L’idea di un museo dedicato allo sbarco in Normandia nacque nel 1964, quando lo storico Stephen Ambrose incontrò l’ex presidente Dwight Eisenhower per discutere la pubblicazione dei suoi documenti. Durante il colloquio, Eisenhower chiese ad Ambrose se avesse mai conosciuto Andrew Higgins, definendolo “l’uomo che ha vinto la guerra per noi”.
Higgins era l’imprenditore di New Orleans che aveva progettato e costruito i mezzi da sbarco LCVP (Landing Craft, Vehicle, Personnel), i celebri “Higgins boat” che permisero gli sbarchi anfibi su tutte le spiagge della Seconda Guerra Mondiale. Quella frase rimase impressa nella mente di Ambrose. Tornato a New Orleans, dove insegnava all’università, scoprì che non esisteva neppure una strada intitolata a Higgins in tutta la città.
Nel 1990 Ambrose propose al collega Gordon H. “Nick” Mueller di costruire insieme un museo dedicato al D-Day. L’idea originaria prevedeva una piccola struttura sul campus universitario, vicino al lago Pontchartrain, dove la Higgins Industries e la Marina statunitense avevano testato i mezzi da sbarco durante la guerra. Ma il progetto crebbe rapidamente. Dopo anni di raccolta fondi e pianificazione, il National D-Day Museum aprì il 6 giugno 2000, cinquantaseiesimo anniversario dello sbarco in Normandia, davanti a una folla di oltre duecentomila persone nelle strade di New Orleans. Nei giorni precedenti l’inaugurazione, il senatore Ted Stevens visitò il museo e rimase entusiasta, ma osservò che mancava la guerra nel Pacifico. Stevens, veterano dell’aviazione in Alaska, promise che se il museo avesse acquisito terreni per l’espansione, avrebbe garantito il sostegno del Congresso per una struttura dedicata all’intero conflitto mondiale.
Nel 2003 il Congresso degli Stati Uniti designò ufficialmente l’istituzione come “America’s National World War II Museum”. Stephen Ambrose, autore di bestseller come D-Day, Citizen Soldiers e Band of Brothers (da cui la celebre serie HBO), morì nel 2002, poco dopo aver visto realizzato il suo sogno. Nick Mueller continuò l’opera di espansione fino a trasformare il museo in un complesso di sei acri con cinque padiglioni principali.
Il legame con New Orleans
La scelta di New Orleans come sede del museo nazionale della Seconda Guerra Mondiale non fu casuale. La città fu il centro della produzione dei mezzi da sbarco che resero possibile la vittoria alleata. Andrew Jackson Higgins, imprenditore nato in Nebraska ma trasferitosi in Louisiana, aveva sviluppato negli anni Trenta imbarcazioni a fondo piatto per operare nelle paludi e nei bayou della regione. I suoi “Eureka boat” potevano navigare in acque basse, manovrare tra ostacoli e risalire sulla riva per poi tornare in acqua senza difficoltà. Quando divenne chiaro che sconfiggere Germania e Giappone avrebbe richiesto sbarchi su coste ostili, le barche di Higgins furono adattate alle esigenze militari.
Nel 1938 la Higgins Industries impiegava meno di 75 operai in un solo cantiere. Alla fine del 1943 contava sette stabilimenti con oltre 25.000 lavoratori. La forza lavoro era integrata razzialmente, una rarità per l’epoca: bianchi, neri, uomini, donne, anziani e persone con disabilità lavoravano insieme a parità di salario. Alla fine della guerra, la Higgins Industries aveva prodotto oltre 20.000 mezzi da sbarco, di cui 12.500 LCVP. Oggi sopravvivono meno di dieci LCVP originali.
Il museo espone una replica costruita da volontari, molti dei quali ex dipendenti della Higgins, utilizzando i progetti originali e alcune parti autentiche. Il museo possiede anche un LCP(L) originale restaurato e il PT-305, l’unica motosilurante da combattimento della Seconda Guerra Mondiale ancora funzionante al mondo.
I padiglioni
Il campus del museo si estende su tre isolati nel Warehouse District di New Orleans. I visitatori iniziano tipicamente dal Louisiana Memorial Pavilion, l’edificio originario del 2000, che ospita le gallerie sull’Arsenal of Democracy e lo sbarco in Normandia. Nell’atrio sono esposti un Douglas C-47 Skytrain e uno Spitfire sospesi al soffitto, oltre al celebre Higgins boat. Qui si trova anche la Forbes Gallery of Rare and Iconic Artifacts, inaugurata nel 2024, che include l’installazione interattiva “Voices from the Front”.
L’American Spirit Bridge, un ponte pedonale coperto, collega il padiglione originario al Solomon Victory Theater, dove viene proiettato Beyond All Boundaries, un’esperienza cinematografica 4D di 48 minuti narrata da Tom Hanks che offre una panoramica immersiva dell’intero conflitto. Nello stesso edificio si trovano il BB’s Stage Door Canteen, un teatro-ristorante in stile anni Quaranta, la galleria dedicata alla Marina Mercantile statunitense e il ristorante The American Sector.
Il Campaigns of Courage Pavilion, inaugurato tra il 2014 e il 2015, rappresenta il cuore narrativo del museo. Le gallerie Road to Berlin: European Theater ripercorrono la guerra in Europa dallo sbarco in Nord Africa alla caduta di Berlino, mentre le gallerie Road to Tokyo: Pacific Theater seguono il conflitto nel Pacifico da Pearl Harbor alla baia di Tokyo. Gli oltre 1.800 metri quadrati di spazio espositivo sono articolati in 19 gallerie immersive che ricostruiscono giungle, spiagge, montagne e oceani.
Lo US Freedom Pavilion: The Boeing Center, aperto nel 2013, è dedicato ai contributi tecnologici e industriali americani. L’edificio ospita sei aerei restaurati sospesi nel vuoto: un bombardiere B-17E Flying Fortress (il “My Gal Sal”, recuperato in Groenlandia 53 anni dopo essere stato abbandonato), un B-25J Mitchell, un SBD-3 Dauntless, un TBF Avenger, un P-51D Mustang e un Corsair F4U-4. Vi si trova anche l’esperienza interattiva Final Mission: USS Tang Submarine Experience, che riproduce l’ultima missione del sommergibile più efficace della Marina americana.
Il Liberation Pavilion, l’ultimo grande ampliamento, ha aperto nel 2023 dopo anni di ritardi. Esplora la fine della guerra, l’Olocausto, il dopoguerra e l’impatto del conflitto sul mondo contemporaneo. Comprende anche il Priddy Family Freedom Theater, un’esperienza cinematografica di 30 minuti sul significato della vittoria alleata. Il John E. Kushner Restoration Pavilion permette ai visitatori di osservare i restauratori al lavoro su veicoli, aerei e imbarcazioni della Seconda Guerra Mondiale, inclusa la motosilurante PT-305.
Voices from the Front
Inaugurata nel marzo 2024, “Voices from the Front” rappresenta l’ultima frontiera nella preservazione delle testimonianze dei veterani. L’installazione utilizza l’intelligenza artificiale per permettere ai visitatori di “conversare” con figure a grandezza naturale proiettate su schermo: veterani, lavoratori del fronte interno, infermiere, sopravvissuti all’Olocausto e altri testimoni della guerra. Ciascuno dei 18 partecipanti ha risposto fino a mille domande sulla propria vita e sulle esperienze belliche, registrate in video ad alta definizione. Quando un visitatore pone una domanda, il software di riconoscimento vocale identifica gli elementi chiave e seleziona la risposta più pertinente dall’archivio. Le risposte sono autentiche, non generate artificialmente: sono le parole originali dei testimoni, preservate per le generazioni future.
Tra i partecipanti figurano Hershel Woodrow “Woody” Williams, decorato con la Medal of Honor per le azioni a Iwo Jima (scomparso nel 2022), il pilota John “Lucky” Luckadoo del “Bloody Hundredth” Bomb Group, l’operaia Grace Janota Brown che costruiva aerei, e Margaret Kerry, ballerina della USO che dopo la guerra fu modella per la Campanellino della Disney. Il progetto, costato 1,5 milioni di dollari, è stato realizzato in collaborazione con StoryFile, azienda specializzata in video conversazionali basati sull’intelligenza artificiale.
Esperienze cinematografiche
Il museo offre due principali esperienze cinematografiche immersive, entrambe a pagamento aggiuntivo rispetto all’ingresso generale. Beyond All Boundaries, proiettato nel Solomon Victory Theater, è un’esperienza 4D di 48 minuti narrata da Tom Hanks. Il film combina filmati d’archivio, animazioni e effetti speciali con sedili mobili ed elementi sensoriali per trasportare gli spettatori sui campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale. Le proiezioni iniziano ogni ora dalle 10:00 alle 16:00 (fino alle 17:00 il venerdì e sabato). Il Freedom Theater, nel Liberation Pavilion, offre un’esperienza di 30 minuti sul significato della vittoria alleata e le sue conseguenze. Le proiezioni avvengono due volte all’ora. Final Mission: USS Tang Submarine Experience, inclusa nell’ingresso generale, è un’esperienza interattiva di 15 minuti che riproduce l’ultima missione del sommergibile USS Tang, il più letale della Marina americana nel Pacifico.
Informazioni pratiche
Indirizzo: 945 Magazine Street, New Orleans, LA 70130, Stati Uniti (ingresso su Andrew Higgins Drive)
Coordinate: 29°56’38″N / 90°04’13″W
Come arrivare: Il museo si trova nel Warehouse District di New Orleans. In auto: dall’Interstate I-10, uscita Tchoupitoulas Street/Convention Center, seguire le indicazioni. Parcheggio del museo al 1024 Magazine Street (altezza massima 2 metri). In tram: linea St. Charles fino a Lee Circle, poi 10 minuti a piedi. Numerose linee di autobus servono la zona.
Orari: Tutti i giorni 9:00-17:00. Chiuso il giorno del Ringraziamento, la vigilia di Natale, Natale e il Martedì Grasso.
Biglietti (2025): Ingresso generale adulti $27-36; senior (65+) $23,50-33,50; studenti e militari $17,50-27,50; bambini K-12 $17,50; sotto i 5 anni gratuito. Veterani della Seconda Guerra Mondiale e accompagnatore: gratuito. I prezzi variano in base alle esperienze incluse (Beyond All Boundaries $9, Freedom Theater $9, pacchetto combinato $12). Pass secondo giorno $6-15. Acquisto biglietti online consigliato.
Servizi: Ristorante The American Sector, Jeri Nims Soda Shop, BB’s Stage Door Canteen (spettacoli serali). Negozio del museo. Audioguide disponibili. Visite guidate su prenotazione. Accessibilità per visitatori con disabilità (verificare dettagli).
Tempo di visita: Minimo 3-4 ore per una visita essenziale; una giornata intera per esplorare tutti i padiglioni; consigliato pass di due giorni per una visita approfondita.
Nelle vicinanze: Garden District, French Quarter, cimiteri storici di New Orleans.
Strutture annesse: Higgins Hotel & Conference Center (hotel ufficiale del museo, 230 camere in stile art déco); Madlyn and Paul Hilliard Research Library (biblioteca di ricerca).
Sito web: nationalww2museum.org
Telefono: +1 504-528-1944
Informazioni aggiuntive
- Informazioni: Sito ufficiale
- Indirizzo: The National World War II Museum, 945, Magazine Street, Warehouse District, Garden District, New Orleans, Orleans Parish, Louisiana, 70130, United States
- Nazione: US
- Tipo: Musei Militari










