Tamon Yamaguchi

di redazione
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Tamon Yamaguchi

Tamon Yamaguchi (山口 多聞, Yamaguchi Tamon) nacque il 17 agosto 1892 nella prefettura di Shimane e costruì una brillante carriera navale culminata nel comando della 2ª Divisione portaerei durante i primi mesi della guerra nel Pacifico. Diplomatosi secondo su 144 allievi all’Accademia di Etajima nel 1912, acquisì significativa esperienza internazionale attraverso due soggiorni negli Stati Uniti e la partecipazione alla conferenza navale di Londra del 1930. Nonostante non avesse mai conseguito il brevetto di pilota, divenne uno dei più capaci comandanti di portaerei della Marina imperiale giapponese, guadagnandosi il rispetto dei subordinati e l’amicizia dell’ammiraglio Isoroku Yamamoto. Carattere aggressivo e determinato, partecipò all’attacco di Pearl Harbor il 7 dicembre 1941 e fu tra coloro che premettero invano per una terza ondata distruttiva. Durante la battaglia delle Midway del 4-5 giugno 1942 condusse con feroce ostinazione il combattimento dalla portaerei Hiryu, unica nave superstite dopo la distruzione delle altre tre portaerei giapponesi. Quando anche la Hiryu fu affondata, Yamaguchi scelse di morire con la sua nave nella mattina del 5 giugno 1942, ricevendo la promozione postuma a viceammiraglio.

Formazione e primi anni di servizio (1892-1920)

Tamon Yamaguchi intraprese la carriera militare entrando all’Accademia navale di Etajima come allievo della 40ª classe. Il suo percorso di studi si concluse con un risultato eccellente: il 17 luglio 1912 si diplomò secondo su 144 cadetti, testimoniando capacità intellettuali superiori e dedizione allo studio. Con il brevetto di aspirante guardiamarina ricevette il primo imbarco sull’incrociatore protetto Soya, quindi dal 1º maggio 1913 passò alla nave da battaglia Settsu. Sette mesi più tardi ottenne il riconoscimento del grado di guardiamarina.

Il 27 maggio 1914 fu trasferito all’incrociatore protetto Chikuma, con il quale partecipò in modo marginale alla Prima guerra mondiale. Le operazioni compresero la caccia alla squadra navale tedesca in Asia e pattugliamenti nelle acque cinesi. Il 1º febbraio 1915 salì a bordo della nave da battaglia Aki, dove rimase quasi tutto l’anno. Solo il 13 dicembre, con la promozione a sottotenente di vascello, lasciò l’unità per frequentare il corso base alla Scuola di artiglieria navale. Dal 1º giugno 1916 iniziò anche il corso base alla Scuola siluristi.

Superati entrambi i corsi fondamentali, il 1º dicembre 1916 divenne membro della 3ª Unità sommergibili, dove prestò servizio per oltre un anno e mezzo acquisendo esperienza nella guerra subacquea. Il 1º maggio 1918 fu assegnato brevemente allo stato maggiore della 2ª Flotta per compiti speciali, quindi il 5 luglio passò nell’equipaggio del cacciatorpediniere di scorta Kashi. A bordo di questa nave ottenne la nomina a tenente di vascello il 1º dicembre 1918.

Il 1º febbraio 1919 fu riassegnato al personale del 1º Distretto navale con quartier generale a Yokosuka, prestando contestualmente servizio sulla nave officina Kanto. Il 24 luglio abbandonò questa duplice mansione per entrare nelle file dell’Unità di difesa di Yokosuka, trasferendosi poi a quella di Kure l’8 ottobre. Il 1º dicembre iniziò la frequentazione del corso avanzato alla Scuola siluristi, che completò esattamente un anno dopo.

Esperienze internazionali e ascesa (1921-1932)

Il 1º dicembre 1920 Yamaguchi completò il corso avanzato di guerra silurante e fu destinato all’Unità di difesa di Sasebo per alcuni mesi. Il 25 febbraio 1921 partì per il primo significativo viaggio all’estero: si recò negli Stati Uniti d’America dove risiedette come ufficiale di collegamento fino al 10 marzo 1923. Questo soggiorno biennale gli permise di osservare direttamente l’organizzazione, le tecnologie e i metodi operativi della United States Navy, acquisendo una preziosa esperienza internazionale.

Al suo rientro in Giappone, il 15 aprile fu imbarcato sulla nave da battaglia Nagato, l’ammiraglia della Marina imperiale giapponese. Il 1º dicembre 1923 divenne istruttore alla Scuola navale sommergibilisti, ruolo che mantenne per un anno. Promosso capitano di corvetta il 1º dicembre 1924, prese una decisione che dimostrava la sua ambizione e fiducia nelle proprie capacità: decise di iscriversi al Collegio navale frequentando immediatamente il Corso A, il percorso avanzato, senza attendere il Corso B preparatorio che la maggior parte degli ufficiali completava prima.

Fece parte della 24ª classe e studiò intensamente per due anni. Al termine del corso, alla fine del 1926, si diplomò con successo dimostrando di possedere le qualità intellettuali e strategiche necessarie per le responsabilità di comando e stato maggiore. Fu quindi assegnato allo stato maggiore della 1ª Flottiglia sommergibili. Il 15 novembre 1927 venne posto alle dipendenze dello stato maggiore generale come attendente e il 20 febbraio 1928 ne divenne membro effettivo.

Fu portato al rango di capitano di fregata il 10 dicembre 1928, continuando a lavorare nello stato maggiore generale. Il 17 settembre 1929 partì per un secondo viaggio negli Stati Uniti, ma il 12 novembre, nominato attendente del plenipotenziario giapponese inviato alla conferenza navale di Londra, si spostò nel Regno Unito. Fu presente a questa importante conferenza diplomatica svoltasi nel 1930, che estese le limitazioni agli armamenti navali imposte dal trattato di Washington.

Una volta rientrato in patria, il capitano Yamaguchi ricoprì il ruolo di vicecomandante dell’incrociatore leggero Yura dal 1º luglio al 15 novembre. Quindi fu trasferito contemporaneamente allo stato maggiore della 1ª Flotta e a quello della Flotta Combinata, nei quali lavorò a lungo. Il 15 novembre 1932 fu riassegnato al Collegio navale come istruttore e poco dopo, il 1º dicembre, ricevette la nomina a capitano di vascello.

Addetto navale e primi comandi (1932-1939)

Un anno e mezzo più tardi, esattamente il 1º giugno 1934, in virtù delle precedenti esperienze negli Stati Uniti, Yamaguchi fu scelto come addetto navale presso l’ambasciata giapponese a Washington. Durante questo soggiorno all’estero studiò all’Università di Princeton, approfondendo le sue conoscenze e mantenendo contatti con ambienti accademici e militari americani. In questo periodo ordinò anche di cooptare il capitano di fregata John Farnsworth, trasformandolo in una spia al soldo dell’Impero giapponese, un’operazione di intelligence che dimostra il coinvolgimento di Yamaguchi in attività oltre quelle puramente diplomatiche.

Il 18 agosto 1936 gli fu notificato l’ordine di rientro in Giappone. Una volta in patria ricevette i primi comandi di unità da guerra di superficie. Comandò in successione l’incrociatore leggero Isuzu dal 1º dicembre 1936 al 1º dicembre 1937, quindi la nave da battaglia Ise fino al 15 novembre 1938. Quest’ultimo era un comando prestigioso che certificava la fiducia dei vertici navali nelle sue capacità di comando.

Il 15 novembre 1938 fu elevato al grado di contrammiraglio e trasferito allo stato maggiore generale come attendente. Il 1º dicembre dello stesso anno divenne inoltre assistente presso lo stato maggiore della 5ª Flotta. Il 15 dicembre, abbandonati questi due incarichi, assunse il posto di capo di stato maggiore della 5ª Flotta, una posizione di grande responsabilità che lo pose al centro della pianificazione operativa di una delle principali formazioni della marina.

Tamon Yamaguchi
Tamon Yamaguchi (secondo da sinitra)

L’aviazione navale in Cina (1939-1941)

Il 15 novembre 1939 Yamaguchi fu trasferito brevemente allo stato maggiore della 1ª Flotta come assistente, prima di ricevere il 15 gennaio 1940 una nomina che avrebbe segnato una svolta nella sua carriera: comandante della 1ª Unità aerea combinata. Questo reparto operava sul fronte cinese, dove il Giappone era impegnato dal 1937 in una guerra di conquista contro le forze nazionaliste di Chiang Kai-shek.

Yamaguchi diresse questo reparto con particolare efficacia, coordinando un’intensa e distruttiva campagna di bombardamenti a tappeto nella Cina centrale. Queste operazioni dimostravano la sua capacità di gestire l’aviazione navale nonostante non avesse mai conseguito il brevetto di pilota, un fatto piuttosto inusuale per un ufficiale destinato a comandi aerei. La sua competenza nell’impiego tattico degli aerei imbarcati e basati a terra attirò l’attenzione dei vertici della marina.

Il 1º novembre 1940 ricevette, piuttosto sorprendentemente vista l’assenza del brevetto di pilota, la nomina al comando della 2ª Divisione portaerei, composta dalle moderne Sōryū e Hiryū, con quest’ultima che fungeva da nave ammiraglia. Si fece rapidamente notare come un esperto ufficiale, forse il migliore della marina nel dirigere portaerei, e si guadagnò il rispetto dei subordinati nonché l’amicizia personale dell’ammiraglio Isoroku Yamamoto, comandante della Flotta Combinata.

Sin dall’inizio Yamaguchi fu un ardente sostenitore del piano di attacco su Pearl Harbor, una prima versione del quale venne stilata nella primavera 1941. Tuttavia questa versione iniziale non prevedeva l’intervento della 2ª Divisione portaerei. Yamaguchi, ubriacatosi, raggiunse il viceammiraglio Chūichi Nagumo (suo superiore diretto) nel suo ufficio e iniziò una zuffa fisica con lui, interrotta solo dall’intervento del capo di stato maggiore di Nagumo, il contrammiraglio Ryūnosuke Kusaka. Questo episodio violento avrebbe potuto costare a Yamaguchi l’espulsione dalla Marina imperiale: solo i suoi ottimi trascorsi di servizio e il rapporto personale con l’ammiraglio Yamamoto evitarono conseguenze disciplinari gravi. L’episodio illustra perfettamente il carattere impetuoso e aggressivo dell’ufficiale.

Pearl Harbor e i primi raid (1941-1942)

Una volta stilati i piani definitivi dell’operazione, che includevano la 2ª Divisione portaerei, Yamaguchi condusse le sue portaerei attraverso il Pacifico settentrionale fino alle isole Hawaii. Il 7 dicembre 1941 partecipò all’attacco di Pearl Harbor, l’operazione che inaugurò la guerra del Giappone contro gli Stati Uniti con un devastante assalto aereo alla base della Flotta del Pacifico.

Dopo i due attacchi aerei che danneggiarono gravemente le corazzate americane e distrussero decine di aerei, Yamaguchi spiccò tra quegli ufficiali dinamici e aggressivi che insistettero con veemenza presso il viceammiraglio Nagumo e il contrammiraglio Kusaka per lanciare una terza ondata. L’obiettivo sarebbe stato distruggere i depositi di olio combustibile, i bacini di carenaggio e altre infrastrutture di valore strategico che i primi due attacchi avevano risparmiato. La sua richiesta fu respinta: Nagumo, soddisfatto dei risultati ottenuti e preoccupato per la sicurezza della flotta, ordinò il rientro in Giappone.

Sulla via del ritorno, Yamaguchi con la 2ª Divisione portaerei, l’8ª Divisione incrociatori (Tone e Chikuma) e altre unità fu distaccato a sud per supportare il secondo tentativo di sbarco sull’atollo di Wake, il primo essendo fallito la mattina dell’11 dicembre a causa della resistenza americana. La divisione fornì copertura aerea all’operazione che si concluse con successo.

Con l’inizio del 1942 la 1ª Flotta aerea del viceammiraglio Nagumo si spostò nel Pacifico meridionale. Le portaerei veterane di Pearl Harbor della 2ª Divisione e della 1ª Divisione (Akagi e Kaga) eseguirono un devastante bombardamento su Darwin, nell’Australia settentrionale, il 19 febbraio. L’attacco distrusse installazioni portuali, depositi di rifornimenti e decine di aerei, dimostrando la capacità della flotta aeronavale giapponese di colpire a grande distanza.

Nella prima metà di aprile Yamaguchi prese parte all’incursione nell’Oceano Indiano, un’operazione che portò la 1ª Flotta aerea nelle acque controllate dalla Royal Navy. L’incursione inflisse perdite significative alla Eastern Fleet britannica e al traffico mercantile alleato, affondando diverse navi e danneggiando basi costiere.

Midway e la morte eroica (1942)

Subito dopo l’incursione aerea americana su Tokyo del 18 aprile, lanciata dalla portaerei USS Hornet, lo stato maggiore generale della marina mise seriamente allo studio un piano ambizioso: attirare in battaglia la totalità della Flotta del Pacifico e distruggerla con l’impiego in massa della 1ª Flotta aerea. L’obiettivo scelto fu l’atollo di Midway. Per l’operazione furono riunite numerose flotte indipendenti, delle quali la più avanzata era quella del viceammiraglio Nagumo.

La battaglia del Mar dei Coralli combattuta tra il 4 e l’8 maggio privò tuttavia Nagumo di due portaerei: la Shōkaku fu severamente danneggiata e la Zuikaku perse gran parte del suo gruppo aereo. Per l’operazione Midway la 1ª Flotta aerea disponeva quindi di quattro portaerei: Akagi, Kaga, Sōryū e Hiryū, per un totale di circa 250 aerei, sessantotto dei quali al comando di Yamaguchi sulla Hiryū.

Le varie flotte iniziarono a convergere su Midway a fine maggio. Il mattino del 4 giugno ebbe inizio la battaglia con un’incursione delle forze nipponiche sulle installazioni dell’atollo. L’avvistamento tardivo di una portaerei nemica gettò il viceammiraglio Nagumo nell’incertezza: aveva già pianificato il movimento dei velivoli sui ponti di volo per bombardare ancora Midway e ora doveva cambiare i piani.

Nonostante le accese proteste di Yamaguchi, che premeva per attaccare immediatamente la portaerei nemica, Nagumo ordinò di riarmare gli aerei con siluri antinave. Nel frattempo, tra le 09:30 e le 10:00 circa, due attacchi degli aerosiluranti statunitensi furono respinti con forti perdite. Questo permise però ai bombardieri in picchiata americani di triangolare le comunicazioni radio, giungere senza essere scoperti e attaccare con devastante successo.

La Kaga, l’Akagi e la Sōryū furono distrutte tra le 10:25 e le 10:30 da numerose bombe giunte a segno. Solo la Hiryū, posizionata a nord delle altre, non fu colpita. Inizialmente molto scosso dalla catastrofe, il contrammiraglio Yamaguchi confermò rapidamente la sua natura di comandante aggressivo e determinato. Inviò alcuni cacciatorpediniere in soccorso delle portaerei in fiamme e tra le 11:00 circa e le 12:45 lanciò due disperati contrattacchi con tutti i velivoli rimastigli.

A prezzo di ventiquattro perdite, gli aviatori nipponici colpirono con tre bombe e due siluri la portaerei USS Yorktown, lasciandola in una situazione critica (affonderà due giorni dopo). Le altre due portaerei statunitensi, USS Enterprise e USS Hornet, contrattaccarono nel primo pomeriggio e la Hiryū fu devastata da più bombe che incendiarono i ponti di volo e gli hangar.

La nave rimase a galla fino alle prime ore del 5 giugno, quando fu abbandonata dall’equipaggio e colata a picco dai cacciatorpediniere di scorta. Il contrammiraglio Yamaguchi decise di non abbandonare la sua ammiraglia. Ritenendosi responsabile della sconfitta definitiva della Marina imperiale nella battaglia, scelse di affondare con la Hiryū. Con lui rimase anche il comandante della portaerei, il capitano di vascello Tameo Kaku. Nella mattina del 5 giugno entrambi morirono quando la nave scivolò sotto le onde.

La scomparsa di Tamon Yamaguchi privò il Giappone di uno dei suoi ufficiali più competenti e dinamici. Molti colleghi lo consideravano il naturale successore dell’ammiraglio Yamamoto al comando della Flotta Combinata. Era apprezzato dai subordinati per il suo coraggio e la sua leadership diretta. Yamaguchi ricevette postuma la promozione a viceammiraglio. La sua morte a Midway simboleggiò la fine della fase trionfale della Marina imperiale giapponese e l’inizio di una lunga ritirata strategica che si sarebbe conclusa con la sconfitta finale nell’agosto 1945.

Informazioni aggiuntive

  • Data di nascita:  17 Agosto 1892  
  • Data morte:  5 Giugno 1942  
  • Nazione: Giappone  
  • Tipo: Ammiraglio 
  • Forza armata: Marina 
  • Grado: Viceammiraglio 

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