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Caio Duilio

Caio Duilio Caio Duilio

Dopo il varo, avvenuto il 24 aprile 1913 a Castellammare di Stabia, la nave venne trasferita a Genova dove furono completati i lavori con l'allestimento dei motori, della corazzatura, dell'armamento e di tutti gli impianti di bordo.

Entrata in servizio il 10 maggio 1915 non partecipò a scontri durante la Prima Guerra Mondiale in quanto la marina italiana e quella italiana evitarono uno scontro diretto per tutta la durata della Grande Guerra.

Ormai obsoleta, venne sottoposta ad intensi lavori di rinnovamento a Genova tra il 1937 e il 1940. Come la sua gemella Andrea Doria vennero introdotte numerose modifiche che comportarono tra le altre cose l'allungamento di 10 metri dello scafo oltre alla sostituzione dell'apparato motore, modifiche alla protezione passiva e all'armamento.

Rientrata in servizio poco dopo l'entrata in guerra dell'Italia, il 15 luglio 1940, la Caio Duilio venne impiegata in operazioni di scorta ai convogli italiani e di intercettazione di quelli britannici nell'ambito delle operazioni navali del Mediterraneo.

Senza aver preso parte a scontri significativi, la notte tre l'11 e il 12 novembre 1940, mentre si trovava ormeggiata nel porto di Taranto, venne gravemente danneggiata da un siluro lanciato da un aerosilurante Swordfish lanciato da una portaerei britannica. Il silurò causò la morte di tre membri dell'equipaggio che dormivano a bordo e aprì un ampio squarcio nella fiancata della nave che cominciò a imbarcare acqua, con una manovra provetta il capitano di corvetta Piero Calamai fece portare in secca la nave per evitare che affondasse.

Dopo la notte di Taranto la nave partecipò alla difesa aerea della base navale e solo il 26 gennaio 1941 riuscì a lasciare il porto per raggiungere il bacino di Genova dove vennero effettuate le riparazioni. Completati i lavori la nave rientrò a Taranto in servizio attivo nel luglio del 1941.

Nel dicembre del 1941 partecipò alla prima battaglia della Sirte e all'operazione M43 nel gennaio del 1942. Le operazioni della nave, a partire dalla seconda metà del 1942, furono limitate anche dalla grave carenza di carburante che costrinse a rimanere in porto la maggior parte delle navi principali della Regia Marina.

All'armistizio la nave si consegnò a Malta dove rimase fino al giugno del 1944, nel dopoguerra è entrata a far parte della Marina Militare Italiana fino a quando venne messa in disarmo, nel 1956 per poi essere smantellata negli anni successivi.

Ultima modifica Mercoledì, 08 Agosto 2018 03:12

Informazioni aggiuntive

  • Nazione: Italia
  • Pubblicità:
  • Tipo nave: Corazzata
  • Classe: Andrea Doria
  • Cantiere:

    Castellammare di Stabia

  • Data impostazione: 24 febbraio 1912
  • Data Varo: 24 aprile 1913
  • Data entrata in servizio: 15 luglio 1940
  • Lunghezza m.: 186.9
  • Larghezza m.: 28
  • Immersione m.: 10.4
  • Dislocamento t.: 29.000
  • Apparato motore:

    8 caldaie a vapore, 2 turbine, 2 eliche

  • Potenza cav.: 85.000
  • Velocità nodi: 27
  • Autonomia miglia: 3390
  • Armamento:

    10 cannoni da 320mm, 12 cannoni da 135mm, 10 cannoni da 90mm, 19 cannoni da 37mm antiaerei, 12 mitragliere antiaeree da 20mm

  • Corazzatura:

    Cintura principale 280mm, torrette 280mm, ponte superiore 135mm, torrione comando 260mm

  • Equipaggio: 1495

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Al momento della loro entrata in servizio, nel 1940, le corazzate della classe Littorio erano le navi più potenti del mondo, sia pure non esenti da difetti le tre navi progettate costituirono la spina dorsale della Regia Marina nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
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