Wolfgang Schellmann, nato il 2 marzo 1911 a Kassel e scomparso il 22 giugno 1941 nei pressi di Grodno, in Bielorussia, è stato un pilota da caccia tedesco che combatté nella Guerra Civile Spagnola e nella Seconda Guerra Mondiale. Con 25 vittorie aeree confermate in oltre 150 missioni (12 in Spagna, 12 sul fronte occidentale e 1 su quello orientale), Schellmann comandò in successione due degli stormi caccia più importanti della Luftwaffe, lo JG 2 Richthofen e lo JG 27. Fu probabilmente la vittima di più alto profilo del primo giorno dell’Operazione Barbarossa.
La formazione e la Spagna
Schellmann ricevette l’addestramento al volo in un contesto singolare: la scuola di Lipetsk, in Unione Sovietica, dove la Germania di Weimar formava clandestinamente i suoi piloti militari in violazione del Trattato di Versailles. Un’ironia della storia, considerando dove e come sarebbe morto. Dopo il rientro e la costituzione ufficiale della Luftwaffe, nel marzo 1935 Schellmann assunse il comando della 2./JG 135. Nel dicembre 1937, con il grado di Oberleutnant, fu inviato in Spagna al comando della 1ª Staffel della Jagdgruppe 88, l’unità caccia della Legione Condor. Nei cieli spagnoli ottenne 12 vittorie, secondo solo a Werner Mölders tra i piloti tedeschi impegnati nel conflitto.
Lo JG 2 Richthofen: dalla Francia alla Manica
Al ritorno dalla Spagna, Schellmann fu assegnato allo JG 77 e poi al II/JG 2. Il 2 settembre 1940, nel pieno della battaglia d’Inghilterra, Göring decise di sostituire i comandanti della vecchia guardia con ufficiali più giovani e aggressivi. Schellmann, a 29 anni, prese il posto di Harry von Bülow-Bothkamp alla guida dello JG 2 Richthofen, affiancandosi alla nuova generazione di Kommodore voluta da Göring: Mölders allo JG 51, Galland allo JG 26, Lützow allo JG 3, Trautloft allo JG 54. Il 18 settembre 1940 Schellmann fu insignito della Ritterkreuz (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro) per le 23 vittorie complessive, incluse quelle spagnole. La cerimonia ebbe luogo a Wassenaar, nei Paesi Bassi, presso il quartier generale del General der Flieger Friedrich Christiansen, dove lo stesso giorno fu decorato anche Günther Lützow. Nell’ottobre 1940 Schellmann cedette il comando dello JG 2 al carismatico Helmut Wick, allora impegnato nella corsa al titolo di miglior asso della Luftwaffe con Galland e Mölders, e fu trasferito alla guida dello JG 27.
I Balcani e la vigilia di Barbarossa
Promosso Major, Schellmann guidò lo JG 27 nella campagna dei Balcani nella primavera del 1941, ottenendo la sua 24ª vittoria in Grecia il 20 aprile a spese di un Hurricane della RAF. Al termine della campagna balcanica, lo JG 27 fu ritirato e trasferito in Polonia centrale in preparazione dell’Operazione Barbarossa, l’invasione dell’Unione Sovietica prevista per il 22 giugno.
Il 22 giugno 1941
Il primo giorno dell’Operazione Barbarossa fu anche l’ultimo di Wolfgang Schellmann. Nel corso della sua 150ª missione, mentre guidava lo JG 27 in un’azione di attacco al suolo nei cieli di Grodno, la formazione tedesca fu intercettata da caccia sovietici. Schellmann abbatté un Polikarpov I-16, la sua 25ª vittoria. Subito dopo, il suo Bf 109 E-7 fu speronato da un I-153 pilotato dal tenente Kuzmin, che rimase ucciso nella collisione. Secondo il racconto di Musciano, i frammenti dell’aereo nemico appena abbattuto danneggiarono il Messerschmitt; secondo altre fonti, fu un vero e proprio speronamento intenzionale. Schellmann riuscì a lanciarsi col paracadute e atterrò in territorio sovietico. Non fu mai più rivisto. Si ritiene che sia stato catturato e successivamente ucciso dalle truppe dell’NKVD. Fu promosso postumo al grado di Oberstleutnant. Il pilota che si era addestrato a Lipetsk, ospite dei sovietici, aveva trovato la morte per mano dei sovietici, il primo giorno della guerra contro di loro.
