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La Luftwaffe in Russia In evidenza

He 111 nel corso dell'operazione Barbarossa He 111 nel corso dell'operazione Barbarossa

Nell’estate e nell’autunno 1941, due terzi della Luftwaffe combatterono nei cieli della Russia, mentre il restante terzo continuava a battersi contro l’Inghilterra nel bacino mediterraneo e sulla Manica. Sul fronte orientale l’aviazione tedesca registrò grandi successi, ma i rifornimenti non riuscirono a mantenere il passo con il formidabile consumo di materiali. Il numero di caccia e di bombardieri in grado di entrare in azione segnò un calo spaventoso. L’obbiettivo militare, quello di “vincere la Russia nel corso di una rapida campagna”, non venne raggiunto prima dell’inizio del periodo del fango e poi quello del gelo nell’inverno 1941-42.

La riorganizzazione dei quadri direttivi dell’aviazione tedesca, resasi necessaria con l’estensione della guerra a vari fronti e in vista dell’enorme ampliamento del teatro di operazioni orientali, non avvenne. Le proposte miranti a riunire tutti i bombardieri in un “corpo a largo raggio d’azione”, da impiegarsi in punti di forza da stabilirsi di volta in volta, e di affidare il compito di un valido appoggio aereo all’esercito a varie grandi unità tattiche dell’aviazione (provviste di ricognitori, bombardieri e artiglierie contraeree) non vennero prese in considerazione.

In conseguenza, le squadre aeree vennero impiegate durante la campagna di Russia principalmente in funzione di arma ausiliaria dell’esercito, in appoggio alle operazioni terrestri. La condotta strategica della guerra aerea non superò la fase iniziale. Non la superò prima di tutto perché non esisteva un bombardiere a largo raggio d’azione, poi, perché anche i bombardieri a medio raggio d’azione vennero impiegati alla spicciolata nelle varie battaglie, anziché essere riuniti per l’attacco contro importanti obbiettivi strategici come fabbriche di carri armati ed aerei.

La produzione dell’Aeronautica sovietica rimase perciò indisturbata e poté essere considerevolmente aumentata. Senza tenere alcun conto dei numerosi aerei perduti, le rosse armate dell’aria continuarono a rifarsi vive sui campi di battaglia con sempre nuovi apparecchi. Lo stesso discorso valeva per i carri armati, la cui produzione poté continuare indisturbata o quasi finché una grande parte della Luftwaffe dovette essere impiegata direttamente nell’appoggio all’esercito.

Le esigenze poste dalla guerra sui vari fronti superavano le forze dell’aviazione tedesca. La crisi di sviluppo e di produzione che nel 1941 portò alla morte di Udet, fu la prova lampante di una scarsa preveggenza da parte dei quadri dirigenti che a quell’epoca avrebbero voluto aver vinta la guerra da un pezzo. Lo scarso interessamento per i nuovi tipi di aerei ebbe gravi ripercussioni. Fu necessario continuare a costruire i vecchi tipi che ben presto, soprattutto in Occidente, non furono più in grado di tener testa agli apparecchi e alle armi perfezionate dell’avversario.

Ultima modifica Martedì, 22 Marzo 2016 23:13

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