Chi cerca informazioni tecniche su una nave da guerra specifica si trova spesso a navigare tra fonti frammentarie, ciascuna con i propri criteri di classificazione, le proprie convenzioni grafiche, i propri standard di misurazione. Navypedia nasce per risolvere questo problema: un’unica enciclopedia che documenta le navi da combattimento di tutte le marine del mondo, dalla metà dell’Ottocento a oggi, utilizzando criteri uniformi e una scala grafica standardizzata.
Il progetto è opera di Ivan Gogin, un ex ufficiale di marina con ventotto anni di servizio sulle navi, dalla sala macchine al ponte di comando. Dopo aver lasciato il mare, Gogin ha dedicato la sua esperienza alla documentazione della storia navale, attingendo a materiali raccolti in quarant’anni di ricerca. Il sito è online dal 2007 e continua a essere aggiornato ed espanso.
La struttura del database è organizzata per nazione. Selezionando un paese si accede all’elenco delle sue unità navali, suddivise per categoria: navi capitali, incrociatori, cacciatorpediniere, sottomarini, torpediniere, dragamine, navi ausiliarie. Per ogni classe di navi, Navypedia fornisce una scheda che include le date di progettazione, costruzione e servizio, i dati tecnici (dislocamento, dimensioni, armamento, apparato motore, velocità), le eventuali modifiche nel corso della vita operativa e il destino finale di ogni unità.
L’elemento distintivo del progetto sono i disegni laterali. Ogni classe navale è accompagnata da un profilo laterale realizzato in scala 1:1250 (o 1:625 per le unità minori), che permette confronti diretti tra navi diverse. La coerenza grafica è mantenuta rigorosamente: le navi di tutte le epoche e di tutte le nazioni sono rappresentate con lo stesso stile e la stessa scala, permettendo di apprezzare visivamente le differenze di dimensioni tra una torpediniera e una corazzata, tra un cacciatorpediniere della Prima Guerra Mondiale e uno contemporaneo.
La copertura cronologica si estende dal 1850 circa fino ai giorni nostri, con particolare attenzione ai due conflitti mondiali. Le sezioni dedicate alla Royal Navy, alla US Navy, alla Marina imperiale giapponese e alla Kriegsmarine sono particolarmente sviluppate, ma il database include anche marine minori spesso trascurate dalla letteratura in lingua inglese: le flotte sudamericane, quelle scandinave, le marine dei Balcani e del Medio Oriente.
Negli ultimi anni il progetto si è espanso oltre il sito web. Ivan Gogin e i suoi collaboratori, tra cui gli illustratori Alexander Dashyan, Sergey Balakin e Alexander Pavlov, hanno pubblicato diverse serie di volumi cartacei e digitali. La serie “Fighting ships of World War Two” comprende nove volumi con 2.730 articoli su singole classi navali e quasi 2.000 disegni. La serie “Fighting ships of the World since 1990” documenta in cinque volumi tutte le marine contemporanee. “The Great Fleet List” sta ricostruendo la storia navale dal 1700 in poi. Esiste anche una rivista periodica, “Navypedia Magazine”, con articoli di approfondimento su temi specifici.
Il sito include anche sezioni dedicate agli armamenti navali e agli aerei imbarcati, fornendo tabelle comparative delle caratteristiche tecniche. Una sezione più recente, “Naval balance yesterday”, si propone di ricostruire la composizione delle flotte mondiali in momenti storici specifici.
L’interfaccia del sito è funzionale ma spartana, con un’estetica che ricorda i primi anni 2000. La navigazione non è sempre intuitiva e alcune sezioni sono ancora incomplete. Il negozio online vende pubblicazioni sia in formato fisico (spedite dalla Russia) che digitale. I poster scaricabili permettono di stampare i disegni delle navi in formato fino ad A2.
Per chi studia la Seconda Guerra Mondiale, Navypedia offre una risorsa complementare a siti come NavWeaps (focalizzato sugli armamenti) o Combined Fleet (specializzato sulla marina giapponese). Il suo valore sta nella copertura globale e nell’approccio sistematico: la certezza di trovare informazioni comparabili su qualsiasi nave, dalla portaerei americana al dragamine bulgaro.
Il sito è in lingua inglese, con alcune sezioni in russo. L’accesso al database online è gratuito. Al momento della recensione un cartello “on sale” non fa pensare al meglio per il futuro di questo meraviglioso sito.
