Georg-Peter “Schorsch” Eder, nato l’8 marzo 1921 a Oberdachstetten in Franconia e morto l’11 marzo 1986 a Wiesbaden, è stato uno degli assi più singolari della Luftwaffe. Con 78 vittorie aeree confermate in 572 missioni di combattimento (10 sul fronte orientale e 68 su quello occidentale, di cui 36 bombardieri quadrimotore), Eder fu uno dei maggiori specialisti nella caccia ai bombardieri pesanti americani e, insieme a Egon Mayer, l’inventore dell’attacco frontale che divenne tattica standard per tutta la Jagdwaffe. Ma il dato che lo rende unico nella storia dell’aviazione è un altro: fu abbattuto 17 volte, si lanciò col paracadute 9 volte, fu ferito 14 volte, e ogni volta tornò a combattere.
Gli inizi e il fronte orientale
Eder si arruolò nella Luftwaffe il 15 novembre 1939 e frequentò la scuola di guerra aerea di Gatow, a Berlino. Assegnato alla 4./JG 51 il 1° dicembre 1940, arrivò troppo tardi per la battaglia d’Inghilterra e non rivendicò alcuna vittoria in quel periodo. Il 22 giugno 1941, primo giorno dell’Operazione Barbarossa, Eder abbatté un Polikarpov I-16 e un bombardiere Tupolev SB in rapida successione, le sue prime vittorie. Nelle settimane successive raggiunse le 10 vittorie sul fronte orientale. Ma il 10 agosto, a Ponjatowka, il suo Bf 109 F-2 collise a terra con un Junkers Ju 52. Eder riportò una frattura del cranio che lo tenne fuori combattimento per mesi. Fu assegnato come istruttore alla scuola caccia di Zerbst fino al novembre 1942.
Lo JG 2 Richthofen e l’attacco frontale
Il 1° novembre 1942 Eder fu trasferito alla 7./JG 2 Richthofen, equipaggiata con Fw 190. La prima vittoria sul fronte occidentale arrivò il 30 dicembre: un B-17 durante una missione di bombardamento su Lorient. Nel febbraio 1943 fu nominato Staffelkapitän della neonata 12./JG 2, una squadriglia autonoma equipaggiata inizialmente con Fw 190 e Bf 109 G. Fu in questo periodo che Eder, insieme al GruppenkommandeurMayer, sviluppò la tattica dell’attacco frontale ai bombardieri pesanti. Il concetto sfruttava il punto debole delle formazioni alleate: il settore anteriore era relativamente scoperto rispetto ai lati e alla coda. Una Kette di tre caccia attaccava dalla parte anteriore e leggermente a sinistra, aprendo il fuoco con una raffica di deflessione a velocità di avvicinamento combinata di circa 800 km/h. I mitraglieri delle fortezze volanti avevano pochissimi secondi per reagire. Dopo la raffica, i caccia cabravano bruscamente a destra o a sinistra. La tattica richiedeva nervi d’acciaio e una precisione di tiro eccezionale, ma si rivelò devastante. Il 28 marzo 1943, durante un attacco ai B-17 che bombardavano gli scali ferroviari di Rouen, Eder abbatté un bombardiere ma fu a sua volta colpito dal fuoco difensivo e costretto ad atterrare d’emergenza a Beaumont-le-Roger. Era una delle tante volte.
Dalla Normandia al Me 262
Dopo un passaggio alla 5./JG 2 e poi al II/JG 1 nella difesa del Reich, Eder raggiunse la 50ª vittoria il 21 giugno 1944 e ricevette la Ritterkreuz il 24 giugno. L’11 agosto assunse temporaneamente il comando della 6./JG 26 e il 17 agosto, nei pressi di Dreux, visse un episodio che sarebbe diventato celebre: abbatté uno Spitfire a bassissima quota che si schiantò tra due carri armati Sherman alleati distruggendoli entrambi, poi ne abbatté un secondo che precipitò su un terzo Sherman incendiandolo. Gli furono accreditati 3 carri armati distrutti. Il 4 settembre divenne Gruppenkommandeur del II/JG 26. Nell’ottobre 1944 Eder fu trasferito al Kommando Nowotny, la prima unità operativa equipaggiata con il caccia a reazione Me 262. Dopo la morte di Walter Nowotny l’8 novembre, Eder ne assunse brevemente il comando. Il 25 novembre 1944 ricevette le Eichenlaub (Foglie di Quercia) per circa 60 vittorie. Con la trasformazione del Kommando Nowotny in JG 7, Eder prese il comando della 9./JG 7. Sul Me 262 Eder volò 150 missioni e ottenne almeno 12 vittorie confermate (alcune fonti ne indicano fino a 24, in buona parte non confermate per le condizioni caotiche degli ultimi mesi di guerra). Il 22 gennaio 1945, nei pressi di Parchim, fu abbattuto da P-51 e P-38 americani mentre si preparava ad atterrare. Si ruppe entrambe le gambe e trascorse il resto della guerra in ospedale, prima a Wismar e poi a Bad Wiessee, dove fu catturato dalle truppe americane.
La cavalleria di Eder
Eder era noto per un codice di comportamento che, nella ferocia del combattimento aereo, lo distingueva da alcuni dei suoi colleghi. Non mirava mai alla cabina di pilotaggio: puntava al motore e alle parti vitali dell’aereo nemico, cercando di abbatterlo senza uccidere il pilota. Non somministrava mai il colpo di grazia a un avversario in difficoltà. Un caso emblematico riguarda il pilota polacco Mike Gladych, che volava con la RAF su un P-47 Thunderbolt. I due si incontrarono dopo la guerra e ricostruirono i loro scontri confrontando i rispettivi ricordi. Durante un combattimento nei pressi di Lilla, Eder mise fuori combattimento il caccia di Gladych. Invece di finirlo, gli si affiancò, batté le ali in segno di saluto e se ne andò. Poco tempo dopo i due si trovarono di nuovo di fronte, e di nuovo Eder ebbe la meglio. Questa volta cercò di costringere Gladych ad atterrare per farlo prigioniero piuttosto che ucciderlo. Comunicando le sue intenzioni a gesti, seguì il Thunderbolt verso il basso. Ma Gladych, astutamente, condusse l’inseguimento verso una batteria di contraerea tedesca il cui fuoco costrinse Eder a virare bruscamente, perdendo il suo “prigioniero” che fuggì verso l’Inghilterra.
Informazioni aggiuntive
- Data di Nascita: 8 Marzo 1921
- Data morte: 11 Marzo 1986
- Vittorie: 78
- Forza aerea: Luftwaffe
- Decorazioni
- Eisernes Kreuz II. und I. Klasse (Croce di Ferro di II e I classe)
- Ehrenpokal der Luftwaffe (Coppa d’Onore della Luftwaffe) – 16 giugno 1943
- Deutsches Kreuz in Gold (Croce tedesca in oro) – 31 agosto 1943
- Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes (Croce di Cavaliere della Croce di Ferro) – 24 giugno 1944
- Ritterkreuz mit Eichenlaub (Croce di Cavaliere con Foglie di Quercia) – 25 novembre 1944, per circa 60 vittorie, 663° militare tedesco a ricevere questa decorazione
- Bibliografia – Riferimenti:
- Walter A. Musciano: Messerschmitt Aces Aero Pub. Inc. 1986 ISBN: 0830683798
- John Weal, Jagdgeschwader 2 “Richthofen”, Osprey Publishing, 2000. ISBN 1-84176-046-3
- Wikipedia
