La Glory fu la seconda portaerei leggera della classe Colossus a entrare in servizio, nell’aprile 1945. Arrivò nel Pacifico quando la guerra stava finendo e non fece in tempo a combattere, ma il suo nome è legato a un evento preciso: il 6 settembre 1945, sul suo ponte di volo, al largo di Rabaul, si arresero i comandanti delle circa 139.000 truppe giapponesi della Nuova Britannia, della Nuova Irlanda, della Nuova Guinea e delle isole Salomone.
Costruzione e caratteristiche tecniche
La nave fu impostata il 27 agosto 1942 nei cantieri Harland & Wolff di Belfast, varata il 27 novembre 1943 ed entrò in servizio il 2 aprile 1945. Il progetto era quello della classe, descritto nella scheda della capoclasse Colossus: uno scafo costruito secondo le norme dei mercantili, senza corazzatura, per poter essere realizzato in fretta anche da cantieri civili.
La Glory dislocava 13.190 tonnellate standard, con 212 metri di lunghezza, 24,4 di larghezza e 7,2 di immersione a pieno carico. Quattro caldaie Admiralty e due gruppi di turbine Parsons su due assi sviluppavano 40.000 cavalli, per una velocità di 25 nodi e un’autonomia di 12.000 miglia a 14 nodi. L’armamento era soltanto antiaereo: sei impianti quadrupli di pom-pom da 40 mm e trentadue Oerlikon da 20 mm. La nave poteva imbarcare 48 aerei, e l’equipaggio, compreso il personale di volo, contava circa 1.300 uomini.
Verso il Pacifico
Dopo le prove, la portaerei partì per l’Estremo Oriente con un gruppo di volo composto da bombardieri Barracuda e caccia Corsair. A Sydney si unì all’11º Squadrone portaerei, formato con la Colossus, la Venerable e la Vengeance per rinforzare la British Pacific Fleet. Il Giappone si arrese il 15 agosto 1945, prima che lo squadrone entrasse in azione, e le quattro portaerei leggere furono impiegate per accettare la resa delle guarnigioni giapponesi e riprendere possesso dei territori occupati.
La resa di Rabaul
Rabaul, sull’isola di Nuova Britannia, era stata dal 1942 la principale base giapponese del Pacifico sud-occidentale: da lì partivano le flotte e gli aerei che combatterono a Guadalcanal e in Nuova Guinea. Nel 1943 gli Alleati decisero di non attaccarla direttamente ma di isolarla, conquistando le posizioni intorno e lasciando la sua guarnigione, ancora fortissima, tagliata fuori fino alla fine della guerra.
Il 6 settembre 1945 la Glory, comandata dal capitano di vascello Anthony Buzzard, era all’ancora nel canale di St George, fra la Nuova Britannia e la Nuova Irlanda. I rappresentanti giapponesi furono accolti in cima alla passerella da una guardia di Royal Marines, disarmati e registrati, e condotti sul ponte di volo, dove l’equipaggio era schierato su due file. Dietro un tavolo sedeva il tenente generale australiano Vernon Sturdee, comandante della 1ª Armata australiana, affiancato dal generale Kenneth Eather e dal comandante della nave.
Per il Giappone firmarono il tenente generale Hitoshi Imamura, comandante dell’8ª Armata d’area, e il viceammiraglio Jin’ichi Kusaka, comandante della flotta dell’area sud-orientale: Imamura dichiarò di non poter firmare a nome della marina, e Kusaka firmò per le forze navali. Imamura aggiunse la propria firma in caratteri latini sotto quella giapponese, poi pronunciò in giapponese, frase per frase con l’interprete, l’impegno a eseguire immediatamente gli ordini ricevuti. Infine gli fu ordinato di consegnare la sua spada, che depose sul tavolo davanti a Sturdee. Per tutta la cerimonia sull’albero della portaerei sventolò l’insegna di un generale australiano, un caso insolito su una nave della Royal Navy.

Hong Kong e il trasporto delle truppe
Dopo Rabaul la Glory partecipò alla rioccupazione di Hong Kong. Come le altre portaerei leggere, fu poi impiegata per riportare a casa i soldati del Commonwealth: gli hangar, svuotati degli aerei, ospitarono truppe dirette in Australia e in Canada. Nel 1947 la nave rientrò nel Regno Unito e fu posta in riserva.
Il dopoguerra e la demolizione
Rimessa in servizio fra il 1949 e il 1950, la Glory combatté nella guerra di Corea in tre turni, fra l’aprile del 1951 e il maggio del 1953, con caccia Sea Fury e Firefly. Negli anni successivi fu usata anche per il trasporto di truppe e come base per elicotteri. Tornò in riserva nel 1956 e nel 1961 fu venduta alla Thos. W. Ward, che la demolì a Inverkeithing.
Informazioni aggiuntive
- Nazione: UK
- Tipo nave: Portaerei
- Classe: Colossus
- Cantiere:
Harland & Wolff, Belfast
- Data impostazione: 27/08/1942
- Data Varo: 27/11/1943
- Data entrata in servizio: 02/04/1945
- Lunghezza m.: 212
- Larghezza m.: 24,4
- Immersione m.: 7,2
- Dislocamento t.: 13.190
- Apparato motore:
4 caldaie Admiralty a tre corpi cilindrici, 2 gruppi di turbine a ingranaggi Parsons, 2 assi
- Potenza cav.: 40.000
- Velocità nodi: 25
- Autonomia miglia: 12.000 a 14 nodi
- Armamento:
- 24 cannoni pom-pom da 40 mm (sei impianti quadrupli)
- 32 mitragliere Oerlikon da 20 mm
- 48 aerei
- Corazzatura:
nessuna (scafo costruito secondo le norme mercantili)
- Equipaggio: circa 1.300 (compreso il gruppo di volo)
- Bibliografia – Riferimenti:
- Jane’s Fighting Ships of World War II, Crescent Books ISBN: 0517679639
- Wikipedia
- Pacific Wrecks
- PNG Remembrance Trail
- Australian War Memorial
