Gianlino Baschirotto

di redazione
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Gianlino Baschirotto

Gian Lino Baschirotto detiene un primato che nessun altro aviatore italiano può vantare: è l’unico ad aver raggiunto la qualifica di asso in due conflitti distinti, prima nella guerra civile spagnola e poi nel secondo conflitto mondiale, per un totale di 11 vittorie individuali e 9 in collaborazione.

Nato a Montagnana, in provincia di Padova, il 15 agosto 1914, Baschirotto si appassionò al volo ancora prima di vestire l’uniforme. Conseguì il brevetto di pilota civile presso l’Aero Club di Campoformido e successivamente si arruolò nella Regia Aeronautica frequentando il corso sottufficiali. Nel 1935 ottenne il brevetto militare ad Aviano e fu assegnato all’88ª Squadriglia del 6° Gruppo, 1° Stormo, considerato all’epoca una vera e propria università del volo dove le doti di ogni pilota venivano valutate con rigore prima di ammetterlo nei ranghi.

Gianlino Baschirotto

Nell’agosto 1936 fu tra i primissimi volontari italiani a partire per la Spagna. Il 27 agosto sbarcò a Vigo dalla nave Ebro – ribattezzata Aniene per mascherare l’operazione – insieme ad altri otto piloti al comando del tenente Dante Oliviero. Come tutti gli aviatori italiani impegnati nel conflitto iberico, assunse un nome di copertura: “Edoardo Giri”. Inquadrato nella 2ª Squadriglia del XVI Gruppo “La Cucaracha” dell’Aviazione Legionaria, con base a Tablada, combatté per diciotto mesi a fianco di piloti destinati a diventare celebri, tra cui Adriano Mantelli, Bruno di Montegnacco e Raffaele Chianese.

La prima vittoria arrivò il 13 settembre 1936, quando abbatté un caccia Nieuport-Delage NiD.52 nella zona di Toledo. Seguirono altri successi: alla fine della permanenza in terra iberica il suo palmarès contava 5 abbattimenti individuali e 6 in collaborazione, tra cui Polikarpov I-15, I-16 e bombardieri Potez 540. Al rientro in Italia, nel febbraio 1938, era uno dei piloti più esperti e decorati del reparto: due medaglie d’argento e una di bronzo al valor militare, oltre alla promozione a sergente maggiore in servizio permanente effettivo per merito di guerra.

Quando l’Italia entrò nella Seconda Guerra Mondiale, Baschirotto militava ancora nell’88ª Squadriglia del 1° Stormo, uno dei pochi reparti già equipaggiati con il Macchi C.200. Basato a Catania, partecipò fin dall’inizio agli attacchi contro Malta. Nonostante l’intensa attività di volo, il suo libretto non registrò vittorie individuali fino all’arrivo dei primi MC.202 Folgore. Il passaggio al nuovo caccia segnò una svolta: in soli quindici giorni, dal 25 maggio al 10 giugno 1942, abbatté quattro aerei nemici – due P-40 e due Hurricane – nei cieli dell’Africa settentrionale.

Il 25 maggio 1942 il feldmaresciallo Erwin Rommel lo decorò personalmente con la Croce di Ferro di II classe a Martuba. In quello stesso periodo anche il comandante della sua squadriglia, il capitano Dante Ocarso, raggiunse la qualifica di asso con cinque P-40 abbattuti sul fronte africano.

All’inizio del 1943 lo Stormo si trasferì a Pantelleria per partecipare alla campagna di Tunisia, operando anche da Decimomannu in estenuanti missioni di scorta ai convogli e agli aerosiluranti. Il 31 gennaio 1943, durante la protezione di un convoglio navale al largo di Enfidaville, Baschirotto fece precipitare un bimotore Beaufighter. L’ultima vittoria – la sesta nel secondo conflitto mondiale – fu uno Spitfire abbattuto il 20 aprile 1943 a bordo di un Macchi C.205V al largo di Pantelleria.

L’armistizio dell’8 settembre lo colse a Campoformido, presso Udine, dove il 1° Stormo si trovava per riequipaggiarsi. Non partecipò ad altre operazioni belliche. Durante la guerra aveva accumulato oltre mille ore di volo in combattimento e 292 missioni. Alle decorazioni “spagnole” si erano aggiunte altre due medaglie d’argento al valor militare e la Croce di Ferro tedesca.

Nel 1947 fu richiamato in servizio nell’Aeronautica Militare presso il 1° Stormo, sempre a Campoformido. Promosso sottotenente per meriti di guerra, entrò a far parte della prima pattuglia acrobatica italiana del dopoguerra, equipaggiata con Spitfire Mk.IX. Negli anni successivi pilotò i principali aviogetti in dotazione all’Aeronautica: De Havilland Vampire, Republic F-84G Thunderjet e F-84F Thunderstreak. Si congedò nel 1970 con il grado di colonnello.

Lo storico dell’aviazione Giovanni Massimello scrisse di lui: “Con la morte di Gian Lino Baschirotto scompare uno dei grandi piloti della vecchia scuola, quella in cui al grande coraggio si accoppiava una straordinaria sensibilità naturale.”

Si spense a Vicenza il 9 dicembre 1986. L’aviosuperficie della sua città natale, Montagnana, porta oggi il suo nome.

Informazioni aggiuntive

  • Data di Nascita: 15 Agosto 1914 
  • Data morte: 9 Dicembre 1986  
  • Vittorie: 11  
  • Forza aerea: Regia Aeronautica 
  • Bibliografia – Riferimenti:
    • Giovanni Massimello, Giorgio Apostolo: Gli assi italiani della Seconda Guerra Mondiale. Libreria Editrice Goriziana (2012) Editore ISBN: 978-88-6102-117-4
    • Wikipedia
    • Biplane Aces

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