Dicembre 2025 segna l’uscita di un libro che speriamo contribuisca a cambiare il modo in cui guardiamo alla Seconda Guerra Mondiale nel Mediterraneo. “Waqa’ Ajruplon: Chronicles of Fallen Aircraft in Gozo”, scritto dal giovane storico locale Matthew Curmi di Nadur, porta finalmente alla luce decenni di memorie dimenticate, trasformando la piccola isola di Gozo da nota a margine della storia a protagonista di una narrazione profondamente umana del conflitto.
Il libro, pubblicato da Klabb Kotba Maltin, rappresenta anni di ricerca meticolosa e passione per un argomento che unisce Italia, Malta e la storia dell’aviazione militare in un intreccio sorprendente di drammi aerei e gesti di straordinaria umanità. Per chi conosce Gozo solo come tranquilla destinazione turistica dell’arcipelago maltese, scoprire che i suoi cieli furono teatro di combattimenti feroci e le sue coste ricevettero decine di piloti feriti, sia alleati che dell’Asse, è una rivelazione.
Un Bambino, una Croce e un Aviatore Nemico
Una delle scene più potenti del libro cattura perfettamente il suo spirito. Un bambino gozitano di nove anni, con in mano una croce, si avvicina a un aviatore italiano ferito, con una croce al collo. L’aereo è precipitato, il pilota è nemico per definizione, ma il bambino non vede un fascista da temere. Vede un uomo cattolico nel suo momento di bisogno, un essere umano che soffre.
“Quando il bambino si avvicinò all’aviatore italiano,” scrive Curmi, “con la croce in mano, non era intriso delle ideologie del fascismo o del nazismo. Vide oltre il nemico nell’italiano e testimoniò un uomo cattolico nel suo momento di bisogno. Un uomo può essere tanto violento verso un altro quanto può essere compassionevole. Mentre gli adulti combattevano nei cieli, un bambino costruiva la pace a terra.”
Questa immagine – un bambino che porta conforto spirituale a un nemico ferito – incapsula il messaggio centrale del libro: anche nei momenti più bui della guerra, l’umanità può prevalere. È una storia che lega indissolubilmente Italia e Gozo, due culture mediterranee unite da fede e compassione anche quando le ideologie politiche le dividevano.
Il Giovane Storico di Nadur
Matthew Curmi non è uno storico accademico nel senso tradizionale. È un giovane appassionato di Nadur che ha capito che le storie più importanti stavano per scomparire per sempre. Gli anziani di Gozo che erano bambini o adolescenti durante la guerra stanno inevitabilmente lasciando questo mondo, portando con sé ricordi preziosi che nessun archivio militare potrà mai catturare.
Curmi ha intrapreso una corsa contro il tempo, intervistando decine di gozitani anziani, registrando le loro memorie con cura e rispetto. Il suo approccio combina il rigore della ricerca storica – incrociando testimonianze orali con documenti d’archivio locali e internazionali – con l’empatia necessaria per far emergere ricordi spesso dolorosi sepolti per decenni.
Il risultato è un volume di 272 pagine che va ben oltre la semplice cronaca degli incidenti aerei. Ogni capitolo è una finestra su vite spezzate e salvate, su decisioni prese in pochi secondi che cambiarono destini, su atti di coraggio sia nei cieli che a terra.
Censu Tabone: Dal Medico di Guerra al Presidente
Tra i protagonisti più illustri delle pagine di Curmi c’è il dottor Vincent “Censu” Tabone, medico di Gozo che durante la guerra prestò soccorso a numerosi piloti feriti, senza distinzione di nazionalità. Tabone rappresenta un esempio luminoso di professionalità e umanità in tempi di odio.
Pochi dei pazienti che Tabone curò in quegli anni terribili avrebbero potuto immaginare che quel giovane medico gozitano sarebbe diventato, decenni dopo, il quarto Presidente della Repubblica di Malta (1989-1994). Ma già in quegli anni di guerra, Tabone dimostrava le qualità che avrebbero definito la sua vita: dedizione, compassione e un profondo senso del dovere verso tutti gli esseri umani.
Le azioni di Tabone, documentate da Curmi attraverso testimonianze dirette e ricerche d’archivio, offrono uno spaccato affascinante su come un uomo possa mantenere la propria integrità morale anche quando tutto intorno a lui è caos e violenza. Trattare con uguale cura un pilota britannico e uno italiano non era solo un dovere medico: era una dichiarazione di principi in un’epoca in cui tali principi erano costantemente sotto attacco.
Spitfire, Macchi e Me 109: I Protagonisti Metallici
Naturalmente, un libro sugli aerei precipitati a Gozo non sarebbe completo senza una dettagliata documentazione dei velivoli coinvolti. Curmi dedica ampio spazio agli aspetti tecnici e militari, descrivendo gli Spitfire britannici, i Macchi italiani e i Messerschmitt tedeschi che solcarono i cieli di Gozo.
Particolare attenzione è dedicata allo Spitfire EP122, precipitato a Dwejra Bay nel marzo 1943. Questo caso è diventato particolarmente famoso perché il relitto fu recuperato da subacquei della RAF negli anni ’60 e successivamente restaurato, tornando addirittura a volare negli Stati Uniti. La storia di EP122 collega Gozo alla più ampia narrativa della preservazione della memoria bellica attraverso il restauro di velivoli storici.
Ma Curmi non si limita alla fredda descrizione tecnica. Ogni aereo precipitato aveva un pilota, ogni pilota aveva una storia. Alcuni sopravvissero, altri no. Alcuni furono catturati, altri riuscirono a fuggire. Alcuni furono accolti con ostilità, altri con compassione. Queste variazioni nelle esperienze individuali rivelano molto sulla natura complessa della guerra e sulla capacità degli esseri umani di fare scelte morali anche nelle circostanze più estreme.
Un Ponte tra Italia e Gozo
Il libro di Curmi è particolarmente significativo per il pubblico italiano. Molti degli aviatori che precipitarono a Gozo erano italiani, membri della Regia Aeronautica che combattevano nei cieli del Mediterraneo. Le loro storie, spesso dimenticate nella storiografia italiana che tende a concentrarsi sui teatri europei, trovano finalmente voce.
L’accoglienza che questi piloti italiani ricevettero dai gozitani – un misto di cautela, curiosità e, spesso, compassione – testimonia i legami culturali profondi tra Malta e Italia. Nonostante la guerra, nonostante le ideologie contrapposte, la comune eredità mediterranea e cattolica creava ponti di umanità.
Queste storie risuonano ancora oggi, in un’epoca in cui l’Europa cerca di riconciliarsi con il proprio passato bellicoso. Il libro di Curmi dimostra che anche nei momenti più bui, la cultura e la fede possono unire popoli divisi dalla politica.
Preservare la Memoria Prima che Scompaia
L’urgenza del progetto di Curmi non può essere sottovalutata. I testimoni diretti della Seconda Guerra Mondiale stanno rapidamente scomparendo. Tra pochi anni, non ci saranno più persone vive che ricordano quegli eventi di prima mano. Il lavoro di Curmi rappresenta quindi un servizio inestimabile alla memoria collettiva.
Ma “Waqa’ Ajruplon” è più di un semplice esercizio di preservazione storica. È una celebrazione della resilienza umana, della capacità di mantenere la propria umanità anche di fronte all’orrore. Le storie raccolte da Curmi dimostrano che, anche quando i governi sono in guerra, le persone possono scegliere la compassione.
Il libro si inserisce in una tradizione crescente di storiografia “dal basso”, che privilegia le voci dei testimoni ordinari rispetto alla narrazione ufficiale degli eventi. Questo approccio arricchisce enormemente la nostra comprensione della guerra, rivelando sfumature e complessità che i documenti militari ufficiali non possono catturare.
Un Contributo alla Storiografia del Mediterraneo
“Waqa’ Ajruplon” colma anche un vuoto importante nella storiografia della Seconda Guerra Mondiale nel Mediterraneo. Mentre Malta è stata ampiamente studiata per il suo ruolo strategico e per l’assedio che subì – ottenendo addirittura la George Cross collettiva per il coraggio dei suoi abitanti – Gozo è rimasta relativamente nell’ombra.
Questo libro dimostra che anche le isole più piccole hanno storie significative da raccontare. La posizione di Gozo, appena a nord di Malta, la rese testimone di molti combattimenti aerei e rifugio occasionale per piloti in difficoltà. Gli abitanti dell’isola si trovarono catapultati in prima linea di una guerra globale, spesso senza alcuna preparazione o protezione adeguata.
Le loro esperienze offrono una prospettiva unica sulla guerra nel Mediterraneo, diversa sia da quella dei soldati in prima linea che da quella delle grandi città bombardate. È la prospettiva di una piccola comunità insulare che cerca di mantenere una parvenza di normalità mentre i cieli sopra di loro si trasformano in campi di battaglia.
Il libro è disponibile presso MidSea Books e rappresenta una lettura essenziale per chiunque sia interessato alla Seconda Guerra Mondiale, all’aviazione militare, alla storia di Malta o semplicemente al trionfo dello spirito umano nelle circostanze più difficili.
Fonte: Malta Independent – https://www.independent.com.mt/articles/2025-12-21/local-news/Chronicles-of-WWII-crashes-Censu-Tabone-fallen-Spitfires-and-Gozitan-ingenuity-6736285782
