L’Ulpio Traiano fu un incrociatore leggero della Regia Marina appartenente alla classe Capitani Romani, alla cui scheda si rimanda per le caratteristiche tecniche della classe. Costruito dai Cantieri Navali Riuniti di Palermo, fu impostato il 28 settembre 1939 e varato il 30 novembre 1942. Non entrò mai in servizio: fu affondato il 3 gennaio 1943, poco più di un mese dopo il varo, mentre era ancora in fase di allestimento in porto.
Il nome
La nave era intitolata all’imperatore Marco Ulpio Traiano (53 d.C. – 117 d.C.), detto semplicemente Traiano. Generale prima ancora che imperatore, è ricordato soprattutto per le campagne di conquista della Dacia — celebrate sulla colonna traiana ancora visibile a Roma — e per due campagne in Oriente che portarono l’impero romano alla sua massima estensione territoriale. Fu tra i pochi imperatori romani a ricevere dal Senato il titolo di Optimus Princeps, il migliore dei principi.
L’Operazione Principal e l’affondamento
Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 1943 un sommergibile britannico penetrò nelle acque antistanti Palermo e mise in mare due chariot — i siluri a lenta corsa britannici, modellati sui maiali della Regia Marina — con i rispettivi equipaggi. Si trattava dell’Operazione Principal, che prevedeva attacchi simultanei in più porti: solo quella di Palermo andò a buon fine.
I due incursori, Dick Greenland e Alec Ferrier, superarono le reti di sbarramento che proteggevano il porto e individuarono l’Ulpio Traiano ormeggiato in banchina in avanzato stato di allestimento. Applicarono allo scafo la carica esplosiva anteriore del chariot. Tentarono poi di minare con le mignatte anche il cacciatorpediniere Grecale, la torpediniera Ciclone e una nave mercantile, ma non fecero in tempo ad armare le cariche prima di essere catturati. Alle 7:58 del mattino del 3 gennaio la carica esplose: l’Ulpio Traiano si spezzò in due e si rovesciò, irrecuperabile. Nell’esplosione perirono cinque persone — quattro operai italiani e un militare tedesco — e si contarono ventuno feriti.
Greenland e Ferrier furono catturati e internati come prigionieri di guerra. Dopo l’armistizio dell’8 settembre vennero presi in consegna dai tedeschi e trasferiti nel campo Marlag di Westertimke, in Germania, da cui furono liberati nell’aprile 1945 con l’arrivo delle truppe alleate.
La perdita dell’Ulpio Traiano ebbe una conseguenza diretta sulle altre unità della classe: fu proprio questo affondamento a spingere Supermarina a ordinare il completamento del Caio Mario — già privo della prua ceduta all’Attilio Regolo — per compensare la perdita. Quei lavori non furono mai avviati.
I lavori di recupero del relitto si svolsero dal 10 ottobre 1946 al 24 luglio 1947; nel 1948 lo scafo fu demolito.
Informazioni aggiuntive
- Nazione: Italia
- Tipo nave: Incrociatore
- Classe: Capitani Romani
- Cantiere:
CNR, Palermo
- Data impostazione: 28/09/1939
- Data Varo: 30/11/1943
- Data entrata in servizio: --
- Lunghezza m.: 142.2
- Larghezza m.: 14.4
- Immersione m.: 4.9
- Dislocamento t.: 5.035
- Apparato motore:
4 caldaie Thornycroft, 4 turbine Parsons, 2 assi
- Potenza cav.: 110.000
- Velocità nodi: 40
- Autonomia miglia: 4.352
- Armamento:
- 8 cannoni da 135/45 (4 installazioni binate)
- 8 cannoni Breda 37/54 (affusti singoli)
- 8 mitragliere da 20/70<(4 installazioni binate)
- 8 tubi lanciasiluri da 533 mm (2 installazioni quadruple)
- Corazzatura:
- Torrette: 6-20 mm
- Barbette: 15 mm
- Equipaggio: 418
- Bibliografia – Riferimenti:
- Jane’s Fighting Ships of World War II, Crescent Books ISBN: 0517679639
- Wikipedia
- Combattenti e reduci
- La voce del marinaio
