Pacific Wrecks

di redazione
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Pacific Wrecks

Quando nel 1993 il sedicenne Justin Taylan accompagnò suo nonno Carl R. Thien in un viaggio attraverso la Papua Nuova Guinea, non immaginava che quell’esperienza avrebbe dato origine a una delle più importanti risorse online sulla guerra nel Pacifico. Thien era stato fotografo militare nell’esercito americano, assegnato al 201st Counter Intelligence Corps in Nuova Guinea e nelle Filippine durante la Seconda Guerra Mondiale. Vedere i relitti degli aerei ancora sparsi nella giungla, esattamente dove erano precipitati mezzo secolo prima, segnò profondamente il giovane Taylan.

Nel 1995, mentre frequentava il Rensselaer Polytechnic Institute, Taylan creò Pacific Wrecks come progetto universitario: un database per catalogare i relitti conosciuti. Quello che era nato come un archivio personale è cresciuto fino a diventare un’organizzazione non-profit riconosciuta, con oltre 40.000 pagine di contenuti liberamente accessibili e una missione che va ben oltre la semplice documentazione storica.

Pacific Wrecks si articola intorno a tre obiettivi fondamentali: localizzare e documentare i caduti ancora dispersi (Missing In Action), ricercare e condividere informazioni sui conflitti passati, proteggere i siti per preservarne la memoria. Questi obiettivi non sono mere dichiarazioni d’intenti: l’organizzazione conduce regolarmente spedizioni sul campo in Papua Nuova Guinea, Isole Salomone, Indonesia, Filippine e altri paesi del Pacifico, collaborando con governi locali, comunità indigene e istituzioni internazionali.

Il database è organizzato secondo diverse chiavi di accesso. La sezione “Aircraft” cataloga gli aerei alleati e giapponesi che operarono nel teatro del Pacifico, con schede individuali per ogni velivolo perduto di cui si conosca l’identità. La sezione “Ships” documenta le navi affondate, dai grandi incrociatori ai piccoli cargo. La sezione “Locations” permette di esplorare i contenuti geograficamente, navigando tra nazioni, province, isole e singoli siti. Una cronologia dettagliata consente invece di seguire gli eventi giorno per giorno.

Per ogni relitto documentato, Pacific Wrecks fornisce quando disponibili: identificazione dell’aereo o della nave, circostanze della perdita, destino dell’equipaggio, stato attuale del relitto, coordinate geografiche, fotografie storiche e contemporanee. Molte schede includono immagini scattate dallo stesso Taylan, che ha personalmente visitato e documentato centinaia di siti in trent’anni di attività.

La sezione dedicata ai Missing In Action merita particolare attenzione. Degli oltre 82.000 militari americani ancora dispersi nel mondo, circa il 75% si trova nella regione Asia-Pacifico. Pacific Wrecks lavora attivamente per identificare relitti che potrebbero contenere resti umani e collabora con le autorità competenti per facilitare il rimpatrio dei caduti. Nel 2003, Taylan fu accreditato per la scoperta di un Mitsubishi A6M2 Zero sulle Owen Stanley Range della Nuova Guinea e collaborò con il governo giapponese per il recupero dei resti del pilota.

Il sito include anche una ricca sezione di interviste e storie orali. Taylan ha incontrato centinaia di veterani nel corso degli anni, raccogliendo testimonianze di prima mano che arricchiscono la documentazione storica con la dimensione umana del conflitto. Queste interviste, spesso accompagnate da fotografie e documenti personali, rappresentano un patrimonio di inestimabile valore man mano che i protagonisti di quegli eventi scompaiono.

Un forum di discussione attivo permette a ricercatori, familiari di veterani, appassionati e abitanti delle regioni interessate di scambiare informazioni e collaborare alle ricerche. È attraverso questo tipo di collaborazione che Pacific Wrecks ha potuto crescere: privati cittadini che segnalano relitti mai documentati, famiglie che condividono lettere e fotografie, comunità locali che tramandano memorie orali sui combattimenti avvenuti nelle loro terre.

La sezione dedicata ai musei e ai restauri documenta gli aerei recuperati e restaurati, mentre le recensioni di libri e documentari offrono indicazioni bibliografiche per approfondimenti. Il sito copre anche la Guerra di Corea, sebbene con minore ampiezza rispetto alla Seconda Guerra Mondiale.

Pacific Wrecks non è un sito accademico nel senso tradizionale del termine: non offre saggi interpretativi né analisi strategiche. È piuttosto un vasto archivio documentale, una raccolta di fatti, immagini e testimonianze che permette di ricostruire le microstorie del conflitto, di dare un volto e un nome ai caduti, di comprendere cosa significò combattere nelle giungle della Nuova Guinea o nei cieli delle Filippine.

Il sito è interamente in lingua inglese e gratuito, sostenuto dalle donazioni dei visitatori.

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