotipi radicati nella cultura popolare: i carri giapponesi non erano semplicemente “scarsi”, ma progettati per un teatro operativo specifico; i carri italiani riflettevano i limiti industriali del paese piuttosto che incompetenza progettuale.
La serie “Meme Tanks” (cinque episodi, oltre 8 milioni di visualizzazioni complessive) esplora invece i veicoli più bizzarri, fallimentari o semplicemente assurdi della storia dei corazzati: dal Bob Semple neozelandese (“The Best Tank Ever Built”, titolo volutamente ironico) al Ratte tedesco mai costruito, dal carro volante Antonov A-40 al NI Tank sovietico improvvisato durante l’assedio di Odessa.
Ma Potential History non si limita all’umorismo. La serie sull’Operazione Barbarossa in quattro parti (oltre 2,4 milioni di visualizzazioni totali) offre un’analisi approfondita dell’invasione tedesca dell’Unione Sovietica, dalla pianificazione (“Planning the Catastrophe”) fino alle riflessioni finali. I due video su Monte Cassino esplorano una delle battaglie più controverse della campagna italiana. La serie sul Pacifico in quattro parti copre il conflitto contro il Giappone da Pearl Harbor fino alla penetrazione nell’anello difensivo esterno nipponico.
Il video più visto del canale, “The Problems With Fury” (7,1 milioni di visualizzazioni), analizza le imprecisioni storiche del film con Brad Pitt, diventando un caso di studio su come il cinema plasma la percezione popolare della guerra. “Germany Could Not Win WW2” in due parti (8 milioni di visualizzazioni complessive) affronta uno dei dibattiti più ricorrenti tra appassionati di storia militare, argomentando con dati economici e strategici l’impossibilità di una vittoria tedesca.
Particolarmente interessante è “Germany, The Cold War, and a Pervasive Narrative” (711.000 visualizzazioni), che esplora come la narrativa della Guerra Fredda abbia distorto la storiografia sulla Wehrmacht, creando miti che persistono ancora oggi. “History Is Not Written By The Victors” smonta un altro luogo comune, quello della storia scritta dai vincitori.
I video più recenti mostrano un’evoluzione verso contenuti più lunghi e approfonditi: “The Ferdinand Heavy Tank Destroyer” supera i 37 minuti, “The Indiana Volunteers at The Battle of Gettysburg” raggiunge l’ora, “The Truth About German Kill Claims & Tank Aces” affronta in oltre 23 minuti la questione dell’attendibilità delle rivendicazioni tedesche di vittorie.
Una curiosità: diversi video analizzano i riferimenti storici nell’anime “Girls und Panzer”, una serie giapponese sul combattimento sportivo tra carri armati. Questi video (“The History In Girls und Panzer” in tre parti più “Das Finale”) hanno totalizzato oltre 6 milioni di visualizzazioni, dimostrando come la cultura pop possa diventare veicolo di divulgazione storica.
Il ritmo di pubblicazione è lento, con lunghe pause tra un video e l’altro, ma la qualità compensa ampiamente la quantità. Il canale è interamente in lingua inglese.
