Heinrich Ehrler, nato il 14 settembre 1917 a Oberbalbach nel Baden e morto il 4 aprile 1945 nei cieli sopra Stendal, è stato uno dei maggiori assi della Luftwaffe durante la Seconda Guerra Mondiale. Con 208 vittorie aeree confermate in oltre 400 missioni di combattimento, di cui 199 sul fronte orientale e 9 su quello occidentale (incluse 8 sul jet Me 262), Ehrler fu tra i piloti di maggior successo dello JG 5 Eismeer, il reparto caccia dell’Artico, insieme a Theodor Weissenberger. La sua carriera fu segnata dalla vicenda dell’affondamento della corazzata Tirpitz, per il quale venne usato come capro espiatorio e degradato.
Dagli inizi nell’artiglieria alla caccia aerea
Ehrler nacque a Oberbalbach, un piccolo paese del Baden, sesto di dodici fratelli in una famiglia di umili origini. Dopo una formazione come macellaio, nel 1935 si arruolò nell’esercito tedesco. Per due anni servì nell’artiglieria e nella contraerea, partecipando alla Guerra Civile Spagnola con la Legione Condor. La sua vera passione era però il volo. Nel 1940, dopo ripetute domande, riuscì a farsi trasferire alla Luftwaffe. Completato l’addestramento come pilota da caccia, nel febbraio 1941 fu assegnato alla 4./JG 77, di stanza in Norvegia, dove ottenne le prime vittorie nei cieli artici.
Il fronte orientale con lo JG 5
Con l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica nel giugno 1941, il reparto di Ehrler, rinominato 4./JG 5 Eismeer, fu impiegato sul fronte orientale. Nel febbraio 1942 Ehrler aveva 11 vittorie e fu promosso Leutnant con il comando della 6./JG 5. Il 4 settembre 1942, con 64 vittorie all’attivo, ricevette la Ritterkreuz (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro). Promosso Hauptmann il 1° giugno 1943, fu nominato Gruppenkommandeur del III/JG 5. L’8 giugno raggiunse le 100 vittorie, 40° pilota della Luftwaffe a superare questa soglia. Il 1° agosto 1943 ricevette le Eichenlaub (Foglie di Quercia) alla Croce di Cavaliere, con 112 vittorie all’attivo. Il 25 maggio 1944 abbatté 9 aerei nemici in un solo giorno, portando il suo punteggio a 155.
Comandante di stormo e l’affondamento della Tirpitz
Il 1° agosto 1944 Ehrler fu promosso Major e nominato Kommodore dell’intero JG 5. Tra i suoi compiti c’era la protezione delle installazioni tedesche nell’Artico, inclusa la corazzata Tirpitz, ormeggiata nei fiordi norvegesi. Il 12 novembre 1944 la RAF lanciò l’Operazione Catechism, l’attacco finale contro la Tirpitz. Trentadue bombardieri Lancaster degli Squadrons 617 e 9, armati con le bombe speciali Tallboy da 5.400 kg, raggiunsero il fiordo di Tromsø e colpirono la nave. La Tirpitz si capovolse con la perdita di circa 1.000 uomini dell’equipaggio. Ehrler e i suoi piloti, allertati in ritardo e dirottati da informazioni contraddittorie sulla posizione degli attaccanti, non riuscirono a intercettare i Lancaster in tempo. Le indagini successive stabilirono che la causa del fallimento era stata la scarsa comunicazione tra la Kriegsmarine e la Luftwaffe: gli equipaggi dei caccia non sapevano neppure che la Tirpitz era stata spostata nella nuova posizione a Håkøya poche settimane prima. Ehrler fu tuttavia processato dalla corte marziale con l’accusa di non aver compreso la gravità dell’attacco e di essersi concentrato eccessivamente sul raggiungimento della 200ª vittoria personale. Fu degradato e condannato a tre anni di detenzione in fortezza (Festungshaft). La proposta per le Schwertern (Spade) alla Croce di Cavaliere, già inoltrata prima della vicenda, fu respinta. L’intervento di Walter Schuck, uno dei suoi ufficiali, che consegnò personalmente una dichiarazione giurata al Reichskommissar Terboven, contribuì alla revisione del caso. La sentenza fu commutata e la degradazione annullata. Nel febbraio 1945 Ehrler fu trasferito allo JG 7, equipaggiato con i caccia a reazione Me 262, con l’opportunità di “riabilitarsi”.
L’ultima missione
Secondo i commilitoni, dopo la vicenda della Tirpitz Ehrler volava senza la determinazione che lo aveva caratterizzato, come un uomo che avesse rinunciato a tornare vivo. Nelle cinque settimane con lo JG 7 abbatté altri 8 aerei, portando il totale delle sue vittorie a 208. Il 4 aprile 1945, durante un’incursione di bombardieri americani, Ehrler abbatté due B-17. Rimasto senza munizioni, speronò un terzo bombardiere. Le sue ultime parole via radio furono rivolte a Theodor Weissenberger: “Theo, sono Heinrich. Ho appena abbattuto due bombardieri. Non ho più munizioni. Vado a speronare. Auf Wiedersehen, ci vediamo nel Valhalla!”. Non fece più ritorno.
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 14 Settembre 1917
- Data morte: 4 Aprile 1945
- Vittorie: 208
- Forza aerea: Luftwaffe
- Decorazioni
- Eisernes Kreuz II. Klasse (Croce di Ferro di II classe)
- Eisernes Kreuz I. Klasse (Croce di Ferro di I classe)
- Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro) – 4 settembre 1942, per la 64ª vittoria
- Ritterkreuz mit Eichenlaub (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia) – 1° agosto 1943, per la 112ª vittoria
Nota: Ehrler fu proposto per le Schwertern (Spade) alla Croce di Cavaliere prima dell’affondamento della Tirpitz, ma la proposta fu respinta in conseguenza della corte marziale.
- Bibliografia – Riferimenti:
- Walter A. Musciano: Messerschmitt Aces Aero Pub. Inc. 1986 ISBN: 0830683798
- Spick, Mike Luftwaffe Fighter Aces: The Jadgflieger and their Combat Tactics and Techniques. New York: Ivy Books (1996) ISBN 978-0-8041-1696-1.
- Walter Schuck, Abschuss! Von der Me 109 zur Me 262, Helios Verlags, 2007. ISBN 978-3-938208-44-1
- Walter Schuck, Luftwaffe Eagle: From the Me 109 to the Me 262, Hikoki Publications, 2009. ISBN 978-1-902109-06-0
- Luftwaffe Ein Profile
- Military History Fandom
