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Lanciere

Cacciatorpediniere Lanciere (varo) Cacciatorpediniere Lanciere (varo) Giorgio Parodi

Il cacciatorpediniere italiano Lanciere entrò in servizio il 25 marzo 1939, nel corso della Seconda Guerra Mondiale venne impiegato nella posa di mine, nella scorta ai convogli per il Nord Africa e nell'intercettazione di convogli nemici.

La prima missione guerra avvenne già nella notte tra il 9 e il 10 giugno quando venne impiegato per la posa di mine al largo di Lampedusa, prima ancora della dichiarazione di guerra ufficiale.

Il 9 luglio partecipò alla Battaglia di Punta Stilo, durante gli scontri lanciò tre siluri senza successo.

La notte dell'11 novembre si trovava nel porto di Taranto e venne attaccato dagli aerosiluranti britannici, senza essere colpito.

Il 27 novembre 1941, nel corso della Battaglia di Capo Teulada, venne colpito da tra proiettili da 152mm sparati dall'incrociatore inglese Southampton subendo gravi danni, il Lanciere era immobilizzato ma l'equipaggio riuscì a riparare parzialmente i danni ai motori rimettendo in movimento la nave, con l'aiuto dell'Ascari e del Carabiniere il cacciatorpediniere riuscì a raggiungere il porto di Cagliari.

Il 24 maggio 1941 scortava un convoglio partito da Napoli e diretto a Tripoli insieme all'Ascari, al corazziere e agli incrociatori Trieste e Bolzano. Durante la navigazione il trasporto truppe Conte Rosso venne colpito da siluri lanciati dal sommergibile britannico Upholder affondando rapidamente, il Lanciere insieme ad altre unità venne distaccato a prestare soccorso ai naufraghi.

Il 22 marzo 1942 lasciò il porto di Messina e partecipò alla Seconda Battaglia della Sirte nella quale il Lanciere non svolse alcun ruolo di rilievo. Mentre rientrava insieme al resto della flotta iniziò a perdere terreno a causa di difficoltà tecniche, nella notte si sviluppò una violenta tempesta e alle 9:58 del mattino seguente venne lanciato l'SOS seguito alle 10:07 da un ultimo messaggio in cui si comunicava che la nave stava affondando.
Nella serata del 24 marzo la nave ospedale Arno, inviata a soccorrere i naufraghi, riuscì ad individuare e a recuperare alcuni superstiti, il giorno successivo un idrovolante ne recuperò altri sette. Complessivamente sopravvissero al naufragio un ufficiale e 14 sottufficiali e marinai.

Ultima modifica Domenica, 09 Giugno 2019 17:48

Informazioni aggiuntive

  • Nazione: Italia
  • Pubblicità:
  • Tipo nave: Cacciatorpediniere
  • Classe: Soldati, I Serie
  • Cantiere:

    Cantieri del Tirreno, Riva Trigosio

  • Data impostazione: 01/02/1937
  • Data Varo: 18/12/1938
  • Data entrata in servizio: 25/03/1939
  • Lunghezza m.: 106,7
  • Larghezza m.: 10,2
  • Immersione m.: 4,35
  • Dislocamento t.: 2.580
  • Apparato motore:

    2 gruppi di turbine su due assi, 3 caldaie

  • Potenza cav.: 50.000
  • Velocità nodi: 39
  • Autonomia miglia: 2.200
  • Armamento:

    5 cannoni da 120/50, un cannone illuminante da 120/15, 8 mitragliere 20/65, 6 tubi lanciasiluri da 533mm, 2 lanciatori per bombe di profondità, 2 tramogge per bombe di profondità, 48-64 mine marittime

  • Equipaggio: 13 ufficiali, 202 sottufficiali e marinai
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