
Mario Visintini nacque a Parenzo, in Istria, il 26 aprile 1913. Fin da giovane coltivò il sogno di volare: dopo gli studi superiori presentò domanda di ammissione all’Accademia Aeronautica, ma venne respinto alla visita medica. Deciso a non arrendersi, conseguì il brevetto di pilota civile presso la scuola di Taliedo, alle porte di Milano. Con questa qualifica riuscì ad arruolarsi nella Regia Aeronautica come allievo ufficiale pilota di complemento, completando l’addestramento militare a Grottaglie nel settembre 1937. Fu quindi assegnato alla 91ª Squadriglia del 10° Gruppo, 4° Stormo, di stanza a Gorizia.
Dopo pochi mesi di servizio, nel novembre 1937, Visintini partì volontario per la Spagna. Inquadrato nella 25ª Squadriglia del XVI Gruppo “La Cucaracha”, prese parte a numerose missioni di combattimento e il 5 settembre 1938 conseguì la sua prima vittoria abbattendo un caccia Polikarpov I-16. Rientrato in Italia in novembre, ottenne per merito di guerra il passaggio in servizio permanente effettivo e nel gennaio 1940 fu promosso tenente.
Poco prima dell’entrata in guerra dell’Italia, Visintini venne trasferito in Africa Orientale e assegnato alla 412ª Squadriglia, un reparto formato in gran parte da piloti provenienti dal 4° Stormo, equipaggiato con i biplani Fiat CR.42. Gli scontri con la RAF ebbero inizio immediatamente dopo la dichiarazione di guerra. Il 14 giugno 1940 Visintini ottenne la sua prima vittoria nel teatro africano, abbattendo un Vickers Wellesley (matricola K7743) pilotato dal Pilot Officer Plunkett. Il 3 luglio seguì un secondo Wellesley (L2652), ai comandi del Flying Officer Soderholm.
In quei mesi Visintini si guadagnò sulla stampa italiana il soprannome di “cacciatore scientifico”, diventando il primo pilota da caccia italiano a conquistare una vasta notorietà come asso. La ricostruzione completa delle sue sedici vittorie risulta oggi difficoltosa poiché la documentazione della 412ª Squadriglia andò dispersa durante i concitati giorni della capitolazione italiana in Africa Orientale. Tra i velivoli da lui abbattuti figurano con certezza almeno cinque Bristol Blenheim, diversi Wellesley e probabilmente tre Gloster Gladiator. Altri successi vennero registrati durante i mitragliamenti degli aeroporti britannici di Ghedaref, Gaz Regeb e Agordat, che secondo le stesse ammissioni inglesi costarono decine di apparecchi distrutti al suolo.
Il 12 dicembre 1940 il capitano Raffi, comandante della 412ª Squadriglia, venne colpito dalla contraerea nemica e fu costretto a un atterraggio di emergenza in territorio ostile. Visintini, che aveva assistito alla scena, non esitò ad atterrare accanto al velivolo del suo comandante. Per fare spazio nell’abitacolo lasciò a terra il proprio paracadute, prese a bordo Raffi e lo riportò in salvo alla base.
Promosso capitano per merito di guerra e già insignito di una medaglia d’argento e una di bronzo al valor militare, Visintini perse la vita l’11 febbraio 1941. Quel giorno, in mezzo a violente formazioni temporalesche, stava cercando il suo fedele gregario, il sergente Baron, che nel frattempo era riuscito ad atterrare a Sabarguma, tra Massaua e Asmara. Il suo CR.42 si schiantò contro le pendici del monte Nefasit. Per la condotta eroica tenuta durante l’intera campagna gli fu conferita la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
La scomparsa prematura, i successi in combattimento e il fascino esotico del lontano impero contribuirono a fare di Visintini una figura leggendaria già durante il conflitto. Nel 1942 gli venne dedicato un volume della collana “Eroi e avventure della nostra guerra” intitolato “Il pilota solitario”. Anche il fratello Licio, ufficiale della Regia Marina, sarebbe caduto in azione l’8 dicembre 1942, durante una missione con mezzi d’assalto contro Gibilterra, ricevendo anch’egli la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 26 Aprile 1913
- Data morte: 11 Febbraio 1941
- Vittorie: 16
- Forza aerea: Regia Aeronautica
- Bibliografia – Riferimenti:
- Giovanni Massimello, Giorgio Apostolo: Gli assi italiani della seconda guerra mondiale. Libreria Editrice Goriziana (2012) Editore ISBN: 978-88-6102-117-4
- Wikipedia
