Commonwealth War Graves Commission

di redazione
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The Commonwealth War Graves Commission CWGC

Nel settembre 1914, Fabian Ware arrivò sul fronte occidentale al comando di un’unità mobile della Croce Rossa britannica. A 45 anni era considerato troppo vecchio per combattere, ma poteva almeno trasportare i feriti dalle linee del fronte agli ospedali da campo. Quello che lo colpì, mentre guidava la sua ambulanza lungo le strade devastate della Francia settentrionale, non furono solo i feriti: furono le tombe. Croci di legno improvvisate, cumuli di terra senza nome, piccoli cimiteri spazzati via dall’avanzare e dal retrocedere delle linee. Nessuno stava registrando dove venivano sepolti i soldati. Nessuno si stava preoccupando di garantire che le famiglie potessero un giorno ritrovare i loro cari.

Ware decise che qualcuno doveva farlo. La sua unità della Croce Rossa iniziò a registrare la posizione di ogni tomba che incontrava, annotando nomi, reggimenti, date. Nel marzo 1915, con il supporto dell’Adjutant-General della British Expeditionary Force, il lavoro di Ware ricevette riconoscimento ufficiale: la sua unità fu trasferita all’esercito britannico come Graves Registration Commission. Entro ottobre 1915 aveva registrato oltre 31.000 tombe; entro maggio 1916, 50.000.

Ma Ware guardava oltre la fine della guerra. Cosa sarebbe successo a quelle tombe quando i cannoni avessero taciuto? Chi le avrebbe mantenute? Con l’aiuto di Edward, Principe di Galles, presentò un memorandum alla Imperial War Conference del 1917 proponendo la creazione di un’organizzazione imperiale permanente. Il 21 maggio 1917, la Imperial War Graves Commission fu istituita per Royal Charter. Il Principe di Galles ne divenne presidente, Ware vice-presidente, carica che mantenne fino al pensionamento nel 1948.

La Commissione stabilì principi rivoluzionari per l’epoca. Ogni caduto sarebbe stato commemorato individualmente, indipendentemente dal grado: il soldato semplice avrebbe avuto la stessa lapide del generale. Non ci sarebbero state distinzioni di razza o religione. Le salme non sarebbero state rimpatriate alle famiglie, ma sarebbero rimaste con i loro commilitoni, nei cimiteri costruiti vicino ai luoghi dove erano caduti. I cimiteri avrebbero avuto un design uniforme, riconoscibile in tutto il mondo: prati curati, file ordinate di lapidi bianche, la Cross of Sacrifice e la Stone of Remembrance.

Per le iscrizioni, la Commissione si rivolse a Rudyard Kipling, che aveva perso il figlio John nella battaglia di Loos nel 1915. Il corpo non fu mai ritrovato. Kipling scelse le parole che ancora oggi appaiono sui memoriali: “Their Name Liveth For Evermore” sulla Stone of Remembrance, “Known Unto God” sulle lapidi dei caduti non identificati.

Nel 1960, con la trasformazione dell’Impero britannico nel Commonwealth delle Nazioni, la Commissione cambiò nome in Commonwealth War Graves Commission. Oggi commemora 1,7 milioni di uomini e donne delle forze del Commonwealth morti nelle due guerre mondiali, mantenendo circa 23.000 siti in oltre 150 paesi. Il costo è sostenuto dai governi membri (Australia, Canada, India, Nuova Zelanda, Sudafrica e Regno Unito) in proporzione al numero dei loro caduti.

Il database online è lo strumento più prezioso per i ricercatori. Inserendo un nome, si può trovare qualsiasi caduto del Commonwealth: la scheda fornisce data di morte, età, grado, unità, luogo di sepoltura o memoriale dove è commemorato, e spesso include immagini dei documenti originali. Per chi non conosce il nome preciso, è possibile cercare per reggimento, data, cimitero.

Il database dei cimiteri e memoriali permette di pianificare visite: ogni sito ha una pagina con la storia del luogo, il numero di sepolture, indicazioni stradali, fotografie. I cimiteri più grandi, come Tyne Cot nelle Fiandre con quasi 12.000 tombe, hanno guide scaricabili per visite autogestite.

L’archivio della Commissione, con sede a Maidenhead nel Berkshire, conserva oltre 10.000 documenti storici: corrispondenza con le famiglie, rapporti di manutenzione, fotografie, ritagli di giornale. Dal 2017 gran parte di questo materiale è stato digitalizzato e reso accessibile attraverso un portale dedicato. Particolarmente toccanti sono gli “e-files”, i fascicoli di corrispondenza con i familiari che in alcuni casi si estendono per decenni dopo la guerra.

La Commissione non è un ente statico. Ogni anno vengono ancora ritrovati resti di soldati sui vecchi campi di battaglia, identificati quando possibile attraverso medagliette, bottoni, oggetti personali, e sepolti con gli onori militari. Il progetto di Non-Commemoration lavora per identificare i casi in cui nomi furono erroneamente esclusi dai registri originali.

Per chi visita i campi di battaglia del fronte occidentale, il CWGC Experience a Beaurains, vicino ad Arras, offre un centro visitatori che illustra il lavoro della Commissione e permette di vedere gli artigiani all’opera nella manutenzione delle lapidi centenarie.

Un’app gratuita permette di cercare tombe e cimiteri direttamente sul campo, con geolocalizzazione e informazioni dettagliate su ogni sito.

Il sito è in lingua inglese. L’accesso al database e a tutte le risorse online è gratuito.

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