
Gerhard Barkhorn nacque a Königsberg, nella Prussia Orientale, il 20 marzo 1919. Con 301 vittorie aeree confermate, tutte ottenute sul fronte orientale, è il secondo pilota da caccia più vittorioso della storia dell’aviazione, alle spalle del solo Erich Hartmann, e l’unico altro pilota ad aver superato la soglia delle 300 vittorie.
Giovinezza e addestramento
Barkhorn si arruolò nella Luftwaffe nel 1937 come Fahnenjunker e cominciò l’addestramento al volo nel marzo 1938. Completata la formazione, fu brevettato e assegnato come Leutnant allo JG 2 Richthofen, unità che vantava antiche tradizioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale.
Il battesimo del fuoco nella Battaglia d’Inghilterra
Il battesimo del fuoco di Barkhorn avvenne nel corso della Battaglia d’Inghilterra, dove i risultati furono francamente scoraggianti: non riuscì a ottenere nessuna vittoria e venne abbattuto due volte nel giro di pochi giorni. In uno di questi episodi, uno Spitfire colpì il radiatore dell’olio del suo Messerschmitt; mentre Barkhorn tentava faticosamente di raggiungere la Manica superando le scogliere di Dover, fu nuovamente attaccato e il suo aereo precipitò verso il mare. Fu costretto a lanciarsi col paracadute e sarebbe probabilmente finito prigioniero degli inglesi se un compagno di Staffel non lo avesse visto ammarare, dirigendo verso di lui una motovedetta tedesca di pattuglia. I soccorritori tedeschi lo raccolsero dall’acqua pochi istanti prima dell’arrivo di un’imbarcazione di salvataggio britannica. Dopo quell’esperienza, Barkhorn non usò mai più il paracadute per tutta la durata della guerra, preferendo sempre restare a bordo del suo aereo danneggiato fino all’atterraggio di emergenza; fu costretto a farlo otto volte nel corso della sua carriera.
Il fronte orientale e l’ascesa
Nell’agosto 1940 Barkhorn venne assegnato al II/JG 52, ma riuscì a ottenere la sua prima vittoria solo il 2 luglio 1941, nel corso della sua 120ª missione: un inizio certamente non brillante, che rende ancora più notevole quanto sarebbe accaduto in seguito. Da quel momento il suo punteggio crebbe in modo costante. Il 23 agosto 1942 l’Oberleutnant Barkhorn venne insignito della Ritterkreuz (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro) per la sua 59ª vittoria. Raggiunta quota 100 il 19 dicembre, ottenne le Eichenlaub (Foglie di Quercia) l’11 gennaio 1943. Il 30 novembre dello stesso anno aveva raggiunto le 200 vittorie, il quinto pilota nella storia a raggiungere questo traguardo. Il 13 febbraio 1944 divenne il terzo pilota a toccare le 250 vittorie, e il 2 marzo fu insignito delle Schwertern (Spade). Come il suo amico e rivale Hartmann, anche Barkhorn aveva fatto dipingere sulla fusoliera del suo Messerschmitt Bf 109 il nome della moglie, Christl.
L’asso degli assi, fino all’incidente
Nell’estate del 1944 il Hauptmann Barkhorn era ormai Gruppenkommandeur del II/JG 52 e, in quel momento, era l’asso degli assi tedesco, con Erich Hartmann ancora al secondo posto. Ma la stanchezza giocò un brutto scherzo al pilota. Nel corso della sesta missione di una lunga giornata, durante uno scontro con una formazione di bombardieri sovietici, Barkhorn commise una leggerezza che per poco non gli costò la vita: nel mettersi in posizione di attacco dimenticò la regola fondamentale di tutti i piloti da caccia — guardarsi sempre le spalle. In pochi secondi proiettili di cannone e di mitragliatrice devastarono il suo aereo, colpito alle sei in alto da un caccia Airacobra di fabbricazione americana. Barkhorn riportò gravi ferite al braccio e alla gamba destra. Si è ipotizzato che il pilota di quell’Airacobra fosse l’asso sovietico Alexander Pokryshkin, accreditato di 59 vittorie, ma non ci sono prove definitive a riguardo. Le ferite richiesero quattro mesi di ospedalizzazione, durante i quali Hartmann prese la testa della classifica degli assi tedeschi e la mantenne fino alla fine della guerra. È interessante notare che, nonostante le 301 vittorie e nonostante fosse il secondo asso di tutti i tempi, Barkhorn non ricevette mai i Brillanten (Diamanti) alla sua Croce di Cavaliere.
Gli ultimi mesi di guerra
Al termine della convalescenza, la sua unità si era nel frattempo trasferita in Ungheria, dove Barkhorn la raggiunse nell’autunno del 1944. La sua 301ª e ultima vittoria fu ottenuta il 5 gennaio 1945. Poco dopo, nel gennaio 1945, fu promosso Kommodore dello JG 6 Horst Wessel. Nelle ultime settimane del conflitto Barkhorn raggiunse Adolf Galland e gli altri assi dello JV 44, l’unità d’élite che volava sui Messerschmitt Me 262 a reazione, anche se la sua esperienza con il jet non fu particolarmente felice: durante un volo operativo il 21 aprile 1945 un motore si guastò, costringendolo a rientrare alla base dove, durante l’atterraggio, fu mitragliato da caccia americani in pattuglia. Riuscì a posare l’aereo danneggiato e ad abbandonare l’abitacolo tra le raffiche nemiche, riportando solo ferite leggere. Fu la sua 1.104ª e ultima missione di combattimento. Nel corso della guerra Barkhorn completò 1.104 missioni abbattendo complessivamente 301 aerei nemici, tutti sul fronte orientale. Ottenne la grande maggioranza delle sue vittorie a bordo di un Messerschmitt Bf 109, accumulando oltre 2.000 ore di volo su questo tipo di aereo. Fu abbattuto 9 volte nel corso della sua carriera e ferito due volte.
Il dopoguerra
Alla fine della guerra venne fatto prigioniero dalle truppe alleate sul fronte occidentale e rilasciato nel settembre 1945. Entrò nella neonata Bundesluftwaffe nel 1956, comandò lo JaBoG 31 Boelcke e raggiunse il grado di Generalleutnant. Si ritirò dal servizio attivo nel 1975. Il 6 gennaio 1983, durante una tempesta invernale in autostrada nei pressi di Colonia, Barkhorn e la moglie Christl furono coinvolti in un grave incidente automobilistico. La moglie morì sul colpo; Gerhard si spense in ospedale il 8 gennaio 1983. Fu sepolto con onori militari a Tegernsee.
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 20 Marzo 1919
- Data morte: 8 Gennaio 1983
- Vittorie: 301
- Forza aerea: Luftwaffe
- Decorazioni
- Eisernes Kreuz II. Klasse (Croce di Ferro di II classe)
- Eisernes Kreuz I. Klasse (Croce di Ferro di I classe)
- Ehrenpokal der Luftwaffe (Coppa d’Onore della Luftwaffe)
- Deutsches Kreuz in Gold (Croce tedesca in oro)
- Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro) — 23 agosto 1942, per la 59ª vittoria
- Ritterkreuz mit Eichenlaub (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia) — 11 gennaio 1943
- Ritterkreuz mit Eichenlaub und Schwertern (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia e Spade) — 2 marzo 1944, per la 250ª vittoria
- Bibliografia – Riferimenti:
- Walter A. Musciano, Messerschmitt Aces, 1ª edizione, Tab Books, 1989. ISBN 978-0-8306-8379-6
- Raymond F. Toliver, Trevor J. Constable, The Blond Knight of Germany, Tab Aero, 1970
