Eugenio di Savoia

di redazione
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Eugenio di Savoia

L’Eugenio di Savoia fu un incrociatore leggero della Regia Marina, nave gemella della capoclasse Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, alla cui scheda si rimanda per la descrizione tecnica e le caratteristiche della classe Condottieri IV gruppo. Costruita dai cantieri Ansaldo di Genova Sestri, la nave fu impostata nel 1933, varata il 16 maggio 1935 ed entrò in servizio nel 1936. Nel corso del conflitto percorse complessivamente 37.494 miglia di navigazione.

Il nome

La nave fu battezzata in onore del condottiero sabaudo Eugenio di Savoia (1663–1736), principe di Savoia-Carignano, noto in tutta Europa come “Principe Eugenio”. Figura centrale delle guerre di fine Seicento e inizio Settecento, si distinse nella guerra austro-turca, dove fu protagonista nella battaglia di Vienna del 1683 a fianco del re di Polonia Giovanni III Sobieski, nella battaglia di Zenta del 1697 in cui sconfisse l’esercito ottomano del sultano Mustafa II, e nella battaglia di Mohács. Si impose poi nella Guerra di Successione Spagnola e nell’assedio di Torino del 1706, in cui cacciò le truppe francesi dall’Italia.

La coincidenza del nome non era priva di significato: mentre l’Eugenio di Savoia serviva nella Regia Marina, nella Kriegsmarine operava l’incrociatore pesante Prinz Eugen, intitolato allo stesso personaggio storico; una nave con quel nome era stata già in servizio nella Imperial-Regia Marina Austro-Ungarica durante la prima guerra mondiale.

Il periodo prebellico

Prima dell’entrata in guerra dell’Italia, l’Eugenio di Savoia partecipò ad alcune azioni nel corso della guerra civile spagnola. Nel 1938 intraprese, in compagnia del gemello Duca d’Aosta, una circumnavigazione del globo. La partenza, inizialmente prevista per il 1° settembre 1938, avvenne il 5 novembre dello stesso anno da Napoli. Il viaggio fu tuttavia interrotto a causa dell’aggravarsi della situazione internazionale: il previsto rientro del 25 luglio 1939 fu anticipato e le due navi rientrarono a La Spezia il 3 marzo 1939.

L’attività bellica

All’entrata in guerra dell’Italia, l’Eugenio di Savoia era inquadrata, insieme al gemello Duca d’Aosta, al Montecuccoli e all’Attendolo, nella VII Divisione Incrociatori della II Squadra, con base a La Spezia, dove fungeva da nave insegna dell’ammiraglio Luigi Sansonetti. A bordo erano imbarcati idrovolanti IMAM Ro.43. Nel corso del conflitto la nave svolse prevalentemente compiti di scorta a convogli e di posa di campi minati.

Il 9 luglio 1940 prese parte alla battaglia di Punta Stilo, primo scontro in mare aperto tra la Regia Marina e la Royal Navy. Il 18 dicembre 1940, insieme al Montecuccoli e a cinque cacciatorpediniere, bombardò le postazioni greche sull’isola di Corfù.

Nell’estate del 1942 l’Eugenio di Savoia fu protagonista in entrambe le grandi battaglie di scorta ai convogli in Mediterraneo. Tra il 12 e il 16 giugno, innalzando l’insegna dell’ammiraglio Da Zara, prese parte alla battaglia di mezzo giugno: insieme al Montecuccoli riuscì a mettere fuori combattimento il cacciatorpediniere britannico HMS Bedouin, affondato poco dopo da un aerosilurante S.M.79, e a incendiare la grossa petroliera Kentucky, già immobilizzata da colpi aerei tedeschi. Tra il 10 e il 15 agosto partecipò poi alla battaglia di mezzo agosto.

Il 4 dicembre 1942, giorno di Santa Barbara, mentre la nave era ormeggiata a Napoli, un bombardamento di B-24 Liberator partiti dall’Egitto — scambiati per una formazione di Junkers Ju 52 tedeschi e perciò non intercettati — la colpì a poppa, causando danni riparabili in circa quaranta giorni e provocando 17 morti e 46 feriti tra l’equipaggio. Nello stesso attacco fu colpito anche il Montecuccoli (44 morti, 36 feriti, sette mesi di lavori) e gravemente danneggiato il Muzio Attendolo, che semisommerso non fu più rimesso in efficienza e fu demolito a fine guerra. Nel gennaio 1943, tornata operativa, l’Eugenio di Savoia abbatté due bombardieri nemici.

L’armistizio e il trasferimento a Malta

All’atto dell’armistizio dell’8 settembre 1943 la nave si trovava a La Spezia. Salpò insieme alle altre unità della VII Divisione — il Montecuccoli e l’Attilio Regolo — e alla squadra corazzata con le unità della IX Divisione (Roma, Vittorio Veneto e Italia), oltre a vari cacciatorpediniere e torpediniere. Il gruppo si unì alle navi provenienti da Genova (VIII Divisione: Garibaldi, Duca degli Abruzzi e Duca d’Aosta), con destinazione Malta. Per uniformare la composizione delle divisioni, il Duca d’Aosta passò dalla VIII alla VII Divisione, sostituendo l’Attilio Regolo; l’Eugenio di Savoia portava in quel momento l’insegna dell’ammiraglio Romeo Oliva.

Durante il trasferimento, nel pomeriggio del 9 settembre, la corazzata Roma, nave ammiraglia dell’ammiraglio Carlo Bergamini, fu centrata da una bomba Fritz X sganciata da un Dornier Do 217 della Luftwaffe e affondò al largo dell’Asinara. Il comando dell’intera flotta passò all’ammiraglio Oliva, che guidò le navi fino all’arrivo a Malta l’11 settembre. Da lì l’Eugenio di Savoia fu internata ad Alessandria d’Egitto.

Con la dichiarazione di guerra del Regno del Sud alla Germania (13 ottobre 1943) e l’inizio della cobelligeranza, la nave fu dislocata a Suez, dove prese parte a esercitazioni con gli Alleati per l’addestramento dei piloti agli attacchi aeronavali. Il 29 febbraio 1944, in rientro da Suez con a bordo parte degli equipaggi delle corazzate Italia e Vittorio Veneto, la nave urtò una mina nei pressi di Punta Stilo, riportando gravi danni ma riuscendo a raggiungere con i propri mezzi Taranto, dove rimase fino alla fine del conflitto.

La carriera nella marina greca

In applicazione delle clausole del trattato di pace, il 26 giugno 1951 l’Eugenio di Savoia fu ceduta alla Grecia come riparazione per i danni di guerra. Nella marina ellenica fu ribattezzata Elli (in greco: Έλλη), in ricordo dell’omonimo incrociatore leggero greco affondato il 15 agosto 1940 nei pressi dell’isola di Tino dal sommergibile italiano Delfino.

Nella nuova marina di appartenenza l’Elli ricoprì il ruolo di ammiraglia della flotta e fu usata da re Paolo I di Grecia per visite di stato a Istanbul (giugno 1952), in Jugoslavia (settembre 1955), a Tolone (giugno 1956) e in Libano (maggio 1958). Nel 1959 fu trasferita a Suda, nell’isola di Creta, in qualità di nave comando della flotta dello Ionio. Messa in disarmo nel 1965, durante la dittatura dei colonnelli fu utilizzata come nave-prigione per i membri della marina oppositori del regime. Nel 1973 fu avviata alla demolizione.

Informazioni aggiuntive

  • Nazione:  Italia 
  • Tipo nave:  Incrociatore 
  • Classe Condottieri Duca d'Aosta 
  • Cantiere:

    Ansaldo Genova

  • Data impostazione:   06/07/1933 
  • Data Varo: 16/03/1935 
  • Data entrata in servizio: 16/01/1936 
  • Lunghezza m.:  186.9 
  • Larghezza m.: 17.5 
  • Immersione m.:   6.5 
  • Dislocamento t.:  10.540  
  • Apparato motore: 

    6 caldaie Yarrow/Regia Marina, 2 gruppi turboriduttori Belluzzo/Parsons, 2 eliche

  • Potenza cav.:  110.000  
  • Velocità nodi: 36.5 
  • Autonomia miglia: 3.900 
  • Armamento:  

    8 × 152/53 mm Ansaldo 1926 (4 installazioni binate), 6 × 100/47 mm OTO 1927 (3 installazioni binate), 8 × Breda 37/54 mm (4 installazioni binate), 8 × 13,2/75,7 mm Breda 1931 (4 installazioni binate), 6 tubi lanciasiluri da 533 mm

  • Corazzatura: 

    cintura: 100mm, orizzontale 30/35mm, verticale: 70mm, artiglierie: 90mm, torre comando: 100mm

  • Equipaggio: 27+551 

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