L’Ottaviano Augusto fu un incrociatore leggero della Regia Marina appartenente alla classe Capitani Romani, alla cui scheda si rimanda per le caratteristiche tecniche della classe. Costruito dai Cantieri Navali Riuniti di Ancona, fu impostato il 28 settembre 1939 e varato il 31 maggio 1942. Non entrò mai in servizio.
Il nome
La nave era intitolata ad Augusto (63 a.C. – 14 d.C.), nato Gaio Ottavio Turino e poi noto come Gaio Giulio Cesare Ottaviano, primo imperatore romano. Erede adottivo di Giulio Cesare, sconfisse Marco Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio nel 31 a.C. e inaugurò il Principato, trasformando di fatto la Repubblica in una monarchia pur mantenendone formalmente le istituzioni. Il suo lungo regno, durato oltre quarant’anni, è considerato l’epoca d’oro dell’impero romano.
La costruzione e l’armistizio
La costruzione procedette lentamente a causa delle carenze di materiali che affliggevano l’industria bellica italiana. All’armistizio dell’8 settembre 1943 la nave si trovava ancora nel porto di Ancona, in fase di allestimento, con lo scafo completato all’85% e l’armamento al 99,8% — praticamente armata ma non ancora operativa. Non potendo prendere il mare, non si unì alle unità dirette a Malta.
Il 15 settembre 1943 Ancona fu occupata dai tedeschi senza che alcuno potesse opporre resistenza. Il porto, i Cantieri Navali e l’importante nodo ferroviario della città la rendevano un obiettivo strategico di primaria importanza per entrambi i contendenti: per i tedeschi come punto di transito e rifornimento, per gli Alleati come obiettivo da neutralizzare in previsione dell’avanzata verso nord.
I bombardamenti e l’affondamento
Catturata dai tedeschi il 14 settembre 1943, la nave rimase ormeggiata nel porto di Ancona. Da ottobre 1943 a luglio 1944 la città subì 184 bombardamenti tra aerei e navali. Il primo colpì Ancona il 16 ottobre 1943, causando 165 morti e 300 feriti.
Il più devastante fu quello del 1° novembre 1943: due incursioni consecutive alle 12:16 e alle 12:55, entrambe condotte da bombardieri bimotori B-25 Mitchell dell’USAAF, colpirono la zona del porto e del cantiere navale. Il rione Porto fu quasi interamente cancellato; il rifugio di via Fanti, nel quale si erano radunati centinaia di civili, fu centrato e divenne la tomba di circa 400 persone. Le vittime complessive del bombardamento del 1° novembre furono circa 2.000, facendone uno degli episodi più tragici della guerra aerea in Italia. Nel corso del primo raid, che investì in particolare la zona portuale, l’Ottaviano Augusto fu colpito e affondato. Il suo scafo fu recuperato al termine del conflitto e demolito.
Informazioni aggiuntive
- Nazione: Italia
- Tipo nave: Incrociatore
- Classe: Capitani Romani
- Cantiere:
CNR, Ancona
- Data impostazione: 23/09/1939
- Data Varo: 31/05/1942
- Data entrata in servizio: -
- Lunghezza m.: 142.2
- Larghezza m.: 14.4
- Immersione m.: 4.9
- Dislocamento t.: 5.035
- Apparato motore:
4 caldaie Thornycroft, 4 turbine Parsons, 2 assi
- Potenza cav.: 110.000
- Velocità nodi: 40
- Autonomia miglia: 4.352
- Armamento:
- 8 cannoni da 135/45 (4 installazioni binate)
- 8 cannoni Breda 37/54 (affusti singoli)
- 8 mitragliere da 20/70<(4 installazioni binate)
- 8 tubi lanciasiluri da 533 mm (2 installazioni quadruple)
- Corazzatura:
- Torrette: 6-20 mm
- Barbette: 15 mm
- Equipaggio: 418
- Bibliografia – Riferimenti:
- Jane’s Fighting Ships of World War II, Crescent Books ISBN: 0517679639
- Wikipedia
- Combattenti e reduci
